Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco a Palazo Reale di Milano

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Dal 26 Ottobre 2016 al 26 Febbraio 2017 Palazzo Reale ospiterà un altro dei grandi Maestri dell’arte, Pietro Paolo Rubens, pittore fiammingo, ma che per diversi anni, dal 1600 al 1608, si stabilì in Italia dove ebbe occasione di imprimere la sua poetica e la sua visione dell’arte all’interno della cultura artistica italiana. L’Italia diventa centrale nella storia dell’arte e a evidenziare questa centralità è lo stesso Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno che, inaugurando la mostra, ha avuto occasione di considerare come una “mostra importante” viene effettuata “per consentire a tutti di ammirare da vicino l’opera di un grande artista di tutti i tempi”. L’esposizione, che vedrà la disponibilità di un’audioguida e progetti didatici disposti sia dalla sezione didattica di Palazzo Reale sia dagli storici dell’arte di Civita Mostre, per chi, siano essi gruppi di visitatori siano essi scuole, volesse visitare la mostra.

Rubens potrà essere, così, conosciuto attraverso le influenze classiche che ricevette e attraverso il suo rapporto che instaurò con l’arte italiana, lui uno dei capostipiti del Barocco: dirante il soggiorno in Italia Rubens verrà a conoscenza di nomi illustri del passato, Tintoretto e Coreeggio, autori Rinascimentali, cosi come diverrà riferimento per diversi autori barocchi, Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, da Palazzo Reale e da Civita Mostre e patrocinato da Mibact, è curata da Anna Lo Bianco e dispone di 70 opere, 40 delle quali firmate dallo stesso Rubens, tra cui ricordiamo dipinti dello stesso Rubens, sculture antiche e opere di alcuni grandi nomi del Cinquecento e del Barocco italiano, su cui Rubens ha inevitabilmente esercitato un’influenza, sia nello stile sia nella poetica.

“Pittore italiano”: sono queste le parole con le quali Bernard Berenson ha apostrofato Rubens e la mostra vuole, appunto, rivelare il lungo e proficuo soggiorno dell’artista in Italia, dove tenne rapporti con Genova, Mantova e Venezia, vivendo la lunga parentesi romana. Rubens testimonia quella “centralità dell’Italia nello sviluppo della storia dell’arte”, come ha avuto modo di considerare l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno, mentre le opere presenti in mostra provengono da importanti istituzioni museali, Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e da rilevanti prestiti da parte di collezioni, Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

“L’amore per l’arte e per la vita” sono le principali caratteristiche di Rubens, così come evidenziato da Anna Lo Bianco, che ha curato la mostra in collaborazione con un comitato scientifico formato da Eloisa Dodero, David Jaffé, Johann Kraeftner, Cecilia Paolini e Alejandro Vergara. La mostra vuole mettere in rilievo l’importanza di Rubens nella definizione del Barocco italiano, tanto che lo stesso Alberto Rossetti di Civita Mostre ha voluto su questo aspetto considerare come il suggestivo allestimento dell’esposizione a firma di Corrado Anselmi aiuti a entrare nella dimensione storico artistica e poetica dell’autore. Esiste la possibilità di usufruire di un biglietto “open” che permette di visitare la mostra in qualsiasi orario e in qualsiasi data.

Articolo di Alessandro Rizzo


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