A SAN VITTORE, IL CARCERE DI MILANO, PROGETTO CONTRO LE RECIDIVE

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Si è avviato in data 14 Maggio un progetto che andrà avanti fino a Giugno con l’obiettivo di accompagnare in un percorso di riabilitazione completo le detenute di origini Rom con figli. Si tratta di un progetto che vuole distinguersi da altri già esistenti per come coinvolge anche le famiglie delle detenute e per il fatto di andare avanti anche dopo la detenzione: un progetto che vuole accompagnare in quello che può essere un difficile rientro nella propria comunità.

Il progetto prende il nome di F.A.Se. (Formare, Accompagnare, Sensibilizzare) ed ha avuto inizio nel carcere di Milano San Vittore con un incontro in cui sono state spiegate le modalità e le finalità con cui si svolgerà il progetto. Finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo si avvale dell’apporto di numerose associazioni fra cui Sesta Opera San Fedele, Caritas Ambrosiana, Opera Nomadi, Progetto Onesimo e la cooperativa Dike.

Viene aperto uno sportello di ascolto pensato appositamente per queste detenute e si vuole rafforzare lo scambio interculturale fra volontari società civili e le detenute di origine Rom. Marianna Grimaldi, Direttrice dell’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri), ha illustrato i contenuti dell’istituto: una struttura sperimentale unica in Italia pensata per la particolare condizione di quelle detenute che hanno figli a carico.

Si tratta di un progetto che va ad operare in situazioni specifiche con l’obiettivo di evitare la recidiva una volta scontata la pena a beneficio quindi dell’intera collettività portando a rendere efficace non solo il percorso di riabilitazione svolto all’interno delle mura del carcere ma anche con interventi di accompagnamento nel primo periodo di libertà.

Articolo di Daniel Bidussa


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