Prorogata L'apparenza di ciò che non si vede di Armin Linke al PAC di Milano

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Un elevato ritorno di pubblico e un particolare e attento favore da parte della critica hanno accompagnato l’esposizione allestita presso il Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, L’apparenza di ciò che non si vede, personale dell’autore Armin Linke, milanese di nascita e che lavora tra il capoluogo lombardo e Berlino, in occasione della dodicesima Giornata del Contemporaneo riguardante l’arte italiana. Molte, infatti, sono state le scolaresche che hanno visitato la mostra, così come diversi sono stati i visitatori provenienti Oltralpe. La mostra, che altro non è che un confronto attivo e un dialogo nell’ambito dell’archivio fotografico di Armin Linke, vede, proprio per l’ottimo successo avuto, una proroga della sua durata, tanto che il pubblico potrà visitarla fino al prossimo 8 Gennaio con l’occasione di godere di uno sconto del 50% del biglietto di ingresso per Sabato 7 Gennaio e per Domenica 8 Gennaio, giornata, questa, in cui si può usufruire anche di una visita guidata.

L’itinerario espositivo vede le opere di Armin Linke esprimere i soggetti che sempre lo stesso autore ha voluto narrare attraverso la propria produzione, ossia le trasformazioni, incessanti, che la nostra contemporaneità a livello globale definisce su vari livelli, da quello economico a quello sociale, da quello tecnologico a quello comunicativo, da quello ambientale a quello riguardante la storia del design e delle infrastrutture: in tutto questo percorso si apre un’opportunità per gli spettatori che concerne non solo la piacevole visione estetica di opere che incidono tramite l’impeto della luce e la sapienza descrittiva delle cromie, ma anche il contenuto e il messaggio che tali opere vogliono trasmettere, concependosi questioni di natura filosofica, sociologica, architettonica, biologica, fisica e geografica.

Armin Linke, infatti, ha voluto corredare la mostra con una selezione delle immagini su un patrimonio di oltre ventimila fotografie custodite in archivio, sulle quali ha chiamato diversi filosofi, geografi, fisici, biologi e sociologi a confrontarsi a livello teorico e descrittivo: i dialoghi sulla produzione di Armin Linke saranno presenti all’interno della mostra, pronta a essere esportata con un modulo più ampio al Ludwig Forum für Internationale Kunst di Aachen e al Centre de la photographie di Ginevra, attraverso dei testi scritti e delle registrazioni audio, in modo da attribuire alla visione delle fotografie selezionate anche un contenuto sonoro, quasi immergendosi in una rappresentazione di un racconto, mondiale e globale per la sua portata, che si suddivide nei diversi capitoli che concernono la nostra epoca e le relazioni che seguono le modificazioni che la nostra società, il nostro pianeta e il genere umano affrontano. Armin Linke rappresenta anche la natura, la racconta e la interpreta nel suo fluire e nella sua dimensione dinamica e questa interpretazione viene ripresa in una cornice complessa e organizzata su più livelli.

La mostra, che prevede anche un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, è promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC di Milano con Silvana Editoriale e in collaborazione con lo ZKM | Centro per l’arte e la tecnologia dei media di Karlsruhe, la curatela è di Ilaria Bonacossa e Philipp Zieglere e vede il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e  Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.

Articolo di Alessandro Rizzo


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