Bones and all – una fiaba di amore e solitudine: la recensione

Bones and All di Luca Guadagnino, nelle sale dal 23 novembre

Bones and all – una fiaba di amore e solitudine: la recensione.

L’ultimo film di Luca Guadagnino, che si è aggiudicato il Leone d’argento a Venezia ’79 e ricevendo ben 8 minuti di applausi, uscirà nelle sale il 23 novembre.

Bones and All è una storia d’amore, ma anche di cannibalismo, di incomprensione e solitudine. Un concentrato di contrasti emozionali, tali da tenere il pubblico incollato allo schermo fino alla fine del film.

Ancora una volta il regista riesce ad arrivare alla mente delle persone chiedendogli unicamente una cosa, di guardare, senza giudicare. Già con “Call me by Your Name”, il lungometraggio girato tra le valli cremasche e che ha dato luce a Timothee Chalamet (attore feticcio del regista), Guadagnino era stato in grado di delineare un filo sentimentale molto intenso, tale da toccare le corde più intime e pure della giovinezza.

Ma questa volta i protagonisti fanno molto di più, sono obbligati a dover contrastare e a sopravvivere alle difficoltà di un Mondo, che non li accetta, e li emargina senza pietà.

Maren (Taylor Russell) e Lee (Timothèe Chalamet) sono due giovani ragazzi alla ricerca costante di un luogo sicuro dove poter ricostruire la loro identità, attraverso un percorso a tappe, che gli consente di rispecchiarsi uno nel passato dell’altro, e rimettere insieme i pezzi delle loro vite, che fino ad all’ora, erano rimaste nascoste.

La pellicola rappresenta una delicata metafora sull’emarginazione, che obbliga le persone considerate diverse, reiette, incomprese e sole, ad essere invisibili, condannate a vivere da fantasmi, lontane dai loro affetti e dalle loro cose.

Un film di genere horror-romantico, districabile su diversi temi che affascinano la mente di chi guarda. Non esistono buoni o cattivi, ma individui che non possono manifestarsi diversamente da ciò che sono, non per loro colpa, ma per una natura dissonante rispetto a ciò che il Mondo esterno vuole.

E poi il punto focale dell’amore, sentimento nobile, ma straziante, salvifico, ma distruttivo. L’amore che annienta lo stato d’animo della solitudine, alleggerendo il peso di una vita vissuta in penombra, e che nutre le sue creature, fino all’osso, cercando di colmare quel senso di sazietà, che però, in alcuni casi, può determinare la morte.

Bones and All di Luca Guadagnino, nelle sale dal 23 novembre.

Bones and all – una fiaba di amore e solitudine Bones and all – una fiaba di amore e solitudine

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