Verona, una mostra dedicata al pittore Dorazio

Dal 18 dicembre al 30 aprile 2023

Verona, una mostra dedicata al pittore Dorazio.

La mostra dedicata al pittore italiano Dorazio, fra i massimi rappresentanti dell’astrattismo europeo, è in programma a Verona dal 18 dicembre al 30 aprile 2023.
Allestita negli spazi espositivi dalla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e della Galleria dello Scudo, l’esposizione, di carattere strettamente scientifico, è centrata su una selezione di oltre trenta dipinti provenienti dagli eredi dell’artista e da collezioni pubbliche e private.

Tutte le informazioni sul sito della GAM e Galleria dello Scudo.

L’evento, realizzato dalla GAM e dalla Galleria dello Scudo in collaborazione con l’Archivio Piero Dorazio, è stato presentato questa mattina dall’assessora alla Cultura Marta Ugolini. Presenti la direttrice dei Musei civici Francesca Rossi e per la Galleria dello Scudo Laura Lorenzoni. Presenti, oltre ai figli di Dorazio, il presidente dell’archivio Piero Dorazio Mirko Orsi, il curatore della mostra Francesco Tedeschi e David Anfam autore del testo introduttivo in catalogo, il presidente della Commissione consiliare Cultura Alberto Battaggia e la Curatrice Responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea Patrizia Nuzzo.

 

La mostra è stata inaugurata questo pomeriggio, alle 17 alla GAM e alle 19 alla Galleria dello Scudo.

 

Opere che presentano una freschezza e una forza comunicativa di grande contemporaneità, nonostante abbiano più di settant’anni”– ha sottolineato l’assessora – “I dipinti esposti sono stati recentemente restaurati e la luminosità del colore, vero protagonista di questa esposizione, si presenta in tutta la sua bellezza. Questa mostra è un prezioso progetto che va ammirato. L’impegno è quello di valorizzare al massimo il patrimonio artistico in nostro possesso, perché possa essere conosciuto da quante più persone possibili in Italia e all’estero“.

 

Un progetto straordinario per la Galleria d’Arte Moderna – ha dichiarato la direttrice Rossiche mette a frutto un lungo progetto di ricerca volto alla restituzione al pubblico di un immenso catalogo pittorico di uno dei principali rappresentanti dell’astrattismo europeo. Una esposizione che mira, con una retrospettiva inedita, a fare conoscere di più Dorazio e la straordinaria forza che il colore trasmette attraverso le sue opere“.

 

La mostra è realizzata con la supervisione scientifica di Francesco Tedeschi, autorevole storico dell’arte e curatore del Catalogo ragionato dell’artista promosso dall’Archivio Piero Dorazio e di prossima pubblicazione con Skira, editore anche del volume che accompagna questa mostra veronese.

 

Percorso espositivo. Si apre simbolicamente con ‘Presente e passato’, opera del 1963 in cui l’intreccio del segno è superato dalla stesura di fasce policrome in fitta sequenza verticale, per proseguire con tele di grandi dimensioni costruite secondo geometrie che dilatano le trame luminose d’un tempo verso sempre diverse e molteplici possibilità composi.

 

Quella di Dorazio, fra il 1963 e la fine del decennio, è una ‘nuova pittura’. Egli rompe la gabbia delle ‘Trame’ per spaziare verso altre, molteplici strade destinate a produrre esiti la cui risonanza si avvertirà anche a distanza di tempo. Una pittura che si confronta, in modo aperto, con quanto proposto da un contesto internazionale di cui Dorazio è protagonista a pieno diritto, avendo instaurato e coltivato relazioni che lo collocano sempre al centro della scena.

 

L’indagine prosegue, poi, documentando le diverse direzioni verso cui si apre la sua ricerca, dalla griglia regolare, fitta ma ben leggibile, in ‘My bestdel 1964’, alla costruzione di strutture tra le più varie per ribadire la vocazione architettonica di nuove tele datate 1965 come Teodoricoguarda in fretta o Another Way, sino alla fluidità della linea curva, protagonista tra il 1965 e il 1966 inlavori come Endless Federico(I) (per Federico Kiesler)eDin Don (Omaggio a Giacomo Balla n. 2).

 

Evento di rilievo, cui l’esposizione attuale pone particolare attenzione, è la sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia nel 1966, in cui figurano 21 opere tra le più significative di quel momento, molte delle quali inserite nel presente progetto, come Allaccio,Tutto a punta, Ottimismo-pessimismo (a Giacomo Balla) e Tranart (a Gino Severini), tutte di quell’anno. Chiudono la rassegna Litania, Sorteggio, dipinto acquisito negli anni settanta per le collezioni dei Musei Civici di Verona dall’allora direttore Licisco Magagnato, e Next generation, eseguito durante il soggiorno a Berlinonel 1968, dopo l’interruzione dell’esperienza americana, preludio della stagione successiva.

 

Verona, una mostra dedicata al pittore Dorazio

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