Lo sport incontra lo spettacolo ed il sociale

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Unire sport, media, business e sociale non è comune in Italia. Lo ha fatto Gian Marco Sandri, fondatore e CEO di Artmediamix, media company che da oltre 10 anni supporta brand internazionali nello sviluppo di progetti di comunicazione integrata e che oggi lancia una nuova branch, Artmediasport, dedicata alla cura dell’immagine degli sportivi e allo sviluppo di progetti di advisory, advocacy e solidarietà. Al centro, gli atleti degli sport con un potenziale emotivo non espresso che può e deve essere convogliato, a beneficio di tutti, verso un mondo di utenti interessati che oggi fanno fatica a soddisfare le proprie ­­­­­­necessità, come spiega Gian Marco Sandri.

Come è maturata la decisione di entrare nel mondo dello sport professionistico?
“L’arte, la musica e lo sport sono sempre state discipline e passioni che ho vissuto contemporaneamente e che hanno dato ispirazione alla mia vita familiare, personale e professionale. All’inizio, mi sono avvicinato al mondo della boxe perché da sempre sono stato attratto dagli sport da combattimento e ne ho praticati diversi. Il pugilato per me è una forma d’arte. Ringrazio il mio maestro Umberto Fidenzi che mi ha dato la possibilità di vivere l’esperienza completa della boxe, anche sotto il profilo sportivo, facendomi entrare in contatto con l’impegno e il sacrificio. Ho capito che c’era un mondo celato da raccontare che andava oltre l’immagine seduttiva della boxe che il mondo pubblicitario ci offre sia nelle pubblicità tradizionali che nel vasto immaginario dei videoclip musicali.”

Lo scorso dicembre Artmediamix ha prodotto un evento di pugilato professionistico a Cinecittà. Come è nato questo progetto?
“L’evento di dicembre è stato ispirato dai risultati di una lunga ricerca. Fondamentale la collaborazione con la rete televisiva Eurosport, il Buccioni Boxing Team e la Federazione Pugilistica Italiana per creare un evento a Cinecittà che, di fatto, ha dato un riscontro molto positivo confermato da indici di ascolto inaspettati e da un dialogo in rete con grandi volumi di utenti. Domenica 24 marzo si terrà il secondo evento di pugilato a Roma, alla Nuvola di Fuksas. Aver avviato un progetto di riposizionamento del mondo pugilistico è qualcosa che a nostro avviso porterà valore a tutto il mercato sportivo. Non ci occuperemo solo di boxe, ma di tanti altri sport finora poco valorizzati.”

Fondar­­e Artmediasport è la logica evoluzione di questo percorso?
“Si, Artmediasport è una derivata di Artmediamix. Insieme al mio team di lavoro, amiamo costruire percorsi, andiamo fino in fondo alle nostre passioni e cerchiamo di fare emozionare il pubblico. Il nostro segreto è che riusciamo ad ideare e produrre progetti che ci piacciono e ci emozionano. Il salto dall’arte, alla musica e allo sport è immediato. Tutto è collegato delle emozioni, siamo noi che spesso andiamo a creare separazioni. Ho deciso di far nascere Artmediasport dopo due anni di intenso studio sulle comunità sportive e degli ambienti federali, dove ho avuto la fortuna di relazionarmi personalmente con molti atleti olimpionici con i quali ho stabilito un rapporto personale che mi ha offerto molti spunti di riflessione. Gli atleti hanno un percorso simile ai musicisti, si offrono completamente e senza riserve alle loro discipline. Il mio pensiero è che tutti noi abbiamo un intenso bisogno di sentire delle storie positive, di tirare il freno a mano nei confronti di un mondo che viaggia a frequenze elettroniche di post e tweet.”

Quali obiettivi si propone Artmediasport?
“Artmediasport si occuperà di ridisegnare strategie di comunicazione che consentiranno al mondo dello sport di comunicare in maniera efficace elevando a sistema tutti gli attori della catena del valore: dagli atleti, ai tecnici e alle federazioni. Come media company uno degli aspetti fondamentali sarà quello di creare uno standard qualitativo elevato che possa essere di appeal per partner, sponsor e anche un mondo vasto di mecenati che possano aiutare a sostenere il ciclo di vita degli atleti, dalla loro partenza sportiva fino al traguardo di moltissime opportunità professionali che possono emergere durante la carriera sportiva e subito dopo.”

Quindi, farete per gli atleti quello che le case discografiche fanno per i cantanti? Li farete conoscere dal grande pubblico attraverso interviste a media cartacei ed online, partecipazioni televisive, interviste radiofoniche?
“Mi piace moltissimo questo paragone! Vogliamo prenderci cura degli sportivi a 360 gradi. Non ci occuperemo della loro preparazione sportiva, ma abbiamo l’ambizione di poter sviluppare insieme a loro un percorso mirato a posizionare l’immagine e la loro reputazione durante tutto il percorso sportivo aiutandoli a costruire uno zoccolo duro e skill che da subito potrà essere utile per lo sviluppo interpersonale.”

Molti atleti sono abituati ad allenarsi da soli, in silenzio, e non si trovano a loro agio di fronte alle telecamere. Li aiuterete fornendo loro la preparazione necessaria per gestire i rapporti con i media, per parlare durante una conferenza stampa, un programma radiofonico o televisivo?
“Oggi è fondamentale per un artista o un atleta saper far fronte a tutte le opportunità che il mondo dei media offre. Siamo certi che possiamo avviare un percorso di coaching mirati per aiutare gli atleti a svelare il loro potenziale con le loro capacità e attitudini. Artmediasport sarà la casa che ospiterà gli atleti in ogni fase del loro percorso. Non prendiamo a bordo solo i campioni. Ci piace intervenire dove vediamo un potenziale non utilizzato.”

Avete un modello di riferimento che proponete ai vostri atleti?
“No, non abbiamo modelli. Ogni atleta ha una storia che va analizzata e valorizzata con il lavoro di squadra. Il valore si costruisce sempre e solo in team. Conosciamo molto bene tutti i meccanismi di promozione e comunicazione, ma il valore lo fa il contenuto. Questa è la magia. E penso che sappiamo ascoltare bene.”

Avete un modello di riferimento come business, un’azienda che magari in un altro paese fa il lavoro che Artmediasport si propone di fare in Italia?
“Artmediasport è una derivata di Artmediamix. Il modello di business è simile. Le community dello sport e della musica sono convergenti. Lo scorso evento organizzato da Opi Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN a Milano al Superstudio Più vedeva presenti a bordo ring i più grandi artisti italiani che spaziavano dal rap alla trap. Penso che il nostro modello di business sarà innovativo perché va oltre il lavoro dell’advisor. Il rapporto con i grandi brand in ottica di valorizzazione delle sponsorizzazioni sarà molto importante ma è la tipologia di servizi e prodotti che offriremo che forniscono un altro punto di vista. Lavoreremo a fianco delle istituzioni e sosterremo progetti promossi da operatori sociali che restituiscono puntualmente valori al territorio. Avere il bollino blu delle istituzioni di fatto ci attribuisce un valore importante nell’intera progettualità, che evidentemente ha uno sviluppo pluriennale.”


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