Milano, giardini pubblici di viale Giovanni da Cermenate intitolati dal Comune al Primo Dirigente della Polizia di Stato Paolo Scrofani

Milano, Questa mattina a Milano si è svolta la cerimonia di intitolazione dei Giardini Pubblici di via Giovanni da Cermenate al Primo Dirigente della Polizia di Stato Paolo Scrofani, Medaglia d’Oro al Valore Civile, caduto nell’adempimento del dovere.

Alla cerimonia hanno presenziato, insieme ai familiari del dottor Scrofani, il Sindaco Giuseppe Sala, il Capo della Polizia, Direttore Generale di Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli, il Questore Sergio Bracco e le massime autorità civili, militari e religiose cittadine, oltre a numerosi appartenenti alla Polizia di Stato. La cerimonia è statapreceduta dalla celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa dei Santi Quattro Evangelisti in via Giovanni Pezzotti 53, officiata alle ore 10.00 da S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

L’intitolazione avviene a 18 anni dal tragico fatto, quando il Dott. Scrofani, all’epoca dei fatti Dirigente del Commissariato di Porta Ticinese di Milano, morì il 29 giugno 2002 per le gravi ferite riportate il giorno prima nell’esplosione di un appartamento saturo di gas, in viale Giovanni da Cermenate n° 64, esattamente di fronte ai giardini intitolati oggi. L’esplosione fu provocata un inquilino di quello stabile che si era barricato per resistere allo sfratto disposto dall’autorità giudiziaria. Il Dottor Scrofani morì per un gesto di generosità. Si offriì volontariamente di intervenire, anche se la competenza giurisdizionale apparteneva ad altro Commissariato di zona, forte della sua qualifica di “mediatore in situazioni di crisi”, conseguita con la frequentazione di uno specifico corso.

L’uomo era armato ed aveva già sparato e ferito un Vigile del Fuoco attraverso un foro della porta di ingresso dell’appartamento; mentre Scrofani sul pianerottolo dell’appartamento tentava di convincerlo a desistere dalla sua protesta, venne investito da un’esplosione violenta innescata dal predetto. Dei 25 feriti coinvolti il Dr. Scrofani apparve subito il più grave. Ricoverato in fin di vita all’ospedale Fatebenefratelli morì nel pomeriggio del 29 giugno 2002. Aderendo ad una sua precisa volontà, i suoi familiari autorizzarono l’espianto degli organi a favore di 5 persone affette da gravi patologie.

Lasciò la moglie, anch’ella funzionario di Polizia, la Dr.ssa Emma Ivagnes, oggi Dirigente Superiore della Polizia di Stato e la figlia Federica, allora 12enne, oggi 30enne, anch’ella appartenente alla Polizia di Stato e mamma del piccolo Paolo Angelo, presenti alla cerimonia odierna insieme alla madre, al fratello e alla sorella del dottor Scrofani.

Lo slancio generoso del Dr. Scrofani, all’epoca viene percepito dall’intera comunità milanese come un gesto di vero eroismo. L’allora Sindaco di Milano Dr. Gabriele Albertini, infatti, rendendosi interprete dei comuni sentimenti della cittadinanza, non esitò di concerto con la Giunta dell’epoca a conferire al Dr. Scrofani, alla memoria, l’Ambrogino d’oro, a decretare il lutto cittadino durante le esequie.

Il 2 agosto 2002 il Dott. Paolo Scrofani venne insignito di Medaglia d’Oro al Valore Civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, come “eroe generoso, anche dopo la morte”.

Oggi, il Capo della Polizia, durante il suo intervento oratorio, ha evidenziato che nel gesto del dottor Scrofani di intervenire volontariamente, senza ripensamenti e senza paura né calcolo presso il luogo dove poi ha perso la vita, vi è l’essenza più profonda dell’essere appartenente alla Polizia di Stato: il servizio alle comunità per garantirne la sicurezza.


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