Coworking: la rivoluzione del mondo del lavoro

La nascita del Coworking risale al 2005, anno in cui l’ingegnere informatico Brad Neuberg decide di aprire a San Francisco il primo spazio di lavoro condiviso. Tale spazio prendeva il nome di “San Francisco Coworking Space”. In questi anni abbiamo assistito a un’evoluzione di quello che a oggi può essere considerato un vero e proprio fenomeno.

Con il passare del tempo infatti, sono nati migliaia di spazi Coworking, e oggi farci affidamento per lo svolgimento delle proprie attività è considerato del tutto normale. Con questi presupposti, ripercorriamone insieme le tappe di questa rivoluzione del mondo del lavoro.

 

Coworking: la rivoluzione del lavoro

Come anticipato, il primo spazio di lavoro condiviso per come noi oggi lo intendiamo è stato quello ideato da Brad Neuberg. In realtà però, spazi simili avevano visto la luce negli anni precedenti al 2005. Ad esempio, C-Base, nato a Berlino nel 1995, è stato uno dei primi “hackerspaces” aperti nel mondo. Si trattava di luoghi che permettevano la cooperazione di persone con interessi comuni, spesso in ambito informatico.

Nel 1999 invece, arrivò a New York il “42 West 24”. Anche in questo caso si trattava di una realtà con postazioni di lavoro flessibili. Entrambe le soluzioni anticipavano il concept di Coworking dei giorni nostri, ma tutte avevano in comune la volontà di coniugare le possibilità di lavorare in maniera indipendente, senza rinunciare alla socialità del luogo di lavoro, condizione che da sempre genera nuove opportunità.

Ad oggi la situazione è decisamente mutata, e uno spazio coworking come guava.milano.it è in grado di offrire una molteplicità di servizi, tra l’altro in una zona di Milano considerata come uno dei progetti di riqualificazione urbana più promettenti a ambiziosi in assoluto: City Life. Parliamo di un quartiere particolarmente moderno e dinamico che rappresenta la soluzione ideale per i Coworkers di Milano e provincia.

 

Il trend globale del Coworking

Il primo spazio di lavoro condiviso nato a San Francisco, ottenne già dal primo anno di attività un successo incredibile, al punto che dopo pochissimo tempo nacque l’esigenza di trasferirsi in un ambiente più grande. Tale spazio prendeva il nome di Hat Factory, e lo sviluppatore di startup Ray Baxter fu il primo coworker a mettervi piede. Da quel momento nulla è stato più come prima.

Il Coworking diventa un trend dalla portata globale, che ha assistito alla nascita di moltissimi franchising con diverse filiali sparse nelle città del mondo. Parliamo di un tasso di crescita su base annua di quasi il 25%. Le previsioni stimano di come entro la fine di questo 2022 gli spazi di Coworking toccheranno quota 30.000, con una community di Coworkers di quasi 5 milioni di persone.

Ma quali sono i fattori che giustificano un simile successo, innegabile e sotto gli occhi di tutti? Poter lavorare in questi spazi, permette di farlo in maniera flessibile. Molto spesso infatti, i Coworking sono aperti H24, 7 giorni su 7. Questo consente al lavoratore di portare avanti i suoi progetti nella massima indipendenza, e senza dover essere vincolato agli orari di altre persone.

Un altro vantaggio del Coworking è di natura economica. Affittare uno spazio di questo tipo infatti, permette di abbattere i costi fissi legati all’ufficio. Ma non dobbiamo dimenticare nemmeno che una community con cui interagire e stringere relazioni sociali porta a un continuo confronto. Non è raro che tale confronto avvenga con persone provenienti da diversi settori, e che consenta la nascita di nuove opportunità.

 

Come scegliere il Coworking

Se fino a pochi anni fa per coloro che intendevano sfruttare uno spazio di Coworking la scelta era piuttosto limitata, ad oggi la situazione è notevolmente cambiata. Basti pensare che abbiamo abbondantemente superato gli 800 spazi, con 70/80 nuovi Coworking ogni anno. Questo per i Coworkers significa solamente avere la possibilità di fare riferimento a più strutture.

A questo punto nasce spontanea una domanda: come scegliere lo spazio di Coworking migliore? La risposta come sempre nasce dal giusto rapporto qualità/prezzo, ovvero da una “media” tra i costi da sostenere per l’affitto dello spazio e i servizi offerti dal Coworking stesso. Ad esempio Guava Milano, Coworking a cui abbiamo fatto cenno in precedenza, mette a disposizione anche un’attrezzata sala riunioni.

Questo spazio si rivela decisamente utile per imprenditori e professionisti in generale. Ma altrettanto utile è il servizio di domiciliazione della sede legale. In questo caso a poterne beneficiare sono ad esempio le startup e le aziende di nuova costituzione che intendono avere a disposizione una sede attrezzata di tutto punto, senza sostenere i costi tipici di un ufficio.

Ma il Coworking in realtà aggira un grosso limite di un’altra modalità di lavoro molto importante, ovvero lo smart working. Lavorare da casa infatti, è più difficile di quanto possa sembrare. In un ambiente domestico le distrazioni sono numerose, per ovvi motivi, e molto spesso sono proprio gli stimoli a mancare. Senza dimenticare che tra le mura di casa non è nemmeno possibile incontrare fornitori e clienti.

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