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Israele, Hamas: «Impossibile dire se gli ostaggi siano ancora vivi»

Sirene a Tel Aviv: Blinken e Netanyahu si rifugiano nel bunker. Ucciso il capo dell’intelligence di Hamas

Israele, Hamas: «Impossibile dire se gli ostaggi siano ancora vivi».

L’esercito israeliano ha reso noto di aver ucciso il capo dell’intelligence di Hamas a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Per l’uccisione, precisano fonti militari israeliane, sarebbe stato usato un missile Saar-6.

Sebbene i lavori utili all’apertura del valico di Rafah siano stati completati, finora nessun aiuto umanitario è entrato verso la Striscia e a nessun civile è stato permesso di uscire. Fonti di Gaza riferiscono che l’intelligence di Tel Aviv avrebbe colpito una pensilina del valico.

Mentre la tensione ai confini di Israele si fa sempre più alta, con un nuovo scambio di colpi con il Libano registrato nelle ultime ore, Netanyahu continua a respingere l’idea di un cessate il fuoco.

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«Non so se i 199 ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza siano ancora vivi». Lo ha dichiarato a Sky New Basem Naim, il capo delle relazioni politiche e internazionali del movimento che governa nella Striscia, sostenendo che si tratta di una notizia «impossibile» da verificare in questo momento a causa dei pesanti bombardamenti cui è sottoposta l’enclave.

«Abbiamo detto a tutti i mediatori che siamo pronti a rilasciare tutti gli ostaggi civili nel momento in cui l’aggressione contro il nostro popolo sarà fermata», ha aggiunto Naim.

rafah

I bambini e le famiglie di Gaza “sono praticamente rimasti senza acqua”. È l’allarme lanciato dall’Unicef, che aggiunge: “Ora sono costretti a utilizzare l’acqua sporca dei pozzi, aumentando il rischio di malattie trasmesse dall’acqua”. L’Onu, dal canto suo, chiede una pausa umanitaria “per garantire un accesso sicuro e senza ostacoli ai bambini e alle famiglie a Gaza”.

«L’Occupazione di Gaza sarebbe un grosso errore», queste le parole del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che nella notte italiana ha parlato in tv a 60 minutes. Sull’ipotesi di un cessate il fuoco, avverte: «Israele deve rispondere. Devono attaccare Hamas», specificando però che «gli elementi estremi non rappresentano tutto il popolo palestinese».

Il Pentagono, intanto, avrebbe inviato ordini di “preparazione al dispiegamento” a circa 2mila truppe statunitensi da inviare in Medio Oriente. Lo scrive il Times of Israel, citando due funzionari statunitensi. Le truppe sarebbero destinate a coprire una varietà di ruoli di supporto, come il supporto medico aggiuntivo o il supporto per gli ordigni esplosivi, compresa la fornitura di sicurezza aggiuntiva ai valichi di frontiera.

Un lancio di razzi dalla Striscia di Gaza ha costretto il segretario di Stato Usa Antony Blinken, in visita in Israele, a correre in un rifugio mentre partecipava ad una riunione del gabinetto di guerra israeliano a Tel Aviv insieme al premier Benjamin Netanyahu. Lo hanno riferito media israeliani e la notizia è stata confermata dal dipartimento di Stato Usa.

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