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Hamas rivela: «Preparavamo l’attacco da due anni»

Netanyahu mostra al mondo le foto dei bimbi carbonizzati

Hamas rivela: «Preparavamo l’attacco da due anni».

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha mostrato al mondo le foto dei bambini carbonizzati da Hamas e di altre atrocità commesse contro il suo popolo nelle scorse ore, promettendo che l’organizzazione terroristica sarà «schiacciata» come è avvenuto con l’Isis.

È il sesto giorno di guerra, con la frontiera libanese sempre in ebollizione e con un raid israeliano che ha colpito l’aeroporto di Damasco.

Intanto il segretario di Stato Usa Antony Blinken è arrivato a Tel Aviv e ha ammesso che «le immagini di bambini e neonati massacrati, soldati decapitati, ragazzi bruciati vivi, sono al di là di ogni immaginazione. Quasi incomprensibili». In precedenza era stato il ministro della Difesa Yoav Gallant a mostrare i video dell’orrore ai suoi colleghi della Nato a Bruxelles.

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L’attacco che ha scatenato la guerra e la cattura di oltre 150 ostaggi israeliani, secondo quanto ha dichiarato Ali Baraka, un esponente di Hamas, era in preparazione «da almeno due anni». Ma i Paesi alleati di Hamas, ha assicurato, sono stati informati solo dopo l’inizio dell’assalto.

Domani in Israele arriveranno il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la collega tedesca Annalena Baerbock, la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e quella dell’europarlamento Roberta Metsola. Poi si sposteranno, come Blinken, ad Amman, per vedere Abu Mazen, capo dell’Autorità Nazionale Palestinese che, incontrando re Abdallah nella capitale giordana, ha condannato «l’uccisione o gli abusi sui civili da entrambe le parti».

Il bilancio dei morti, sia in Israele sia a Gaza, sale sempre più. Nello Stato ebraico sono più di 1.300 le vittime e 3.300 i feriti, di cui 28 in condizioni critiche. È salito a 1.537 il bilancio delle vittime negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, tra cui 500 bambini e 276 donne, secondo il Ministero della Sanità palestinese. I feriti sono 6.612.

Intanto, mentre Israele avvisa che a Gaza saranno tagliate elettricità, acqua e benzina finché gli ostaggi non saranno rilasciati, l’Iran tuona: «Se lo Stato ebraico non ferma i suoi crimini di guerra contro i civili a Gaza, ci sarà una risposta».

Yahya Sinwar

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