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Giorno del ricordo, Meloni: «Chiediamo perdono a nome della Repubblica per il colpevole silenzio»

La premier: «L’Italia onora la memoria di chi fu vittima di quegli orrori disumani e non dimentica»

Giorno del ricordo, Meloni: «Chiediamo perdono a nome della Repubblica per il colpevole silenzio».

È davanti al monumento dedicato alle vittime della foiba di Basovizza, vicino Trieste che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, depone una corona d’alloro insieme al vicepremier Antonio Tajani.

«Sono venuta molte volte qui, da ragazza, quando farlo era essere additati, accusati, isolati. E sono tornata da adulta a celebrare finalmente quel giorno del ricordo che spazzava via una volta per tutte la congiura del silenzio che per imperdonabili decenni aveva avvolto la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo nell’oblio dell’indifferenza», ha detto la premier nel suo intervento,

«Con la commemorazione e l’inaugurazione del Treno, celebriamo il ventesimo anniversario della legge che istituì nel ’94 il Giorno del Ricordo, una legge spartiacque che ha permesso di scrivere pagine di storia che non erano mai state scritte, ha consentito in questi vent’anni di compiere tanti passi in avanti», ha ricordato Meloni, sottolineando che «il “Treno del Ricordo” servirà non per riaprire le ferite del passato, non per dividere ancora ma per chiudere un cerchio, per sanare quella vergogna e ricucire quel sentimento di solidarietà su cui ogni nazione si fonda».

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A questo proposito, la premier è giunta a Trieste per l’inaugurazione dell’iniziativa, affidata al ministro Andrea Abodi. Il treno partirà domani, toccando numerose tappe al Nord al Centro e al Sud del Paese.

Tentare di negare o minimizzare quanto accadde è «un affronto alle vittime e un danno alla coscienza» dell’Italia. Così ieri il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nella commemorazione al Quirinale delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano e giuliano-dalmata.

Giorno del ricordo, Meloni «Chiediamo perdono a nome della Repubblica per il colpevole silenzio»

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