Classica: musiche di Beethoven, Bloch e Hindemith con Danusha Waskiewicz e Andrea Rebaudengo martedì 25 febbraio allo Spazio Teatro 89 di Milano

MILANO – L’ultimo appuntamento del festival “Immortale amato – Beethoven, il Titano che innamora”, che martedì 25 febbraio (ore 20.30; ingresso 7-10 euro) concluderà la 19° rassegna di classica “In Cooperativa per Amare la Musica” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano, ha la luce dolce e crepuscolare che si addice a un commiato e il suono seducente della viola, che ci guiderà in un percorso atipico e originale: il Beethoven raro e un po’ galante del Notturno op.42, trascrizione dell’Autore della sua Serenata op.8 per archi nonché prezioso unico esempio beethoveniano per questo organico, sarà affiancato e contrapposto all’epos a un tempo fiero e nostalgico della Suite Hébraïque di Ernest Bloch. Il programma di sala prevede, inoltre, la Sonata op. 11 n. 4 di Paul Hindemith, qui ancora nel suo infuocato ed espressionistico periodo giovanile prima della svolta neoclassica della “Neue Sachlichkeit” (“Nuova oggettività”).
L’esecuzione è affidata agli incantesimi di suono e di fraseggio della viola di Danusha Waskiewicz, assecondata dal pianismo ispirato di Andrea Rebaudengo, due interpreti di grande talento che ci mostreranno anche la loro particolare dedizione alla musica contemporanea, presentandoci la suggestiva “Storia di un faggio” di Federico Perotti, brano in prima esecuzione assoluta scritto appositamente per questa occasione.

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.
Tel: 0240914901; [email protected]; www.spazioteatro89.org
Biglietti: interi 10 euro; ridotti 7 euro (Under 25, Over 65, soci Coop e Coop Degradi, titolari Carta Feltrinelli, IBS, soci Touring Club Italia, Arci, IBS e CPM Music Institute).

“Immortale amato – Beethoven, il Titano che innamora”
Martedì 25 febbraio, ore 20.30 – Deep, parole
Danusha Waskiewicz (viola), Andrea Rebaudengo (pianoforte).

Programma:
Beethoven: Notturno op.40;
Ernest Bloch: Suite Hébraïque;
Hindemith: Sonata op.11 n.4;
Perotti: Storia di un faggio (prima esecuzione assoluta).


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