Vicenza, Poetry Vicenza con “Per Dino Buzzati, poeta”

In arrivo l'iniziativa che unisce poesia, musica e performance

Vicenza, Poetry Vicenza con “Per Dino Buzzati, poeta”.

A ridosso del 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, vengono promossi alcuni eventi che mettono in gioco il collaudato e amato connubio tra testo scritto e voce dal vivo, andando a indagare la soglia sottile tra la musicalità intrinseca della poesia e l’aspetto performativo di fronte a un pubblico reale.

Il prossimo appuntamento è in programma alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari sabato 2 aprile alle 18 dal titolo “Per Dino Buzzati, poeta”, con la partecipazione di Marco Perale e Pasquale Di Palmo. Performance di Sandro Buzzatti (voce) e Roberto Gemo (chitarra).

La rassegna, per la direzione artistica di Marco Fazzini, è promossa dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e dalle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, in collaborazione con l’associazione culturale TheArtsBox, il Festival Jazz di Vicenza, il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari (Venezia), la Fondazione Bonotto, e il Premio Dubito Feltrin International.

Una speciale anticipazione del programma è stata proposta l’11 febbraio con il poeta friulano Gian Mario Villalta (L’oblio del ricordo: Goli Otok e Ligio Zanini, promosso dalla Biblioteca Bertoliana a Palazzo Cordellina, in collaborazione con Poetry Vicenza), e lo scorso 19 marzo con la Poesia Epigenetica di Giovanni Fontana.

Sono previsti incontri riservati agli studenti presso le scuole, nell’ambito del programma “Poetry Vicenza per le scuole” che porterà, tra gli altri, il poeta Alessandro Niero al Liceo Lioy. Niero parlerà sul tema “Poesia, futurismo, Majakovskij”. Previsti anche eventi di jazz e poesia in maggio grazie a una speciale collaborazione col festival VicenzaJazz.

Programma di sabato 2 aprile 2022

Il 2 aprile, alle 18, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, avrà luogo un incontro incentrato su Dino Buzzati.

In concomitanza con il 50° anniversario della morte di Dino Buzzati (1906-1972) e accanto a nuove traduzioni, iniziative editoriali, meeting internazionali, convegni e spettacoli, si è riacceso l’interesse per la poesia dell’autore veneto. Il corpus lirico di Dino Buzzati risulta indissolubilmente legato a Vicenza, data l’amicizia con Neri Pozza che promosse la pubblicazione dei volumi “Il capitano Pic e altre poesie” (1965) e “Le poesie” (1982).

Tra i maggiori esperti della storia dell’editoria di poesia del Novecento, Pasquale Di Palmo ricostruirà la corrispondenza tra Buzzati e Neri Pozza, con attenzione al contesto letterario del momento; una scelta di poesie di Buzzati, che a settembre 2022 sarà ripubblicata e tradotta in quattro lingue europee per la cura di Marco Fazzini, viene proposta, in una performance in prima nazionale, dal duo composto da Sandro Buzzatti (voce) e Roberto Gemo (chitarra). Introdurrà l’evento Marco Perale, presidente dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati e assessore alla cultura del Comune di Belluno.

L’incontro è a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, con Green Pass rafforzato obbligatorio.

Dino Buzzati, nato a Belluno nel 1906, a quattordici anni Dino Buzzati-Traverso era un ragazzino con la passione per la montagna, una passione che lo aiutava a fantasticare, e ad amare la poesia, la pittura, i racconti. Il mondo immaginario dell’infanzia era quello delle estati trascorse nella villa di famiglia con il suo giardino incantato, delle passeggiate in campagna e dei tanti racconti leggendari e fantastici narratigli dalla governante. Da qui la naturale scelta di un linguaggio colloquiale e quotidiano per le sue prime prove letterarie, in cui recuperava un certo classicismo e una rigorosa cura stilistica.

Il romanzo che lo rese famoso, “Il deserto dei Tartari” (1940), s’incentra sulla vita interiore del protagonista, oppressa da una logorante attesa destinata a restare insoddisfatta. Una dimensione esistenziale che viene raffigurata dal deserto ‒ metafora di un’arida solitudine sempre uguale a sé stessa ‒ e dal viaggio che rappresenta un’esistenza priva di sviluppi. Il gusto del favoloso resta così l’aspetto caratteristico della scrittura di Buzzati e fornisce materia anche alla produzione elaborata negli anni successivi, soprattutto nei racconti brevi.

Anche quando, dopo il conflitto mondiale, Buzzati tornerà a scrivere in un clima sociale e politico sostanzialmente nuovo ‒ segnato dalla caduta del fascismo, di cui egli aveva subìto il fascino e condiviso gli ideali ‒ continuerà a prediligere la forma breve del racconto, piegandola anche ad argomenti frivoli e leggeri. In quegli anni Buzzati inizia a sperimentare generi letterari diversi: torna al romanzo, si esercita senza successo alla composizione di opere teatrali e si dedica anche alla poesia.

Tra questa consistente e varia produzione, si distingue il “Poema a fumetti” (1969) dove trova compimento accanto alla vena di narratore quella di disegnatore, passione che Buzzati aveva coltivato fin dalla fanciullezza e che nella maturità divenne, come già la scrittura, uno strumento finalizzato a raccontare storie: attraverso i disegni prendono forma quei mondi fantastici che mai lo abbandonarono fino al momento della sua morte, avvenuta a Milano nel 1972.

Poetry Vicenza

“Poetry Vicenza”, attivo dal 2015, è un festival promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e dalle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con l’associazione culturale TheArtsBox, il Festival Jazz di Vicenza, la rassegna cafoscarina “Incroci di Poesia Contemporanea” (alla sua sedicesima edizione), i maggiori istituti scolastici vicentini, e altre istituzioni pubbliche e private.

I poeti invitati al festival “Poetry Vicenza” nelle diverse edizioni – circa 200, per un totale di oltre 30 lingue e più di 40 paesi rappresentati – hanno più volte evocato gli alti valori della libertà e della coscienza civile, facendoci commuoverci e gioire con loro, condividendo la tragicità ma anche l’ottimismo delle loro storie e il fascino della loro musicalità.

Il “fermo obbligato” dal 2020 al dicembre 2021 a causa dell’emergenza pandemica ha comunque consentito la prestigiosa partecipazione a due edizioni del “Festival of Hope”, nota rassegna internazionale promossa dalla piattaforma internazionale Versopolis, e da una cooperazione tra una decina tra i maggiori festival di poesia in Europa.

A disposizione il volume previsto per l’edizione Poetry Vicenza 2020, contenente testi poetici, descrizioni di mostre tra arte visiva e poesia, e speciali finestre su poeti internazionali, testimonianza d’un progetto complesso maturato nel difficile periodo di emergenza sanitaria, un progetto che non ha potuto avere completo seguito e realizzazione.

 

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