BRUNO LONGANESI: INVIDIAVAN LE FARFALLE

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Tutto ha inizio il 1 giugno 1996, quando un pensionato qualsiasi, per passare il tempo decide di mettersi a scrivere racconti e poesie. Qualsiasi proprio no, visto che il cognome Longanesi riporta a Leo, noto scrittore e fondatore della omonima casa editrice, nonchè cugino del sangiulianese Bruno, classe 1928, per diletto, passione e oggi possiamo riconoscerli anche un innegabile talento, che lo ha portato a fregiarsi di oltre 500 premi letterari, un record assoluto a livello nazionale, nessuno come lui. Sono passati 21 anni da quella data, la prima di molte altre. Una data e un avvenimento riportati su un libretto da chi intende testimoniare, nel tempo, un fatto qualunque accaduto nella propria vita. L’evento si riferiva ad un premio di narrativa indetto a La Spezia: il “Cinque terre”. “Non fu un appunto qualsiasi e contingente perché, il riconoscimento del Premio, provocò in me un’emozione intensa – ci confida Bruno – in quanto avevo partecipato a quel Concorso letterario unicamente per hobby con lo scopo di occupare il “tempo libero” concessomi dalla mia nuova situazione di pensionato.

Fu grande la sorpresa e la gratificazione per quell’insolito e insperato successo che mi persuase di continuare a scrivere. Incominciai a scrivere “Racconti” e iniziai a spedire, con entusiasmo crescente, i miei elaborati in varie località italiane dove questi Concorsi venivano organizzati.” Erano racconti di montagna, d’avvenimenti bellici, di viaggi, molti di questi autobiografici, altri riguardanti argomenti sentimentali, umoristici e di vario genere. Il Premio Letterario “CITTA’ DI STRIANO” lo vede arrivare primo, Il racconto vincitore era “LA LUNA BAVARESE”. In seguito avrà molti riconoscimenti letterari nazionali e anche internazionali, arrivò, a conoscenza del Consolato Tedesco di Milano, venne tradotto in tedesco (Der Bayrische Monde”) dal Consolato stesso, inviato in visione in Germania, selezionato da una Commissione e riportato (lo è tuttora) nelle “Antologie dei Licei Tedeschi”.

Inoltre, questo racconto è scelto da studenti tedeschi come trattato per “tesi di laurea”! In seguito, incominciarono ad arrivare altri “primi premi” con altri racconti. Sono passati tanti anni: prima il traguardo dei 100 Premi, poi i 200 premi i 300, i 400 ed ora lo striscione dei 500! “Quando passo in rassegna le numerose coppe, le targhe, i trofei, le medaglie, le pergamene, (un museo!) dove sono riportate date, motivazioni e titoli dei racconti vincenti, rivedo una sequenza di episodi che, se pure lasciano una traccia di malinconia per il tempo passato, ritemprano lo spirito e rinforzano l’orgoglio per aver compiuto qualcosa che lascia un segno.

Perché, senza presunzione, credetemi: 500 Premi sono tanti da strappare ad altrettante Giurie sconosciute, composte da eminenti personalità nel campo letterario, le quali hanno sicuramente valutato i concorrenti con criteri selettivi, rigidamente tecnici ma, parliamoci chiaro, è anche da presumere che talvolta siano inconsapevolmente condizionate da giudizi soggettivi come conseguenza di mentalità, usi, costumi e culture radicate su tanti territori diversi. I componenti le Giurie: -“Commissioni giudicatrici” e i “Collegi di giudici” – sono personaggi sicuramente preparati per il delicato compito assegnato ma, l’esperienza insegna, possono influire sul loro giudizio apprezzamenti e valutazioni personali extra-professionali, influenzate da orientamenti sentimentali religiosi, etici, politici e di costume.

BRUNO LONGANESI: INVIDIAVAN LE FARFALLE

Ogni premiazione si è differenziata dalle altre perché ognuna ha avuto la sua impronta, la sua caratteristica, la sua originalità, la sua importanza. Ma tutte, proprio tutte, hanno lasciato una traccia indimenticabile, un segno indelebile nella mia mente e mi basta ricordare la titolazione del Premio vinto perché mi si presenti la sequenza scenografica della premiazione.” 246 Nazionali (49,2 %) e 254 Internazionali (50,8 %). 126 Primi Premi assoluti; 92 secondi premi; 59 Terzi premi; 44 nei primi cinque posti; 90 volte “Finalista”; 89 Premi speciale e menzioni particolari.I Racconti premiati, dalle cinque alle venti cartelle come elaborati, sono stati 121, dei più svariati argomenti, spesso autobiografici.

I libri premiati scritti da Bruno Longanesi sono stati quattro. I 500 riconoscimenti sono stati gratificati anche con 5 titoli Accademici Nazionali e Internazionali. Le location di premiazione particolari ed emozionanti come la mistica cerimonia notturna di Betlemme, in Israele, per l’assegnazione del Premio Internazionale della Pace, come la premiazione del Concorso Letterario Internazionale “Città di New York nel giorno del Columbus Day del 2009, la cerimonia di Napoli quando fu premiato come vincitore del XIX Gran Prix Mediterraneè Etat Unis d’Europe nel 1998 e ancora a Norcia, nel severo Castello di San Benedetto in occasione della premiazione della XXV Edizione della Letteratura Europea. Resteranno indelebili le “cerimonie” per la solennità dei XVIII Premio Internazionale della Critica Svizzera, quella della II Edizione del Concorso Letterario Internazionale Berthold Brecht quella della II Edizione Internazionale Le Monnier, della XXIII Edizione del Premio Internazio-nale Scheible, del VII Premio Internazionale Italo-Cileno Mistral a Rapallo e della IV Edizione dek Premio Letterario Internazionale Europa, nella suggestiva cornice della conca di Merano. Montegrotto Terme, sui Colli Euganei, premiato come vincitore del “Festival Europeo di Narrativa”, Palazzo degli Uffizi a Firenze, svoltasi nella meravigliosa “Sala dei Cinquecento”, con l’allora Sindaco Renzi, le maestose Sale del Campidoglio, a Roma, con la presenza di Walter Veltroni, allora Sindaco di Roma, che presiedeva il Premio. Solo per citarne alcune, perché ogni luogo e ogni premio resteranno indelebili nella mente di Bruno. 2 marzo 2015 Primo posto nel Premio Internazionale Priamar di Savona”, il 500 esimo e altri ne sono seguiti. Non stanco alla soglia dei 90 anni ecco che il famoso scrittore sangiulianese, già insignito della civica benemerenza, presenta la sua ultima fatica letteraria. “Invidiavan le Farfalle…” le stranezze della grande guerra 1914-1918, un dietro le quinte della guerra vittoriosa degli umili eroi come ama definirli, semplici soldati. Non il solito tracico escursus, di drammi già noti al grande pubblico e che nessuno riuscirà a dimenticare nonostante siamo vicini al centenario. Momenti quotidiani, sentiti da chi stava in trincea, aneddoti per riuscire a strappare un sorriso e portare alla luce notizie ed avvenimenti sconosciuti. “mi sono ripromesso di trattare questo conflitto in una maniera insolita – ci confida Longanesi – fuori dall’ordinario, vorrei evitare di rendere tormentoso il mio scritto a chi si accinge a leggerlo. Scrivere col desiderio di essere letti è umano, scrivere con l’intenzione di piacere e’ diabolico. Vi chiedo di leggermi e magari riuscirò a strapparvi un sorriso”. Non resta che salire a bordo della Locomotiva ed iniziare questo viaggio ……….

Articolo di Sabina Dall’Aglio

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