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Forlì, scoperti a rubare in un negozio, minacciano la commessa: “ti uccido, ti taglio la gola”, arrestati

I fermati sono due 18enni

Forlì, scoperti a rubare in un negozio, minacciano la commessa: “ti uccido, ti taglio la gola”, arrestati.

Nel primo pomeriggio del giorno 21 ottobre le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì/Cesena hanno arrestato due diciottenni tunisini, nella quasi flagranza del reato di tentata rapina in concorso e, per uno dei due anche di resistenza a Pubblico ufficiale.

L’intervento della Polizia di Stato nasce dalla richiesta di intervento, da parte di un responsabile di un punto vendita di un esercizio commerciale, che segnalava il blocco di due giovani resisi responsabili poco prima di furto di abbigliamento all’interno dello stesso magazzino; gli stessi infatti avevano fatto scattare l’allarme antitaccheggio posto all’uscita.

Scoperti e minacciosi

Quando accusati, i due soggetti, nonostante l’evidenza dei fatti, si dimostravano non collaborativi a riconsegnare la refurtiva ed anzi, al fine di intimorire detto personale, gli indirizzavano gravi minacce di morte.

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Uno dei due giovani mimava il gesto di tagliare la gola ad una commessa, proferendo nei suoi confronti le parole “ti uccido, ti taglio la gola”, l’altro, invece, mimava la presa di un estintore minacciando di scagliarlo all’indirizzo degli stessi commessi. 

L’intervento della Polizia

Gli operatori della Volante, giunti sul posto, bloccavano i due tunisini, rinvenendo la refurtiva, nel frattempo gettata a terra, ancora nelle vicinanze di uno dei due giovani. Non ancora pago uno dei due stranieri si dimostrava molto agitato ed iniziava a dimenarsi per evitare il controllo, rendendo indispensabile il suo contenimento.

All’esito della ricostruzione dei fatti, i poliziotti hanno provveduto quindi ad arrestare i due malfattori in ordine al reato di tentata rapina impropria in concorso; uno dei due veniva altresì denunciato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Durante la denuncia veniva restituita la refurtiva, irrimediabilmente danneggiata dalle rimozioni dei dispositivi antitaccheggio, per un controvalore di poco più di novanta euro.

In carcere

La misura dell’arresto veniva quindi convalidato dall’autorità giudiziaria; uno dei due diciottenni, nella considerazione della sua incensuratezza, veniva immediatamente rimesso in libertà, il secondo, essendo risultato invece già stato denunciato in recenti episodi, per reati contro il patrimonio, veniva disposta la misura cautelare da scontare presso il Carcere circondariale di Forlì.

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