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Emergenza a Lampedusa: dopo 48 ore di sbarchi, la prima notte di tregua per l’isola

Dichiarato lo stato di emergenza: sono 2.154 i migranti sbarcati nelle ultime 48 ore a Lampedusa. Attualmente l’hotspot di accoglienza ad Imbriacola ospita 4.457 persone. Previsto il trasferimento di circa 2.000 migranti.

Emergenza a Lampedusa: dopo 48 ore di sbarchi, la prima notte di tregua per l’isola

Dichiarato lo stato di emergenza: sono 2.154 i migranti sbarcati nelle ultime 48 ore a Lampedusa. Attualmente l’hotspot di accoglienza ad Imbriacola ospita 4.457 persone. Previsto il trasferimento di circa 2.000 migranti.
Era stato dichiarato lo stato di emergenza nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Lampedusa, dopo l’approdo di 2.254 con 51 barchini e di 5.112 con 110 natanti. Sono iniziati i trasferimenti su disposizione di Valerio Valenti, commissario per l’emergenza immigrazione, e del prefetto di Agrigento Filippo Romano. Si stima che saranno 2.000 persone ad essere trasferite dall’isola ed accompagnate verso Augusta, Trapani e Catania.

Non è mancato il caos per le vie di Lampedusa a seguito degli sbarchi, molti migranti giravano per le vie in cerca di acqua e cibo. Non si sono creati problemi di ordine pubblico ma difficoltà nella gestione della situazione d’emergenza e durante la distribuzione dei pasti, visto l’alto numero non preventivato di persone che hanno sbarcato sull’isola. Immediato l’intervento della Croce Rossa e della Polizia.

Il sindaco, Filippo Mannino, dopo che un sit-in davanti al Municipio organizzato da un gruppo di cittadini, ha chiesto a Roma di “bypassare l’isola con le navi in rada, aiuto e sostegno in un territorio che in questi mesi è sotto stress”. “La priorità, in questo momento, è quella di trasferire tutti i migranti che sono arrivati nelle ultime 36 ore e che hanno messo a dura prova il sistema dell’accoglienza e dei soccorsi. La macchina dei trasferimenti si è attivata e funziona: stamattina sono stati trasferiti 900 migranti, in serata ne partiranno altri 750” “Superata questa fase, il Governo deve intervenire con soluzioni strutturali, mettendo in rada delle navi che soccorrano e assistano queste persone, procedendo subito al trasferimento in terraferma così come avveniva con l’operazione Mare Nostrum. Questo è un piccolo territorio che non può far fronte a tutta questa gente che chiede aiuto. In questi anni abbiamo dato prova di solidarietà ed accoglienza, ma adesso siamo stanchi e provati e non abbiamo le strutture e la logistica idonea per far fronte a tutto questo”, ha dichiarato il Sindaco che collabora con la prefettura di Agrigento per gestire lo stato di emergenza.

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