CAGLIARI-INTER, LE PAGELLE DEI NERAZZURRI

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Handanovic 6,5

Qualche miracolo, come sempre, incolpevole sui gol.

D’Ambrosio 5

In difficoltà, come tutta la difesa, meno brillante davanti.

de Vrij 4,5

Una sera a rincorrere, capita, però per uno come lui è un bel tonfo. L’attacco del Cagliari lo ette a dura prova, e perde la sfida, con imprecisioni e responsabilità sul risultato finale.

Skriniar 4

Colpito e affondato, colpevole sul secondo gol, ingenuo sul rigore. Una serata da dimenticare in fretta.

Asamoah 5

Nella melma nerazzurra di Cagliari non è neppure il peggiore, ma neanche il migliore e non lascia il segno. Lo lasciano su di lui, gli attaccanti del Cagliari.

Vecino 5

Nell’insieme inconsistente, ha la zampata per il pareggio, ma Cragno è bravo a parare.

Brozovic 5

Serata da dimenticare, non è il solito ‘mille palle’ né così preciso e decisivo, sia nel gioco offensivo che difensivo.

Politano 5

Anche per lui una partita da dimenticare in fretta, non è incisivo come sa essere.

Nainggolan 6,5

L’asse con Martinez è l’unica cosa che funziona a Cagliari, la condizione è in crescita, insieme all’argentino e ad Handanovic è l’unico che si salva.

Perisic 5

Ritorna il giocatore incompiuto che era stato fino a qualche partita fa. E si fa beffare sul primo gol.

Martinez 7

Porta senza timore la responsabilità di sostituire Icardi. E senza demeritare. Il primo gol è da attaccante di razza, poi solo Cragno gli nega il pareggio. È uno di quelli sui quali fondare la nuova Inter.

Candreva s.v.

Pochi minuti, peraltro non indimenticabili.

Ranocchia s.v.

Pochissimi minuti, la mossa della disperazione. Non giudicabile.

Valero 5,5

Se dovessimo giudicare gioco e interpretazione del ruolo sarebbe sufficiente, anche un pelo in più, però si mangia l’ennesimo gol e nel calcio conta anche metterla dentro.

Spalletti 5

Inutile fare gli struzzi, va bene il caso Icardi, va bene Keita fuori uso, va bene che quando inizia a girare male anche gli episodi diventano tutti negativi (e un po’ di fortuna in più non guasterebbe) ma la squadra è stata costruita sui suoi input e dopo quasi due anni non ci sono alibi: la mancanza di risultati è figlia anche di scelte tecniche, tattiche e sistema di gioco. A conti fatti rischia seriamente di diventare un altro degli allenatori bruciati dall’Inter, su una panchina che, dopo Mourinho, scotta, molto.


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