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Milano, in Cattolica più di 500 studiosi a confronto

L’educazione, tra passato, presente, futuro

Milano, in Cattolica più di 500 studiosi a confronto.

Educazione, nuove tecnologie, didattica: sono questi i temi principali della quarantatreesima edizione dell’International Standing Conference for the History of Education. L’Ische 43, il più importante evento accademico internazionale nell’ambito della Storia dell’educazione, si terrà a Milano all’Università Cattolica del Sacro Cuore da mercoledì 31 agosto a martedì 6 settembre. A promuovere l’iniziativa, che riporta in Italia la conferenza dopo 36 anni dalla sua prima organizzazione, è la professoressa Simonetta Polenghi, ordinaria di Storia della pedagogia, direttrice del Dipartimento di pedagogia e membro del direttivo Ische.

“Histories of educational technologies. Cultural and social dimensions of pedagogical objects” è il titolo della conferenza che torna dopo due anni di assenza causata dalla pandemia, ospitando più di 500 studiosi provenienti da tutto il mondo per confrontarsi sia in presenza (dal 31 agosto al 3 settembre) sia online (il 5 e il 6 settembre) sulle sfide educative e su questioni di ricerca ancora aperte.

L’avvio dei lavori sarà mercoledì 31 agosto nell’Aula Magna dell’Università Cattolica (largo Gemelli, 1) con la cerimonia di apertura alle ore 16.30, cui seguirà alle ore 17.15 la lecture “Media History and the Rise of What We Call Writing”, della keynote speaker Lisa Gitelman. Docente di Media, cultura e comunicazione alla New York University, la studiosa americana illustrerà come il cambiamento nel modo di scrivere abbia inciso sulla dimensione educativa.

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Ische 43 rappresenta un momento di scambio e di studio che raccoglie docenti tra i più noti del settore, a livello mondiale, contraddistinguendosi anche per una particolare attenzione nei confronti dei giovani, ai quali dedica spazio di intervento e momenti formativi specifici, per fornire loro gli strumenti adeguati alla ricerca. Allo stesso tempo è un’occasione di dibattito e di confronto fondamentale per il mondo accademico italiano nella congiuntura storica che attraversa il Paese.

«Il focus del congresso “Storia delle tecnologie educative e storia delle dimensioni culturali e sociali degli oggetti della didattica” è un excursus storico sugli strumenti della didattica e le varie tipologie di tecnologie utilizzate», spiega la professoressa Simonetta Polenghi. «Un convegno storico, dunque, ma nel quale è possibile individuare le premesse dell’odierno sistema educativo. Basti pensare alle polemiche legate ai banchi, visto che già nell’Ottocento dovevano essere fatti in un certo modo per garantire una corretta postura, all’esigenza di arieggiare gli ambienti o lavarsi le mani. Di pandemie ne abbiamo avuto anche in passato e il distanziamento dei banchi non è certa una novità come mostrano alcune disposizioni ministeriali».

Questi i numeri dell’edizione 2022: 532 studiosi provenienti da 48 paesi di tutti i continenti (400 di essi in presenza, di cui 102 iscritti nella sezione giovani, e 132 partecipanti all’edizione online che si terrà il 5 e 6 settembre), per un totale di 91 sessioni in presenza e 36 sessioni online, con 303 paper, tre research workshop, 23 preformed panel, 18 symposia, cinque special event e due keynote speaker.

Assieme a Lisa Gitelman, keynote speaker della conferenza sarà anche Maria del Mar del Pozo, della Universidad de Alcalá, che pronuncerà la lezione “The Rise, Fall, and Resurrection of Educational Technologies: The Curious Case of Decroly in Spain”, dedicata alla vicenda delle tecnologie educative, con l’analisi dell’applicazione in Spagna dell’innovativo metodo del pedagogista Ovide Decroly.

Tra gli eventi speciali vanno segnalati quello di mercoledì 31 agosto (ore 14.30, Cripta Aula Magna) su “Covid­19 and Public History: a critical take on the silences of web archives and the silencing of Covid­19 experiences”, dove i relatori Karin Priem, University of Luxembourg, Fanny Isensee, Humboldt University, Berlin, Ami Kobayashi, University Koblenz­Landau, Rafaela Rabelo, Ibarapuera University, Lilli Riettiens, University of Cologne, Daniel Töpper, Humboldt University, Berlin, affrontano il tema degli archivi digitali Covid19 e dell’importanza che rivestono per il futuro lavoro degli storici dell’educazione.

Lunedì 5 settembre (ore 13.30) sarà online la tavola rotonda dedicata all’ultimo rapporto dell’Unesco sul futuro dell’educazione, nel corso della quale dialogheranno Noah Sobe, Loyola University, Chicago, António Nóvoa, Università di Lisbona, Portogallo, ambasciatore presso l’Unesco, Linda Chisholm, Università di Johannesburg, e Karin Priem, presidente Ische, Università del Lussemburgo. L’obiettivo è riflettere sul ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura nel tentativo di rilanciare il suo ruolo a livello mondiale a due anni dalla pandemia.

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