Milano ed il bike sharing a flusso libero: tra mobilità sostenibile e inciviltà insostenibile

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Milano 10 ottobre 2017 – Da fine agosto la città di Milano è stata letteralmente invasa da biciclette fighissime, dal design innovativo e dai colori sgargianti. Sono due i brand che campeggiano sul telaio di questi mezzi futuristici, MOBIKE per le bici color arancione e argento, OFO per quelle gialle. Entrambe arrivano dalla Cina e sono caratterizzate da un termine che ormai è sulla bocca di tutti, il “free floating”.

A differenza di quanto avveniva fino ad ora in pratica la “rivoluzione” del free floating o flusso libero consiste nel fatto che per le nuove bici non c’è bisogno di postazioni fisse, bensì possono essere prese e lasciate su strada in qualunque posto purché si rispettino le regole e non si costituisca intralcio alla circolazione veicolare e pedonale. Si tratta, per farla breve, di un nuovo modo di fare bike sharing ovvero il sistema di mobilità alternativo per vivere in maniera più green la città.

Ma andiamo per ordine, l’amministrazione comunale di Milano nel periodo che anticipava l’estate ha emanato un bando che permetteva di assegnare 12.000 unità di bike sharing a flusso libero (in 3 lotti da 4000 bici ciascuno) che vanno ad affiancare le 4650 bici gialle e rosse del servizio BikeMi.

Il funzionamento delle biciclette in free floating è regolato da un GPS, un lucchetto, un codice identificativo ed una App: occorre registrarsi tramite smartphone sull’App del gestore in modo da controllare sulla mappa tutti i mezzi a disposizione. Una volta trovata una bici libera nella propria area è sufficiente prenotarla e inquadrare il QR code presente sul mezzo per sbloccare il lucchetto ed iniziare il noleggio. Per terminare il noleggio è sufficiente sempre agire tramite App e “liberare” la bici.

L’amministrazione comunale all’avvio del progetto ha reso noto che si tratta di “Un passo importante per Milano che così potenzia lo strumento dello sharing e soprattutto lo allarga a tutta la città, rispondendo ad una delle richieste che sempre più spesso arriva dai cittadini e ad uno degli obiettivi del Piano urbano della mobilità sostenibile. L’utilizzo condiviso della bicicletta negli spostamenti in città, sia in modo esclusivo sia abbinato al trasporto pubblico, contribuirà a diminuire ancora quel 30% dei milanesi e il 58% di chi viene da fuori città che utilizzano abitualmente l’auto privata, aiutando la città ad essere meno congestionata e ad avere un’aria più pulita”.

Ma ogni buona azione ha sempre un rovescio della medaglia, ed in questo caso è dato dal grado di inciviltà di alcuni utilizzatori che, non recependo bene il concetto di “rispetto delle regole” oltre a creare disservizi agli utilizzatori “civili” mettono a rischio l’incolumità dei pedoni, delle auto e delle bici nonché grosse rogne ai gestori stessi del servizio.

Sono stati già segnalati diversi casi di vandalismo a danno delle biciclette free floating, alcune sono state avvistate sugli alberi, altre ripescate nel Naviglio, gettate nelle fontane, ma il disagio più grande è dato dalla mancata disponibilità dei mezzi che, seppur segnati liberi nelle mappe, molto spesso si trovano parcheggiate nei corti interni dei palazzi o peggio ancora negli appartamenti privati. In questa mappa di inciviltà dilagante non è da meno il parcheggio “alla meno peggio” che per i più avventurieri si spinge fino al corridoio o la banchina della metro.

Nella galleria fotografica a corredo dell’articolo abbiamo noi stessi documentato la mancata presenza di bici in free floating nei punti più disparati della città. In un tranquillo pomeriggio in centro (zona Piazza della Scala) abbiamo provato a salire a bordo di uno di questi mezzi senza esito positivo: in pratica la mappa segnava biciclette in prossimità, ma le stesse erano…inesistenti.

 

Chiaramente il servizio è ancora in fase di test, quindi molto può essere ancora migliorato. Basti pensare che OFO ha finalmente reso obbligatoria la registrazione della carta di credito, pur mantenendo la possibilità del noleggio gratuito fino al 31 ottobre 2017. Prima del 29 settembre bastava inserire solo nome, cognome e numero di telefono per ottenere accesso alle bici, e difatti pareva che proprio le bici gialle erano le più gettonate per atti di vandalismo.

Per segnalare utenti non autorizzati o anomalie al servizio OFO, l’azienda ha messo a disposizione  oltre all’help desk via App, l’email cs_it@ofo.com ed il numero di telefono 800126392.

Mobike invece inviata a segnalare difetti, violazioni e parcheggi errati esclusivamente tramite App, dall’icona del servizio clienti in basso a destra. Sempre Mobike ha inoltre già introdotto nelle clausole d’utilizzo il “sistema di credito” che promette di arginare l’uso improprio dei mezzi messi a disposizione.

Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime settimane, nel frattempo continuiamo a pedalare sulla strada giusta, quella green, civile e condivisa!

Articolo di Settimio Martire


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