Trento, tralicci in Marzola: fotomontaggio bufala e notizie inesatte

La linea sarà allontanata dai centri abitati: quattromila residenti da anni si battono per lo spostamento

Trento, in questi giorni circola sui social un fotomontaggio che simula maldestramente l’impatto dei futuri tralicci che saranno installati da Terna ai piedi della Marzola. Si tratta di un fotomontaggio davvero di bassa qualità: infatti i tralicci hanno un’altezza sproporzionata e fuori scala, svettano di almeno 300 metri tanto da sembrare tante torri Eiffel (che è alta davvero 300 metri) piantate sul fianco della montagna. Ma non è questa l’unica inesattezza diffusa in questi giorni a proposito dell’elettrodotto.

Innanzitutto i tralicci che saranno installati da Terna sulla Marzola sono sostitutivi di due linee attualmente esistenti che saranno smantellate e allontanate dai centri abitati dopo anni di proteste da parte dei cittadini della collina est. L’operazione di spostamento è stata fatta dunque per liberare dalla presenza incombente dei tralicci circa quattromila residenti (oltre mille e trecento di questi vivono oggi a una distanza di 50 metri dalla linea).

Non si tratta neppure del primo elettrodotto che corre sul fianco della Marzola: c’è già una vecchia linea, con una tensione maggiore di quella che sarà installata da Terna, per lo più mimetizzata dentro al bosco.

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Negli articoli a corredo del fotomontaggio-bufala si invoca, come alternativa auspicabile, l’interramento dell’elettrodotto e si paventa un disboscamento indiscriminato per far posto ai tralicci: in verità, come spiegano i tecnici del Servizio Sostenibilità del Comune, il disboscamento sarà puntuale, limitato al luogo in cui saranno collocati i singoli tralicci. Sarebbe necessario abbattere molti più alberi se la linea venisse interrata perché, in quel caso, bisognerebbe liberare dalla vegetazione un “corridoio” lungo tutto il versante della Marzola.

Da notare infine che il progetto è stato sottoposto ad un procedimento di Valutazione di impatto ambientale gestita dal Ministero e che ha ottenuto la “compatibilità ambientale”. Inoltre il parere espresso dalla Provincia aveva acquisito, tra le altre, le valutazioni di Appa, Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio, Soprintendenza per i beni culturali, Servizio Antincendi e protezione civile, Servizio Geologico, Servizio Bacini montani, Servizio Foreste e fauna. Non a caso il progetto prevede che, nei tratti più esposti come il Dos di San Rocco, la linea venga interrata proprio per motivi paesaggistici.


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