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Bologna: quasi 3mila alloggi comunali gestiti da Acer. Rinnovata la convenzione

Approvata la nuova convenzione per l'affidamento della gestione e manutenzione del patrimonio Erp, degli alloggi extra Erp e di altri alloggi dell'Amministrazione.

Bologna: quasi 3mila alloggi comunali gestiti da Acer. Rinnovata la convenzione.

Sono quasi 3 mila gli alloggi di proprietà comunale gestiti da Acer. È la fotografia sul patrimonio comunale abitativo che è emersa in occasione del passaggio, prima in Commissione poi in Consiglio comunale, della nuova convenzione per l’affidamento all’Azienda casa dell’Emilia-Romagna di Modena della gestione e manutenzione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp), degli alloggi extra Erp (di proprietà comunale gestiti al di fuori delle graduatorie Erp) e di altre tipologie di alloggi di proprietà del Comune.

Nella seduta di giovedì 22 febbraio, infatti, il Consiglio comunale ha approvato la delibera presentata dall’assessora all’Urbanistica e Politiche abitative Anna Maria Vandelli con il voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Europa Verde-Verdi, Modena Civica e Sinistra per Modena), mentre si sono astenuti Alternativa Popolare, Modena Sociale-Indipendenza!, Forza Italia, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia e Lega Modena. La precedente concessione ad Acer del servizio era scaduta a fine 2023 e l’accordo quadro tra Comune e Acer e il contratto di servizio erano stati prorogati con delibera di Giunta fino all’approvazione della nuova concessione da parte del Consiglio comunale.

Nell’affidamento, ad Acer rimangono confermate le funzioni di gestione di patrimoni immobiliari, tra cui gli alloggi Erp, e la manutenzione, gli interventi di recupero e qualificazione degli immobili, compresa la verifica dell’osservanza delle norme contrattuali e dei regolamenti d’uso degli alloggi e delle parti comuni; la fornitura di servizi tecnici di programmazione, progettazione, affidamento e attuazione di interventi edilizi o urbanistici o di programmi complessi; la gestione di servizi volti al soddisfacimento delle esigenze abitative delle famiglie, tra cui le agenzie per la locazione e altre iniziative, come l’accertamento dei requisiti soggettivi degli utenti delle abitazioni; le attività legali inerenti il recupero dei crediti e la tutela della proprietà (solleciti, piani di rientro-rateizzazione, ingiunzioni, sfratti, decadenze).

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I principali elementi di novità della nuova convenzione sono la progressiva condivisione tra Comune e Acer delle banche dati e delle informazioni in formato digitale, nel rispetto della normativa sulla privacy; la definizione e conciliazione delle operazioni contabili e delle rendicontazioni degli interventi di manutenzione e delle morosità; il potenziamento delle attività di verifica dei requisiti, delle variazioni dei nuclei familiari, delle mobilità e delle decadenze; il potenziamento delle azioni di recupero crediti, con la gestione puntuale dei piani di rateizzo; una nuova classificazione degli interventi di manutenzione e della metodologia per favorire l’adattamento degli alloggi a utenti portatori di disabilità; la revisione delle spese tecniche spettanti per gli interventi di manutenzione con specifica progettazione e la revisione della tariffazione per la gestione.

Con la sottoscrizione della nuova convenzione, per l’anno 2024, su un ammontare medio di circa 150 euro di affitto ad alloggio al mese (importo variabile a seconda delle situazioni), la quota del monte canoni che va ad Acer per la gestione e manutenzione a guasto, passa da 44 a 47 euro ad alloggio al mese e potrà crescere nelle successive annualità fino a 51 euro, massimale deliberato dalla Giunta regionale per l’incremento dell’andamento dei prezzi da indice Istat.

Nel dibattito, Enrica Manenti (M5s) ha espresso disagio per la sproporzione tra necessità che ci sono e risposte che Acer e Comune mettono in campo. Apprezziamo il lavoro che viene fatto, vediamo le migliorie introdotte nella convenzione e ci rendiamo conto della complessità delle questioni, ma è desolante che a fine mandato l’Amministrazione sia riuscita a fare così poco pur provandoci. Se questa è una questione prioritaria non possiamo affrontarla con mezzi ordinari e con semplici correttivi allo status quo”.

Apprezzando in particolare, l’incremento delle attività di gestione sociale nei condomini per risolvere problemi e prevenire e mediare conflitti, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha affermato che “pur essendo un diritto sancito dalla Costituzione, la casa non è accessibile per un numero sempre più alto di persone. È necessario e urgente che l’Amministrazione consideri il problema prioritario e lo affronti con un radicale cambio di paradigma, recuperando sia con propria liquidità, sia tramite finanziamenti e bandi esterni il massimo delle risorse per riqualificare i troppi alloggi oggi non disponibili”.

Elisa Rossini di Fratelli d’Italia ha annunciato un voto di astensione: “Si sta facendo un semplice rinnovo di concessione, senza particolari innovazioni e i problemi restano sempre quelli. A ogni rinnovo si introduce qualche elemento perché Acer migliori la propria prestazione ma mi sembra che da anni si sia fermi. Proprio perché parliamo di persone in particolare stato di vulnerabilità e bisogno, sarebbe opportuno che la valutazione sull’operato di Acer fosse più rigorosa”.

Per il Pd, Marco Forghieri ha evidenziato che “Acer Modena ha gli stessi problemi di altre realtà analoghe nel centro-nord Italia, pur con colori politici diversi. Il sostentamento di queste aziende che si occupano di casa, al di fuori di piani straordinari nazionali, si fonda sui canoni di locazione che sono molto al di sotto di quelli di mercato. Credo che senza una grande opera di legislazione nazionale con un nuovo Piano casa sia complicato ipotizzare scelte straordinariamente diverse nei prossimi anni in materia di casa”.

Anche per il capogruppo Antonio Carpentieri “la delibera e la convenzione apportano miglioramenti ma, in una situazione così complessa e drammatica in cui ci sono 1000 famiglie che aspettano un alloggio e non lo avranno a breve e medio termine, è un pezzo importante e necessario ma non sufficiente. Il tema vero è cosa può fare la politica per cominciare a dare risposte concrete: nelle ultime leggi di bilancio del governo non si prevede pressoché nulla per l’edilizia popolare e, al di là delle posizioni politiche, credo sia opportuno che le comunità locali facciano un’azione politica più ampia per portare questo tema sul piano nazionale”.

Per Europa Verde-Verdi, Paola Aime ha sottolineato che senza risorse il problema casa non si risolve; bisogna aprire riflessioni serie perché i finanziamenti che arrivano ai Comuni sono del tutto insufficienti e gli enti locali da soli non possono farcela. A Modena – ha proseguito – la lista di attesa è di oltre mille famiglie a fronte di 2800 alloggi Erp: i numeri fanno paura e indicano una percentuale altissima di persone che non hanno una casa. Spero che si riesca a trovare il modo per dare una risposta efficace al diritto delle persone di avere una abitazione”.

In replica, l’assessora Vandelli ha evidenziato che le politiche abitative senza risorse non si fanno; noi siamo riusciti a prendere ogni euro disponibile per andare a rigenerare il patrimonio edilizio esistente. Le famiglie hanno bisogno di risorse per restare nei luoghi in cui hanno costruito le loro relazioni sociali e svolto percorsi formativi e scolastici, ma il Fondo affitti è stata una delle prime cose tagliate dallo Stato”. L’assessora ha infine aggiunto che bisogna iniziare a declinare insieme Ers, Erp e libero mercato, perché il mix e la capacità di costruire progetti di sostegno alle famiglie nel gestire le difficoltà è ciò che può aiutare a farle salire nell’ascensore sociale”.

Bologna: quasi 3mila alloggi comunali gestiti da Acer. Rinnovata la convenzione.

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