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Al Cairo trattativa a cinque per una tregua a Gaza

Egitto, Qatar, Usa e Israele presenti per la negoziazione indiretta con Hamas

Al Cairo trattativa a cinque per una tregua a Gaza.

Una fonte egiziana di alto livello ha detto all’emittente statale Al Qahera che “Il Cairo sta ospitando incontri con la partecipazione di delegazioni del Qatar, degli Stati Uniti e di Hamas per completare le discussioni verso il raggiungimento di una tregua globale a Gaza”.

In precedenza, una fonte israeliana citata dai media locali ha sottolineato che la proposta di accordo di Hamas «è inaccettabile» ma una delegazione israeliana andrà al Cairo per condurre «una valutazione sulla capacità di Hamas di cambiare le sue posizioni». Già ieri il Gabinetto di guerra aveva definito la proposta di accordo della fazione islamica «lontana dai requisiti necessari per Israele».

E oggi infatti il premier Benyamin Netantahu ha spiegato che per il suo governo «l’ingresso a Rafah serve a due principali obiettivi di guerra: il ritorno dei nostri ostaggi e l’eliminazione di Hamas», aggiungendo che «la proposta di ieri di Hamas mirava a silurare l’operazione a Rafah. Non è successo». Il premier ha poi detto di aver dato istruzioni alla delegazione al Cairo di «essere ferma sulle condizioni necessarie per la liberazione dei nostri ostaggi e sui requisiti essenziali per la sicurezza di Israele».

Un responsabile di Hamas ha definito i colloqui del Cairo come «l’ultima possibilità» per Israele di recuperare gli ostaggi. E nel frattempo il portavoce delle Brigate Al-Qassam, Abu Ubaida, ha annunciato che una donna israeliana di 70 anni, Judy Feinstein, ostaggio di Hamas, «è morta per le gravi ferite riportate con un altro ostaggio in un bombardamento dell’Idf sul luogo in cui erano detenuti un mese fa». Lo riporta la radio turca Tnt. Secondo quanto riferito, la donna sarebbe morta «in mancanza delle necessarie cure mediche a causa della distruzione degli ospedali nella Striscia di Gaza da parte di Israele». La donna, sarebbe rimasta gravemente ferita il 7 ottobre, curata a Gaza e, dopo essersi ripresa, riportata al luogo di detenzione e colpita durante un raid.

“L’occupazione di Rafah conferma l’intenzione dell’occupazione di interrompere gli sforzi di mediazione per il cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri, nell’interesse personale di Netanyahu e del suo governo estremista”. Lo ha detto Hamas su Telegram. “Chiediamo all’amministrazione Usa e alla comunità internazionale – ha aggiunto – di esercitare pressioni sull’occupazione per fermare questa escalation che minaccia la vita di centinaia di migliaia di civili sfollati a Rafah e nell’intera Striscia di Gaza”.

E infatti gli Stati Uniti hanno ribadito di essere contrari ad una nuova operazione israeliana a Gaza. Lo ha detto il portavoce per la sicurezza nazionale John Kirby in un briefing con la stampa.

Al Cairo trattativa a cinque per una tregua a Gaza

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