Milano, il digitale insegnato agli over 60 dai più giovani: la Code Week

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Milano, 17 ottobre 2019 – Il Comune ha deciso di partecipare alla “Code Week”, una campagna promossa dalla Commissione Europea per diffondere l’alfabetizzazione digitale. Come? Con un laboratorio gratuito rivolto agli over 60 nella Sala del Consiglio di Palazzo Marino.

L’evento è durato due ore in cui 60 studenti di scuole secondarie di secondo grado hanno seguito 60 cittadini over 60.

Lo scopo? Imparare ad usare meglio lo smartphone.

In una prima parte i giovani hanno spiegato le funzioni basilari di qualsiasi telefono come salvare i contatti in rubrica, gestire la memoria o scegliere le applicazioni adatte alle loro esigenze.

Nella seconda parte il protagonista è stato Internet: come potersi connettere, come fare ricerche sul web, come comunicare online, come creare una mail o come messaggiare.

Successivamente sono stati presi in considerazione i social network, come ci si iscrive e come creare contenuti.

Per finire, nell’ultima parte, una breve spiegazione dei siti e delle applicazioni della Pubblica Amministrazione per riuscire ad iscriversi al portale del Comune di Milano, richiedere certificati online o prendere appuntamenti.

Il laboratorio fa parte di un percorso verso l’edizione 2020 di #StemintheCity. Questo progetto del Comune di Milano serve a promuovere le materie STEM (discipline scientifico-tecnologiche come scienza, tecnologia, matematica e ingegneria) in collaborazione con Business Integration Partners (BIP), una multinazionale di consulenza, e Fondazione Mondo Digitale.

L’assessora Roberta Cocco commenta: “Questa è una bellissima iniziativa di educazione digitale e un prezioso scambio tra generazioni. […] La nostra intenzione è creare sempre più occasioni per contrastare il divario digitale e fornire ai nostri cittadini gli strumenti necessari per utilizzare al meglio i tanti servizi digitali già disponibili a Milano”.

Maura Satta Flores, responsabile Comunicazione e Relazioni esterne di BIP, ha aggiunto: “Viviamo in un periodo in cui le competenze digitali sono indispensabili, ma è altrettanto indispensabile non perdere di vista la componente umana”. Anche per questo Mirta Michilli, direttore generale di Fondazione Mondo Digitale, parla di un “modello di apprendimento intergenerazionale”, in cui si valorizza il ruolo di giovani studenti come “facilitatori digitali”.

Ma a cosa serve nella pratica questo progetto? La generazione dei nativi digitali può insegnare a chi è più lontano da questa realtà. Essere vicino al mondo digitale sembra, attualmente, un requisito fondamentale. Questo programma non solo punta ad avvicinare le persone ma anche a farlo in modo utile. Così lo smartphone diventa uno strumento funzionale alla vita dei cittadini, che lo riescono usare al meglio secondo le loro necessità.

Articolo di Alessia Lancini


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