Spazi hosting: un mercato in crescita, ma in cosa consiste il servizio?

Chiunque abbia un blog, un e-commerce o una qualsiasi pagina web sa bene che deve necessariamente possedere due cose: un dominio e l’hosting per poter portare avanti i propri progetti. Proprio quest’ultimo, come noto, rappresenta la principale spesa fissa annua per i proprietari di siti web (non a caso spesso si cercano informazioni su hosting gratis).

Durante la pandemia il mercato dell’hosting è cresciuto a dismisura. Si tratta, in realtà, di un trend in corso da diversi anni. La dimensione globale del mercato dei servizi di web hosting, infatti, è stata valutata a 56,7 miliardi di dollari nel 2019 e se ne prevede l’espansione a un tasso di crescita annuale composto del 15,5% dal 2021 al 2027.

Come vedremo, i servizi di web hosting possono essere categorizzati in vari tipi come condiviso, colocation, dedicato e Virtual Private Server (VPS). Il servizio permette alle imprese e agli individui di creare un sito web per ragioni personali o di business.

Ma andiamo, dunque, a chiarire bene il significato di hosting e il suo funzionamento, per capire perché si tratti di un elemento così importante per il buon funzionamento di un sito web.

Cos’è un hosting e come funziona?

Per semplificare al massimo il concetto e renderlo comprensibile a tutti, si può dire che un hosting è un servizio che permette di rendere disponibile online il sito web di un utente. Un hosting è uno spazio virtuale in cui è possibile archiviare i file che vanno a comporre la pagina web e dunque la sua stessa infrastruttura.

Questo spazio virtuale è presente su un server, che può quindi contenere immagini, video, testi, PDF e molto altro ancora. A seconda del sito web che si possiede o che si vuole creare ci sono diverse tipologie di hosting. Per siti web di piccole dimensioni è sufficiente un hosting startup, mentre invece se si parla di un e-commerce di dimensioni maggiori allora c’è bisogno di hosting più avanzati.

Si può scegliere tra un hosting Windows o Linux a seconda di quale applicazione si sceglie per creare il proprio sito. Ciò quindi non dipende dal tipo di computer dell’utente, ma dal sistema operativo del server. Una volta che si è collegato il dominio all’hosting il gioco è fatto, e si può scegliere nel pannello di controllo l’applicazione con la quale si vuole creare il sito web, come ad esempio WordPress, e cominciare a costruire il proprio portale.

Diverse tipologie di hosting

Abbiamo già accennato al fatto che a seconda del sito web che si vuole creare ci sono diversi tipi di hosting a disposizione degli utenti. Ad esempio:

  • Hosting condiviso: solitamente un hosting condiviso viene utilizzato come base per siti web individuali o aziendali o per blog personali. Questo tipo di hosting inserisce più account su un unico server, e dunque come è intuibile dal nome stesso, si va a condividere con altri questo spazio di archiviazione virtuale. Chiaramente le risorse saranno più limitate, ma per chi non ha troppe esigenze è la scelta ideale.
  • VPS, ovvero Virtual Private Server: questo è un tipo di hosting adatto per chi ha progetti che vanno dal medio al grande. Non è proprio un hosting completamente privato e dedicato, ma offre risorse simili a quest’ultimo.
  • Server dedicato: se si vuole diventare un webmaster professionista e si vuole il massimo dal proprio hosting, allora questa è la scelta ideale. È uno spazio, una macchina che permette di ospitare unicamente il proprio sito, o eventualmente altri portali di proprietà della stessa persona. Garantisce massima potenza e sicurezza, nonché tantissime risorse. Insomma, se si progetta in grande il proprio futuro da webmaster, la scelta giusta è proprio questo tipo di hosting.
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