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Verona Mountain Film Festival, dal 22 al 25 febbraio, alpinismo, arrampicata, ed esplorazione in scena alla Gran Guardia

Torna il festival del cinema dedicato alla montagna, con quattro serate di eventi.

Verona Mountain Film Festival, dal 22 al 25 febbraio, alpinismo, arrampicata, ed esplorazione in scena alla Gran Guardia.

Torna il Festival del cinema dedicato alla montagna, con quattro serate di eventi, in visione 8 film selezionati sui 107 iscritti a questa edizione, giunti da 13 nazioni del mondo. Proiezioni ad ingresso gratuito, con inizio alle 20.30.

Inaugurazione giovedì 22 febbraio con l’esibizione del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai di Verona.

Un ritratto della vita di Hans Kammerlander, uno dei più grandi scalatori del nostro tempo. E, ancora, la cronaca del tragico e appassionante percorso che portò Pasang Lhamu Sherpa a diventare la prima donna nepalese a scalare l’Everest nel 1993. Sono queste alcune delle tante ed emozionanti storie di montagna che il Verona Mountain Film Festival ha scelto quest’anno di presentare al grande pubblico per l’ottava edizione.

All’Auditorium della Gran Guardia, dal 22 al 25 febbraio, con inizio serate alle ore 20.30, torna il Festival del Veneto interamente dedicato ad alpinismo, arrampicata ed esplorazione.

A questa edizione si sono iscritti 107 film, giunti da 13 nazioni del mondo, dei quali 8 sono stati selezionati per essere proiettati durante le serate del Festival. Inoltre, 21 scatti del Concorso Fotografico promosso dalla Fondazione Giorgio Zanotto saranno mostrati tutte le sere sul grande schermo.

L’evento sarà inaugurato giovedì 22 febbraio, con l’esibizione del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai di Verona.

La manifestazione è stata presentata questa mattina dall’assessora alla Cultura Marta Ugolini. Presenti il presidente Club Alpino Italiano Verona Antonio Guerreschi, il presidente Verona Mountain Film Festival Roberto Gualdi, Paolo Zanotto presidente di Fondazione Giorgio Zanotto e la responsabile Filiale Verona Porta Nuova BCC Veneta Barbara Guglielmi.

“Il Club Alpino Italiano – dichiara l’assessora Marta Ugolini – porta la montagna in città avvicinando le persone ad un mondo in cui ci si riscopre e rigenera. Il Festival cinematografico offre appuntamenti gratuiti aperti alla cittadinanza e come Amministrazione siamo certi che grande sarà il riscontro e l’apprezzamento per questa attività culturale che da l’opportunità di immergersi nelle bellezze della montagna. Questo evento ci ricorda l’importanza della consapevolezza, perché attraverso la cultura riesce a parlarci di realtà non strettamente legate alla nostra quotidianità”.

Il Festival è promosso dalla sezione di Verona del Club Alpino Italiano, con le sottosezioni Gruppo escursionistico alpinistico di Zevio e Gruppo Alpino Scaligero Verona, e con la direzione artistica di Associazione Montagna Italia.

L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Verona, è sostenuto da Fondazione Giorgio Zanotto, AGSM AIM, Sportler, Azienda Trasporti Verona, Verona Fiere e A22 Autostrada del Brennero. Main Partner: Bcc Veneta.

Il Consorzio Formaggio Asiago Dop ed il Consorzio Tutela Vino Custoza Doc organizzeranno un aperitivo che verrà offerto al pubblico prima dell’apertura della serata inaugurale, il 22 febbraio.

Il Festival fa parte del Circuito “Spirit of the mountain” e si articola in quattro serate che saranno presentate dal Presidente del Festival Roberto Gualdi. Oltre al concorso cinematografico internazionale, il festival promuove la montagna anche attraverso la fotografia, la musica, gli eventi e la presenza di ospiti.

La giuria è composta da: Piero Carlesi, presidente, con i membri Nicola Bionda e Giuseppe Spagnulo.

“Per circa una settimana – dichiara presidente Verona Mountain Film Festival Roberto Gualdi – Verona sarà la capitale del cinema di montagna grazie all’ottava edizione di questa rassegna che si concentrerà in quattro giorni di proiezioni. I numeri: otto film in concorso, ventuno fotografie finaliste di un concorso fotografico, tre film fuori concorso e numerosi appuntamenti denominati ‘pillole di cultura’ e legati a varie tematiche. Un appuntamento reso possibile grazie al sostegno dei partner che hanno creduto nella forza del progetto”.

I tre film fuori concorso:

MANASLU di Gerald Salmina con Hans Kammerlander, Reinhold Messner, Werner Herzog, Austria, 97′

Spettacolare e commovente, il ritratto della vita di Hans Kammerlander, uno dei più grandi scalatori del nostro tempo. Il trionfo che lo ha reso famoso in tutto il mondo è la più veloce salita alla vetta dell’Everest in 16 ore e 40 minuti nel 1996, seguita dalla prima discesa con gli sci dalla montagna più alta del mondo. Hans Kammerlander torna ad affrontare nuovamente il suo destino a 26 anni di distanza da una drammatica esperienza sul Manaslu, montagna del Nepal alta 8163 metri. In quella circostanza, i suoi compagni di cordata e amici d’infanzia Karl Großrubatscher e Friedl Mutschlechner hanno perso la vita mentre Hans è sopravvissuto. Dopo 26 anni, questa salita non rappresenta per Hans solo una sfida ma un modo per confrontarsi nuovamente con la tragedia del 1991 che non è ancora riuscito a superare. Manaslu – La montagna delle anime è la biografia di uno dei più grandi alpinisti del nostro tempo, con filmati d’archivio e l’aiuto di attori nelle diverse sequenze ricostruite.

PASANG di Nancy Svendsen, Stati Uniti, 71′

La cronaca del tragico e appassionante percorso che portò Pasang Lhamu Sherpa a diventare la prima donna nepalese a scalare l’Everest, nel 1993. Come donna indigena, non istruita e buddista, in un regno indù, il sogno di Pasang di scalare la leggendaria montagna la mette contro la famiglia, gli alpinisti stranieri, il suo governo e la natura stessa. Questa storica impresa, che coinvolgerà un intero Paese e darà a una nuova generazione il coraggio di credere nelle proprie possibilità, è raccontata nel documentario Pasang: all’ombra dell’Everest a cui è stato assegnato il Premio Mario Bello 2023 del Centro di cinematografia e cineteca del Club alpino italiano.

MOUNT ST. ELIAS di Gerald Salmina con Axel Naglich, Jon Johnston, Peter Ressmann, Günther Göberl, Austria, 104′

Soprannominata la Mangiatrice di Uomini, la vetta del Mount Saint Elias nel Nord America terrorizza gli scalatori ma tre dei migliori sciatori e alpinisti al mondo osano affrontare una delle più grandi sfide naturali di tutta la disciplina. Un documentario drammatico, che racconta la storia di quattro caratteri molto diversi tra loro: tre uomini, una montagna. Sullo sfondo della selvaggia bellezza dell’Alaska, i due scialpinisti austriaci Axel Naglich e Peter Ressmann, e il freerider americano Jon Johnston si lanciano in un’impresa ineguagliabile in cui la pressione fisica e mentale li spinge al limite assoluto.

Ogni sera è previsto un piccolo talk iniziale, un momento collaterale alle proiezioni dei film internazionali, alla presenza di ospiti.

All’interno del festival.

Il 23 febbraio sarà presente il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sezione di Verona, in occasione dell’anniversario dei 70 anni del CNSAS nazionale.

Il 24 febbraio presenzierà la società 4Land che spiegherà come nasce una cartina geografica.

Il 25 febbraio, serata finale, in collaborazione con la libreria Gulliver, verrà presentato il libro “L’attrazione dei passi” alla presenza di Tino Mantarro e Luigi Licci.

A seguire, si svolgerà la Cerimonia di premiazione dei Concorsi cinematografico e fotografico del Festival, alla presenza dei Partner dell’evento e degli autori delle opere vincitrici.

L’ingresso è gratuito: un impegno importante, a testimonianza dell’attenzione che gli organizzatori vogliono riservare agli appassionati di montagna e di cinema, ai cittadini e ai turisti.

Fin dalla prima edizione il Festival è stato pensato con queste premesse, come un vero e proprio dono alla città di Verona, che, con una proposta di valore, accessibile a tutti, completa il ricco cartellone culturale della città.

Tutte le informazioni sul sito http://www.montagnaitalia.com

Verona Mountain Film Festival, dal 22 al 25 febbraio, alpinismo, arrampicata, ed esplorazione in scena alla Gran Guardia.

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