MILANO. TORNA CLASSICA VIVA ALLA PALAZZINA LIBERTY.

279

Classica Viva: al via il secondo appuntamento delle lezioni-concerto alla scoperta della musica classica

Dopo il successo del primo appuntamento, martedì 29 gennaio alle 20.30, prosegue alla Palazzina Liberty “Dario Fo e Franca Rame” la rassegna di Classica Viva “Non capisco, son profano!”, a cura dei pianisti Luca Ciammarughi e Stefano Ligoratti.

Il secondo appuntamento approfondisce la forma-sonata attraverso il confronto fra due pilastri del primo Ottocento: la Sonata “Appassionata” op. 57 di Beethoven e l’ultima Sonata D 960 di Franz Schubert. 
Si osserverà come due compositori quasi contemporanei, formatisi con lo stesso maestro (Salieri) e vissuti nella stessa città (Vienna) arrivino a esiti artistici estremamente diversi, seppur in entrambi i casi altissimi.

Perché riprendere oggi, in una lezione-concerto di carattere divulgativo, questo confronto fra titani? Perché Beethoven e Schubert, come tutti i grandi classici, non smetteranno mai di dirci ciò che hanno da dirci.

L’analisi delle due Sonate diventa anche un modo per capire come, attraverso le scelte compositive, Beethoven e Schubert leggevano il mondo che li circondava e proiettavano sé stessi e la propria arte in quel mondo, ma anche in un sognato mondo futuro. Beethoven, nato nel 1770, aveva ancora fatto in tempo a vivere gli ideali rivoluzionari e napoleonici, pur subendo presto un’amara disillusione. Schubert, classe 1797, passò la sua breve vita nel pieno del governo di Metternich, ovvero in un regime poliziesco caratterizzato dall’imperversare della censura e della delazione.

Nella lezione-concerto, Stefano Ligoratti illustrerà la particolare e sintetica unità che lega i tre movimenti della Sonata “Appassionata”, mentre Luca Ciammarughi si soffermerà sulla natura della “divina lunghezza” schubertiana e sul rapporto (freudiano ante-litteram) heimlich/unheimlich. Ma verrà dato rilievo anche agli aspetti comuni fra due compositori che indubbiamente spalancano la strada al romanticismo e, attraverso la trasformazione profonda del concetto di bellezza, alla modernità.

Vai al sito


LEGGI ANCHE

 

LEGGI ANCHE

 
Commenti
Loading...