MILANO. APRE DOMANI LA MOSTRA “FRIDA KAHLO. OLTRE IL MITO” AL MUDEC

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Si è svolta oggi al MUDEC – Museo delle Culture di Milano la conferenza stampa dedicata all’apertura della mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”. La mostra, che rimarrà aperta al pubblico da domani 1 febbraio al 3 giugno 2018, riunirà per la prima volta in Italia più di 100 opere, tra dipinti, disegni e fotografie provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo e da musei internazionali.
La preview è stata introdotta da Anna Maria Montaldo, direttore del MUDEC, e Simona Serini, responsabile del Museo e del Gruppo 24 ORE. Sono intervenuti poi Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, l’Amministratore Delegato del Gruppo 24 ORE Franco Moscetti, il Curatore della mostra Diego Sileo ed altri personaggi che hanno aiutato a realizzare un progetto così ambizioso proprio nella città di Milano.
Il MUDEC infatti non ospiterà una semplice mostra, bensì un’esperienza che attraverso inediti e sorprendenti archivi e materiali provenienti da Casa Azul – la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera – racconterà una nuova chiave di lettura che va oltre la visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera della grande artista.
Questo progetto è stato frutto di sei anni di studi e ricerche ed è un lavoro inedito in quanto fino ad oggi la maggior parte delle mostre sulla Kahlo si sono limitate ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre e la sua tragica lotta con la malattia. L’appuntamento milanese evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti altri segreti e racconterà alcuni temi emersi dalle indagini realizzate in Messico dal curatore: tematiche come l’espressione della sofferenza vitale, la resilienza, la ricerca cosciente dell’Io e l’affermazione della “messicanità” permetteranno ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera dell’artista.
Gli stessi temi si rifletterà no nel progetto d’allestimento della mostra, che si svilupperà attraverso quattro sezioni: Donna,
Terra, Politica e Dolore.
Frida Kahlo è stata la prima artista donna a fare del proprio corpo un manifesto, ad esporre in modo diretto e a volte violento la propria femminilità. È un corpo immolato agli sguardi impietosi del pubblico, un corpo che rivendica un ruolo di uguaglianza. L’opera della Kahlo è anche di natura irriducibilmente politica; è un manifesto di protesta e opposizione, una dedica alla sua
Terra e agli elementi della natura, una strategia intesa a mandare in frantumi l’apparenza dell’indifferenza attraverso immagini torturanti e potentissime.
Parte integrante del percorso “Frida Kahlo. Oltre il mito” è la mostra “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo”. Curata da Davide Domenici e Carolina Orsini, la mostra è un racconto fatto di oggetti archeologici e etnografici messicani, foto storiche e immagini di opere dell’artista che mostra come queste ultime siano state profondamente influenzate dal mondo indigeno e dal passato precolombiano.
“Diego e io” è il brano tratto dall’ultimo disco di Brunori Sas che accompagnerà i visitatori in una delle sale della mostra, dedicata proprio al rapporto tra Frida e il pittore Diego Rivera.

Articolo di Elisa Bonfadini


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