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Zelensky: “la guerra scatenata dalla Russia ha ucciso almeno 500 bambini”

Belgorod sotto attacco dei ribelli, la gente lascia la città

Zelensky: “la guerra scatenata dalla Russia ha ucciso almeno 500 bambini”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la guerra scatenata dalla Russia, giunta al sedicesimo mese, “ha ucciso almeno 500 bambini ucraini”.
Zelensky – scrive il Guardian – ha fornito tale numero ore dopo che i soccorritori ucraini hanno trovato il corpo di una bambina di due anni morta nel raid russo a Dnipro.

“Molti di loro sarebbero potuti diventare famosi studiosi, artisti, campioni sportivi, contribuendo alla storia dell’Ucraina”, ha aggiunto, precisando che è impossibile stabilire il numero esatto di bambini vittime a causa delle ostilità in corso e perché alcune aree sono sotto l’occupazione russa.

L’esercito russo ha dichiarato di aver colpito aeroporti militari ucraini con armi a lungo raggio durante la notte, dopo che Kiev aveva affermato che Mosca aveva colpito una base aerea nella parte centrale del Paese.

“Stanotte, le forze armate della Federazione Russa hanno effettuato un attacco con armi a lancio aereo di precisione a lungo raggio contro obiettivi nemici negli aeroporti militari”, ha dichiarato l’esercito russo in una nota.
Le difese aeree ucraine hanno distrutto tutti i missili e i droni che la Russia ha lanciato contro Kiev la notte scorsa: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare della capitale ucraina, Serhii Popko, come riporta il Kyiv Independent.

Tutti i missili e i droni diretti a Kiev sono stati intercettati nella “lontana periferia” della città, ha precisato Popko aggiungendo che i russi hanno lanciato l’attacco dai bombardieri strategici Tu-95MS nella regione del Caspio. “Secondo le informazioni preliminari, nessun bersaglio aereo ha raggiunto la capitale. Tutto ciò che si stava dirigendo verso la città è stato distrutto dalla difesa aerea nella lontana periferia. Per la seconda notte consecutiva, la gente di Kiev non ha sentito le esplosioni sopra le loro teste”, ha sottolineato Popko.

“I piani amano il silenzio. Non ci sarà alcun annuncio dell’inizio”: lo scrive nella giornata di ieri, 4 giugno 2023, su Telegram la viceministra della Difesa ucraina, Hanna Malyar, riferendosi all’attesa controffensiva di Kiev. Il messaggio è accompagnato da un video in cui diversi soldati invitano al silenzio con l’indice sulle labbra.

Il messaggio segue l’intervista di ieri di Volodymyr Zelensky al Wall Street Journal, in cui il presidente ucraino dichiarava che il Paese è pronto a lanciare la controffensiva.
Più di 4.000 residenti della regione russa di Belgorod sono stati trasferiti in centri di accoglienza: lo ha reso noto su Telegram il governatore della regione, Vyacheslav Gladkov.

Ad oggi abbiamo più di 4mila persone nei centri di accoglienza temporanea. Si sta fornendo tutta l’assistenza necessaria”, ha scritto Gladkov.

“La notte è stata piuttosto turbolenta nella regione di Belgorod. Sono stati bombardati i distretti e i quartieri di Shebekinsky e Volokonovsky. Ci sono danni ingenti. Non ci sono informazioni sulle vittime”: lo ha riferito su Telegram il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov.
Le forze di difesa aerea ucraine hanno distrutto quattro missili da crociera su sei e tre droni kamikaze su cinque lanciati la notte scorsa dai russi contro l’Ucraina, lo ha reso noto l’Aeronautica militare di Kiev, come riporta Ukrainska Pravda. “Gli occupanti continuano gli attacchi notturni sul territorio dell’Ucraina con droni e missili da crociera su strutture militari e infrastrutture critiche”, ha affermato il comando dell’Aeronautica.

I droni Shahed-136/131 di fabbricazione iraniana sono stati lanciati dalla regione russa di Bryansk, mentre i missili da crociera Kh-10/Kh-555 sono stati lanciati da sei TU-95MS che sorvolavano la regione del Caspio.

Quattro civili sono morti e altri otto sono rimasti feriti nei bombardamenti russi di ieri sulla regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione regionale, Pavel Kirilenko, come riporta Rbc-Ucraina.
Un drone è stato abbattuto sulla città di Dzhankoy, nella Crimea annessa alla Russia, nelle prime ore di oggi: lo riporta il canale di notizie filo-Cremlino Shot in un post su Telegram. “Un drone non identificato è stato abbattuto a Dzhankoy, in Crimea. Diverse case private sono state danneggiate e i servizi sono attualmente al lavoro sul posto. Non si sospettano vittime”, si legge nel messaggio. La città di Dzhankoy si trova nella parte settentrionale della penisola, a circa 93 chilometri a nord della capitale Simferopol.

Si allarga il fronte russo del conflitto: Belgorod è sotto attacco dei ribelli e la gente lascia la città.

Il governatore pronto ad incontrare i filoucraini. Podolyak: “Osserviamo la caduta di Putin”. Kiev arresta ogni giorno venti ucraini che tentano di espatriare sottraendosi alla leva e avverte il nemico: “Non annunceremo l’inizio della controffensiva”. Prigozhin ammette di aver perso il controllo della periferia sudovest di Bakhmut.

Zelensky aggiorna il conto delle vittime: “Almeno 500 bambini morti dall’inizio dell’invasione”. E il Cremlino tuona: “Kiev ha armi sempre più avanzate, possibile escalation”.

Il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, chiede ai residenti di lasciare le proprie abitazioni. Lo fa con un appello su Telegram, in particolare per il distretto di Shebekino, il più colpito dagli attacchi, ma non solo: “Ascoltate le autorità e lasciate provvisoriamente le vostre case per preservare ciò che è più importante, che è la vostra vita e quella dei vostri cari”. Nei centri di accoglienza ci sono circa 4 mila persone. E 600 bambini sono stati evacuati. I partigiani sono entrati a Shebekino e chiedono di incontrare il governatore in cambio di due prigionieri. Gladkov si dice pronto, ma poi non si presenta, scatenando la loro rabbia: “Stiamo consegnando i prigionieri alla parte ucraina. È inutile comunicare con loro, sono codardi”.

Nel frattempo la battaglia prosegue, specie nel villaggio di Novaya Tavolzhanka: “Gruppi di sabotaggio e ricognizione si sono infiltrati. I combattimenti sono in corso a Novaya Tavolzhanka. Spero saranno eliminati”.

Mosca fa sapere di aver respinto un’incursione da oltreconfine: “Il nemico è disperso e ritirato”. Ma la situazione è incandescente, tanto che il leader ceceno, Ramzan Kadyrov, si offre di inviare unità cecene a supporto dell’esercito russo.

Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, scrive su Twitter che gli eventi di Shebekino sono prodromici alla caduta di Vladimir Putin: “I russi dovrebbero guardare più attentamente… Caos, mancanza di governo (funzionari in fuga), bombardamenti indiscriminati su quartieri residenziali da parte dell’esercito russo, saccheggi aggressivi su larga scala, estorsioni di denaro per l’evacuazione, violenza di ogni tipo, criminalità organizzata, impotenza… E, soprattutto, una totale ignoranza delle informazioni. Dopotutto, ciò che non viene mostrato in televisione non esiste, vero?”.

Kiev ha lanciato un’offensiva su larga scala nel Donetsk, a dirlo – si legge sul sito della Reuters – è il ministro della difesa russo. Su Telegram ha comunicato che “le forze russe hanno sventato un’importante operazione militare ucraina nella regione meridionale di Donetsk e ucciso centinaia di truppe pro-Kiev”.

Secondo il ministro, l’offensiva sarebbe scattata ieri, utilizzando sei battaglioni meccanizzati e due di carri armati.

Al momento non ci sono commenti in merito da parte Ucraina.

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