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Emilia Romagna: Si conclude “Come devi immaginarmi” dedicato a Pier Paolo Pasolini

Nel mese di maggio a Bologna e a Modena con tre spettacoli

Emilia Romagna: Si conclude “Come devi immaginarmi” dedicato a Pier Paolo Pasolini.

Come devi immaginarmi è un progetto dedicato a Pier Paolo Pasolini, ideato da Valter Malosti insieme al critico d’arte, scrittore e accademico Giovanni Agosti, che si inscrive nelle celebrazioni per il centenario della nascita dell’autore (Bologna, 1922).

Il titolo è tratto dalla sezione Gennariello in “Lettere luterane”, raccolta di saggi uscita postuma, l’anno dopo la morte di Pasolini. Gennariello è un trattato di pedagogia sui generis in cui ci sono, tra l’altro, pagine bellissime su Bologna e gli anni giovanili del poeta. La ricerca parte proprio da questo: come le nuove generazioni “immaginano” Pier Paolo Pasolini?

Pasolini è tra i pochi autori del Novecento di cui i più giovani sanno ancora che è esistito: non è stato travolto dall’eclisse di conoscenza che ha portato alla sparizione di un gran numero di voci. Questa sopravvivenza è dovuta – in gran parte – a una leggenda biografica, che ha permesso d’includere il poeta in un pantheon, ristretto e transgenerazionale, che annovera artisti, musicisti, scrittori.

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Il progetto di ERT aspira a condurre un confronto diretto con l’opera di Pasolini, sfuggendo alle più facili e corrive mitologie del maledettismo. Per la prima volta sono state presentate sulle scene, in una sola stagione, contemporaneamente, l’intero corpus dei testi teatrali che Pasolini ha scritto, pur in alcuni casi rielaborandoli anni dopo, in un ristretto giro di mesi, nella primavera del 1966.

I sei spettacoli sono stati affidati, quanto alla regia, soprattutto a giovani registe e registi, mentre gli attori coinvolti non hanno limiti anagrafici. Si è partiti da Calderón, diretto dal regista Premio Ubu Fabio Condemi, che ha incontrato nuovamente le parole di Pier Paolo Pasolini.

Lo spettacolo è una delle 9 coproduzioni internazionali prodotte nell’alveo della rete europea PROSPERO Extended Theatre di cui ERT è partner insieme a Théâtre De Liège, Schaubühne (Berlino), Odéon-Théâtre de L’Europe (Parigi), Teatro São Luiz (Lisbona), Göteborgs Stadsteater (Svezia), Croatian National Theatre of Zagreb, Teatros Del Canal (Madrid), Teatr Powszechny (Varsavia) e con la collaborazione del canale culturale| ARTE (Francia) per la promozione digitale.

Il progetto è proseguito con Pilade diretto da Giorgina Pi e con Porcile nella versione di Michela Lucenti e il suo Balletto Civile, in una collaborazione inedita con Nanni Garella e i suoi preziosi attori del progetto Arte e Salute. Si arriva ora alle ultime tre tragedie: il parigino Stanislas Nordey, tra i maggiori registi e pedagoghi europei, nonché direttore del Teatro Nazionale di Strasburgo, rilegge Bestia da stile, che Pasolini stesso definì la sua “autobiografia”, identificando nella figura di Jan Palach il suo alter ego, condividendo con il ragazzo del dramma ideali, vita, resistenza, spirito politico e rivoluzionario. Nordey guida in questo progetto gli allievi attori della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT.

Federica Roselllini e Gabriele Portoghese lavorano su Orgia: questa creazione prosegue idealmente il lavoro di ricerca che ha preso avvio al Centro Teatrale Santacristina nell’estate 2021. Le parole di Pasolini, nella voce di due giovani e già affermati interpreti della scena, risultano nuove e sorprendenti, restituendo la forza visionaria di questo ruvido apologo in versi ma anche la sua concretezza.

A chiudere il cerchio è Affabulazione: Marco Lorenzi, che lo dirige, convoca gli archetipi della famiglia di oggi attorno alle ombre delle vicende di Edipo re, in quella che lo stesso Pasolini definì una «tragedia che finisce ma non comincia».

È lo sguardo di una nuova gioventù dunque, a fornire una risposta all’attualità inesausta di una lezione etica e politica, che ha segnato più di una generazione. Il carattere del progetto si lega strettamente alla preoccupazione pedagogica di Pasolini, che informa la sua intera attività, dalla scuoletta di Versuta, creata all’indomani della guerra, fino alle lettere a Gennariello, poco prima della morte: l’ossessione per la perdita e la necessità di tenere in vita la memoria e la tradizione (“sono una forza del passato”).
Questo ambizioso progetto rappresenta una sfida nel paesaggio della cultura italiana di oggi: una sfida sui contenuti e sulla lingua, anche per le dimensioni, così fuori misura rispetto ai formati correnti.

Programma di maggio: 

11 -14 maggio 2023
BOLOGNA / Teatro delle Moline
Orgia
a cura di Federica Rosellini e Gabriele Portoghese

18 – 21 maggio 2023
BOLOGNA / Sala Leo de Berardinis
Affabulazione
regia di Marco Lorenzi

25 – 28 maggio 2023
MODENA / Teatro Storchi
Bestia da stile
regia di Stanislas Nordey

Emilia Romagna: Si conclude "Come devi immaginarmi" dedicato a Pier Paolo Pasolini.

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