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Trieste, padre padrone regola i conti con il figlio a colpi di fendenti

Un uomo di 53 anni di origine romene è stato arrestato dai Carabinieri dopo l'uccisione del figlio.

Trieste, padre padrone regola i conti con il figlio a colpi di fendenti.

L’avergli dato il proprio nome di battesimo non basta a creare quel indissolubile legame tra padre e figlio. E così è sufficiente una parola di troppo, oltre a qualche bicchiere in più, per sfiorare la tragedia. Mosso dalla rabbia per le offese rivoltegli dal figlio, il padre non esita a colpirlo al collo e alle braccia con un coltello. Il ragazzo finisce in ospedale e gli servirà del tempo per recuperare il dolore fisico e morale per l’aggressione subita dal proprio genitore.

Il capo famiglia, invece, finisce in un’aula di tribunale, dove il processo si conclude con una condanna quando ormai l’uomo se ne è andato altrove.

A rintracciarlo di nuovo una pattuglia dei Carabinieri di Villa Opicina che controllano il “senior” mentre viaggia su un autobus proveniente dalla Spagna. Le sue mani non sono più sporche di sangue, ma la sua fedina penale ricorda il suo burrascoso passato. Infatti, è ricercato per un mandato di cattura emesso dalla Procura di Firenze.

Così l’uomo, un 53enne romeno, viene arrestato dai Carabinieri di Villa Opicina, perché deve scontare la pena definitiva di 1 anno e 5 mesi di reclusione per lesioni personali gravissime per i fatti commessi nel 2017 a Firenze.

Trieste, padre padrone regola i conti con il figlio a colpi di fendenti

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