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Napoli: armi da fuoco, lesioni personali, violenza ed evasione. In carcere il responsabile. 

I reati sono tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Napoli: armi da fuoco, lesioni personali, violenza ed evasione. In carcere il responsabile.  

Napoli. Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, si comunica che questa mattina 10 novembre 2023, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone la misura carceraria nei confronti di indagato, L.C., gravemente indiziato di porto di arma comune da sparo, lesioni personali, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone ed evasione, tutti aggravati dalle modalità mafiose previste dall’art. 416 bis 1 c.p..

La misura è stata emessa all’esito delle indagini avviate dalla Squadra Mobile a seguito del ferimento a colpi d’arma da fuoco di un giovane di 20 anni, colpito al torace il 5 ottobre 2023 in questa via Gianturco. Quel giorno gli operatori sono intervenuti presso l’ospedale Villa Betania dove la vittima era stata accompagnata da un conoscente presente in occasione dell’azione di fuoco.

Le indagini hanno consentito di acquisire elementi a carico dell’indagato che, sebbene ristretto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, a causa delle continue liti con la ex compagna 25enne, parente e vicina di casa delle persone coinvolte nella sparatoria, sarebbe evaso per recarsi presso l’abitazione della stessa e spararle, colpendo per errore in tale frangente il citato 20enne.

In ordine all’aggravante del metodo mafioso, si rappresenta che nel rivendicare l’azione di fuoco l’indagato avrebbe palesato un suo legame con il clan Caldarelli del rione Case Nuove di Napoli, costola del clan Mazzarella. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

polizia

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