Trans ucciso, arrestato un netturbino

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Ha caricato il trans “johanna” in viale Zara e una volta nel suo appartamento lo ha ucciso con una penna pistola. Con la stessa arma, però, ha fatto una rapina a Segrate il giorno dopo ed è finito in carcere. La “svista”, insieme ad altri passi falsi ma soprattutto alla bravura degli investigatori ha permesso ai carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni diretta da Cosimo Vizzino di arrestare l’assassino di  Juan Cardenas Gutierrez, 43 anni, avvenuto a Cinisello  lo scorso 4 febbraio. Un caso molto complicato perché inizialmente si era pensato ad un malore, poi l’autopsia aveva portato alla luce una ferita molto piccola alla spalla che aveva colpito gli organi vitali e che era stata provocata da una penna pistola calibro 22. In manette è finoto Guglielmo Amato, 42 anni, netturbino dipendente Amsa residente a Segrate che era già in carcere perché proprio la sera dopo l’omicidio aveva tentato una rapina in un sushi bar di Segrate proprio con la stessa arma. Per arrivare a lui i carabinieri hanno visionato centinai di ore di registrazioni di telecamere di sicurezza in viale Fulvio testi, controllato circa 60 mila vetture come quella di Amato e infine esaminato i reperti trovati sulla scena del crimine, primi tra tutti una bottiglia di coca cola sulla quale l’assassino aveva lasciato l’impronta digitale.


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