Milano, i controlli anti Covid-19 della Polizia di Stato nell’ultima settimana di “zona arancione scuro

Milano, nella settimana appena trascorsa, ultima in “zona arancione scuro” prima dell’entrata in “zona rossa”, i controlli del territorio a cura della Polizia di Stato, per verificare l’osservanza  da parte dei cittadini e degli esercenti di esercizi pubblici/commerciali, delle disposizioni di legge in vigore finalizzate al contenimento dell’epidemia Covid-19.

Da lunedì 8 ad oggi 13 marzo, i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, nell’ambito di tali controlli dedicati, effettuati nell’arco delle 24 ore durante l’ordinaria attività sul territorio, hanno identificato 2491 persone, sanzionandone 47 per il mancato rispetto delle misure previste.

La sera del 7 marzo, verso le ore 22.00, le volanti della Polizia di Stato, a seguito della segnalazione giunta al numero di emergenza in merito alla presenza di avventori, sono intervenute presso un bar di Via Bessarione. All’interno dell’esercizio, hanno trovato oltre al titolare e ad un dipendente, 27 avventori seduti ai tavoli intenti a consumare. Pertanto hanno proceduto a contestare ai presenti le previste sanzioni amministrative notificando anche al titolare la sanzione accessoria della chiusura provvisoria dell’esercizio per la durata di giorni cinque.

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La sera di martedì 9 marzo, verso le ore 23.00, le Volanti sono intervenute in Via Marghera, presso un esercizio commerciale, a seguito della segnalazione giunta al numero di emergenza in merito alla presenza di avventori. All’interno, oltre al proprietario e a due dipendenti, sono stati identificati 19 avventori. Sia al proprietario che agli altri soggetti identificati, sono state contestate le previste sanzioni amministrative.

Nella sola giornata di venerdì, l’Ufficio Prevenzione Generale ha registrato 1.000 controlli. In serata, dalle ore 20.30, a seguito di alcune segnalazioni pervenute dalla cittadinanza tramite il numero di emergenza 112NUE e l’app della Polizia di Stato “YouPol”, circa la presenza di assembramenti, il funzionario di turno alla centrale operativa della Questura, con più volanti e l’ausilio di aliquote della forza pubblica, è intervenuto presso le Colonne di San Lorenzo, la Darsena ed in zona Brera. Le centinaia di persone presenti, in maggioranza giovani, invitati a distanziarsi ed a rispettare le misure in vigore, hanno ottemperato allontanandosi dai luoghi senza problematiche di sorta.

Anche gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, nella trascorsa settimana, hanno effettuato verifiche presso diversi esercizi pubblici/commerciali. A seguito dei sopralluoghi, eseguiti anche con l’ausilio e su richiesta di altri uffici della Questura, sono state accertate svariate violazioni alla normativa. Tra gli interventi più recenti, in particolare: nella serata di giovedì 11 marzo, è stato controllato un bar in via Mameli che risultava aperto. All’interno è stata accertata la presenza di 13 persone, alcune sedute a consumare alimenti e bevande in un?area soppalcata mentre altri avventori erano in un locale interrato dove era stato allestito un buffet per un compleanno. Il titolare è stato pertanto sanzionato per la specifica violazione del DPCM del 2 marzo u.s Gli avventori riceveranno la sanzione ai rispettivi domicili. Contestualmente, al fine di impedire la prosecuzione e la reiterazione della violazione gli agenti hanno proceduto alla chiusura provvisoria ed immediata dell’attività per la durata di 5 giorni.

Nella serata di ieri, venerdì, è stato controllato un ristorante di via Romagnosi dove all’interno gli agenti della Polizia Amministrativa hanno trovato 14 persone sedute ai tavoli, intente a consumare alimenti e bevande, servite da tre camerieri. Anche in questo caso a carico del titolare del ristorante è stato redatto verbale di sanzione amministrativa per la violazione del DPCM del 2 marzo che prevede il divieto di consumazione sul posto nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. Anche per questa attività gli agenti hanno proceduto alla chiusura provvisoria ed immediata dell’attività per la durata di 5 giorni.

In occasione di tali contestazioni si è proceduto contestualmente alla segnalazione alla competente Prefettura per i successivi provvedimenti sanzionatori accessori tesi alla sospensione temporanee delle attività risultate non in regola.


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