Mantova, anziano disabile al 100% chiede aiuto alla Polizia per la solitudine

Mantova, nel pomeriggio di ieri una persona anziana ed invalida, residente in un Quartiere nella zona dello Stadio cittadino, digitava il numero della Centrale Operativa della Questura per chiedere aiuto, ma senza spiegarne il motivo.
Gli Agenti della Volante, giunti immediatamente al domicilio dell’anziano – un signore mantovano 88enne, invalido al 100% e costretto a camminare a fatica con l’aiuto di un tripode – provvedevano in primo luogo a verificarne le condizioni di salute; una volta appurato che il “nonno” stava sostanzialmente bene, che non si trovava in pericolo di vita e che le condizioni di vivibilità dell’appartamento erano assolutamente confortevoli, i Polizotti rimanevano ancora per qualche tempo in casa dell’anziano Signore, iniziando con lui un lungo dialogo per dargli il conforto necessario a tranquillizzarlo, in quanto ne avevano percepito lo stato di sconforto e solitudine.
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Dopo aver ascoltato con attenzione e partecipazione le storie di vita vissuta dell’anziano – il quale riferiva ripetutamente di sentirsi solo e di voler parlare con qualcuno, visto che i figli ed il nipote li vedeva di rado – nonché la sua preoccupazione per il fatto che la bolletta del telefono gli sembrava troppo costosa, ed aveva il timore di essere stato truffato dalle tante chiamate dei call center che giungevano sulla sua linea telefonica proponendo cambi tariffari, gli Agenti della “Volante” provvedevano a controllare gli importi riportati sulla fattura del gestore telefonico, senza riscontrare alcuna evidente anomalia sui costi, ma unicamente un ingente traffico di telefonate in uscita, fatto per il quale, pertanto, consigliavano all’anziano interlocutore di provare a cambiare il contratto di telefonia con uno più favorevole.
Una volta rasserenato, l’anziano Signore non mancava di esternare tutta la sua gratitudine nei confronti dei Poliziotti, ringraziandoli assai emozionato e riconoscente per la pazienza dimostrata nei suoi confronti.

Gli Agenti, quindi, terminata la loro “missione” a sostegno del “nonno” riprendevano il loro normale servizio di pattuglia per il controllo del territorio, non prima di avere contattato i famigliari dell’anziano per riferire loro l’accaduto.


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