Bressanone, rissa fuori dalla discoteca: individuati 7 giovani violenti

Emessi Daspo urbani a loro carico

Bressanone, rissa fuori dalla discoteca: individuati 7 giovani violenti.

I sette giovani che avevano ferito violentemente altre persone fuori dalla discoteca “Club Max” nella notte dello scorso 22 maggio sono stati identificati dalla Polizia. L’attività svolta dagli uomini del Commissariato di Bressanone ha così permesso al Questore della Provincia di Bolzano di emettere Divieti di Accesso alle Aree Urbane per 2 anni.

Quella notte, con notevole violenza e ferocia, sette giovani si resero responsabili di lesioni aggravate ai danni di due coetanei, che riportarono varie escoriazioni e contusioni e soprattutto, uno la sospetta frattura di uno zigomo, e l’altro la frattura del setto nasale. Il personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. della città vescovile avviò subito le indagini ed alla fine è riuscito ad identificare compiutamente sette giovani responsabili del pestaggio, tutti maggiorenni, di origine e cittadinanza albanese, marocchina e colombiana, residenti tra Bressanone e Varna.

I provvedimenti

Quindi ha proposto immediatamente al Questore della Provincia di Bolzano una misura amministrativa, introdotta dal Decreto Legge 20 febbraio 2017 n.14, convertito nella Legge 18 aprile 2017 n.48, che prevede, all’art.13 bis, l’emissione del cosiddetto “DACUR”, ossia il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, che impedisce appunto l’accesso a determinati luoghi, anche pubblici.

Valutati attentamente i fatti, il Questore della Provincia di Bolzano, Giancarlo Pallini, ha emesso, per ragioni di sicurezza, i provvedimenti nei confronti dei sette giovani, con i quali è fatto divieto agli stessi, per due anni, di accedere e di stazionare, non solo all’interno della discoteca “Club Max”, ma anche nelle immediate vicinanze, nonché in tutti i luoghi di intrattenimento nella stessa via e nelle vie adiacenti.

Possibili sviluppi futuri

L’eventuale trasgressione di questo ordine comporterà la reclusione da sei mesi a due anni ed una multa da 8.000 a 20.000 euro. A carico dei sette potrebbero esserci anche, una volta definite, conseguenze penali.

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