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Botta e risposta tra il segretario della Cgil Maurizio Landini e la Premier Meloni sul lavorare il Primo Maggio

Meloni: " "Incomprensibili le parole del segretario della Cigl Maurizio Landini"

Botta e risposta tra il segretario della Cgil Maurizio Landini e la Premier Meloni sul lavorare il Primo Maggio

Botta e risposta tra il segretario della Cgil Maurizio Landini e la premier Giorgia Meloni sul lavorare il primo maggio.
Il leader sindacalista, ieri ospite di Massimo Gramellini a “Le Parole!” aveva affermato: “Trovo sia un atto di arroganza e anche un po’ di offesa verso i lavoratori convocare il Consiglio dei Ministri nel giorno della festa dei lavoratori e delle lavoratrici. Lo voglio dire in modo diretto perché per pensare ai lavoratori hanno tempo 364 giorni l’anno… non capisco perché farlo proprio il 1 maggio”. Ed aveva aggiunto: “Addirittura ho sentito la Premier dire che loro lavorano mentre gli altri fanno festa…Io credo che questo sia un modo sbagliato di affrontare, di riconoscere e di rispettare quelli che lavorano e giustamente hanno il 1 maggio come festa, che nasce anche come giornata di liberazione dei lavoratori. Vorrei ricordare che è tornata festa nel nostro Paese nel 1947 quando si è abbattuto il Regime fascista che guarda caso aveva abolito la festa dei lavoratori”.

“Incomprensibili le parole del segretario della Cgil Maurizio Landini sul Consiglio dei ministri convocato il primo maggio per varare provvedimenti sul lavoro. Io credo sia un bel segnale, invece, per chi come noi è un privilegiato, onorare con il nostro impegno, in questo giorno di festa, i lavoratori e le risposte che attendono.
E vorrei ricordare al segretario Landini che il primo maggio ci sono molte persone che lavorano, dai camerieri ai medici, dalle forze dell’ordine fino ai tecnici che consentono lo svolgimento del concerto di piazza San Giovanni”. Così la premier Giorgia Meloni commentando le critiche del leader della Cgil.
“Se Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il primo maggio, allora il concerto la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno. Noi non la pensiamo così e rispettiamo l’iniziativa della triplice, così come chiediamo rispetto per il nostro lavoro”, ha aggiunto Meloni, sottolineando che “se pensa davvero che sia diseducativo lavorare il primo maggio, allora il concerto la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno. Noi non la pensiamo così e rispettiamo l’iniziativa della triplice, così come chiediamo rispetto per il nostro lavoro”.

Immediata la risposta del segretario della Uil, Pier Paolo Bombardieri: “E’ un atto di propaganda”, ha detto, spiegando che “nel metodo c’è un problema: il Governo ci convoca stasera alla 19 su un decreto sul quale probabilmente non sarà possibile fare delle modifiche”. Forse – aggiunge – è perchè “da fastidio che la narrazione” il Primo Maggio, “sia fatta solo dai sindacati”: il Governo “cerca di andare in concomitanza. E’ un atto legittimo ma è un atto di propaganda”.
Inoltre, la Uil conferma il suo no alle previste misure del decreto lavoro su contratti a termine e reddito di cittadinanza. Bombardieri – intervenuto a ‘Mezz’ora in più’ su RaiTre – ha detto che intervenire sulle causali dei contratti a termine “creerà più precarietà”. E anche sulla cancellazione del reddito di cittadinanza la risposta del leader della Uil è negativa: “Va rimodulato nella parte che riguarda le politiche attive del lavoro. Come in tutta Europa dobbiamo mantenere un livello di sostegno per chi ha bisogno. I poveri sono raddoppiati, le diseguaglianze aumentano”.

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