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Catturata l’orsa Jj4: non va uccisa. «La colpa non è sua»: le parole della madre di Andrea

La mamma di Andrea Papi in una lettera: «Abbattere l'orsa non mi ridarà indietro mio figlio».

Ora l’orsoJj4 è stato catturato nella notte, attirata con della frutta in una “trappola a tubo”.  L’orsa Jj4 è stata bloccata nella zona del torrente Meledrio.

“La colpa va ricercata nella cattiva gestione del progetto Life Ursus, che ormai è sfuggito di mano le parole di Franca Ghirardini la mamma di Andrea Papi.

Il 5 Aprile pomeriggio Andrea Papi – laureato in Scienze Motorie e appassionato di corsa in montagna – era uscito di casa, per un’abituale sessione di allenamento, dirigendosi sopra l’abitato di Caldes, un piccolo comune di circa mille abitanti situato nella Val di Sole, in provincia di Trento e lì era stato aggredito e ucciso dall’orso.

Ora l’orso Jj4 è stato catturato nella notte, attirata con della frutta in una “trappola a tubo”. L’orsa Jj4 è stata bloccata nella zona del torrente Meledrio. L’orso è stata trasferito al centro di recupero fauna alpina Casteller di Trento.

L’orsa Jj4 era assieme a due cuccioli:

“Nel tubo erano presenti due dei tre cuccioli, che sono stati rilasciati – così Raffaele De Col, dirigente del Corpo forestale – sono autosufficienti e autonomi, in quanto hanno circa due anni. Dopo lo svezzamento le femmine tendono ad avere un nuovo accoppiamento, cosa che avrebbe reso ancora più difficoltosa la situazione. JJ4 è stata sedata alla presenza di due veterinari e trasportata al Casteller, dove si trova M49 e altre due gabbie libere, una per JJ4, con l’attenta precauzione per la sicurezza degli operatori. La sua aggressività è molto alta. Il lavoro ora rasserena l’area coinvolta. Gli altri orsi problematici sono localizzati in zone differenti”.

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Sull’orso pende un’ordinanza di “abbattimento” firmata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che per ora è sospesa dal Tar, e l’11 maggio i giudici amministrativi decideranno in merito all’uccisione dell’animale.

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: “Avremmo voluto abbattere orsa durante cattura”.
“Abbiamo rafforzata la presenza delle forze dell’ordine davanti al Casteller per eventuali manifestazioni degli animalisti che sono la conseguenza di quanto accaduto – così il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, durante la conferenza stampa convocata per illustrare i particolari della cattura – noi avremmo voluto abbattere l’orsa sul posto”,nei prossimi giorni sarà convocato anche il tavolo di confronto con il ministero dell’ambiente per studiare le modalità e la concreta possibilità del trasferimento degli orsi in eccesso“.

In realtà più che l’uccisione dell’orso, la famiglia di Andrea Papi chiede che le istituzioni competenti si assumano le responsabilità davanti a tutta la comunità. La rabbia, semmai, è nei confronti di chi ha gestito, così, il ripopolamento degli orsi in Trentino.

La madre di Andrea Papi, Franca Ghirardini, durante la trasmissione “Zona bianca”, ha ribadito: “L’orso? Non voglio che sia abbattuto. Il suo abbattimento non mi ridarà indietro mio figlio”

La madre non punta il dito contro la fauna selvatica, e lo aveva già ribadito in una lettera indirizzata alle istituzioni: “Voglio chiarire una cosa: la colpa non è di mio figlio e neanche dell’orso. La colpa va ricercata nella cattiva gestione fatta da chi ha gestito, nel tempo, il progetto Life Ursus, che ormai è sfuggito di mano”.

Come madre non posso accettare una morte così orribile“: le parole di Franca Ghirardini. La donna, in una lettera diffusa dal suo avvocato Marcello Pajar, affermava: “Voglio chiarire una cosa: la colpa non è di mio figlio e neanche dell’orso. La colpa va ricercata nella cattiva gestione fatta da chi ha gestito, nel tempo, il progetto Life Ursus, che ormai è sfuggito di mano”. “L’abbattimento dell’orso non mi ridarà Andrea – prosegue -. La gestione di questo progetto, man mano nel tempo, è diventata sempre più incauta e inadeguata e non ha tenuto conto e valutato la crescita del numero degli orsi e della popolazione”. “Per la mancanza di tutela e prevenzione ci devono essere dei responsabili, che non possono passarla liscia. Chiedo a tutti i Comuni del Trentino e alle Amministrazioni di starci vicino, come atto dovuto, perché Andrea potrebbe essere stato l’Andrea di tutti, di tutte le comunità, il figlio di tutti. Mi auguro che il Governo, lo Stato, il Presidente del Consiglio ci aiutino e raccolgano questo che è l’urlo di dolore di una madre”, conclude la mamma di Andrea.

Chi era il responsabile della gestione del progetto Life Ursus e dei luoghi frequentati sia dalle persone che dagli animali?

Chi doveva monitorare il progetto? A chi era affidata la sorveglianza del ripopolamento degli orsi?

In Trentino ci sono 70 esemplari “di troppo” (circa 150 in totale) rispetto al progetto Life Ursus che ha permesso di ripopolare la zona dopo il rischio estinzione. Questo si trasforma in un problema per chi ci vive, per allevatori e agricoltori, oltre che per i turisti.

Beh, che dire, un nobile e sicuramente innovativo “green” il progetto Life Ursus: ripopolare una zona di fauna selvatica, di orsi, sicuramente un progetto di tutto rispetto. La natura va salvaguardata. E come dice la parola stessa “progetto” è un progetto, e va seguito, studiato passo passo, riadattato alle esigenze, va valutato l’andamento dello stesso e in caso rivalutato e riadattato, rimodernizzato, ristudiato, insomma va seguito, ovviamente.

Mah, il progetto Life Ursus ha avuto questo trend? 

Come mai c’erano circa 150 orsi? 70 orsi in più di quanti dovevano essercene? Come veniva seguito il progetto, chi doveva sorvegliare e far si che fosse gestito nel più corretto e sicuro dei modi?

E poi, come dice la stessa mamma di Andrea, uccidere Jj4, riporterà in vita suo figlio?

Un orso è un orso, e fa l’orso. Gli orsi delimitano il territorio, proteggono la prole, cercano nuove zone dove poter vivere, si spaventano e poi a volte, contestualizzando il tutto, se si sentono in pericolo (o per se stessi o per la prole) magari attaccano: fanno gli orsi è la loro natura. Natura, appunto. Possiamo davvero dare la colpa alla natura? Oppure è ovvio, ipotizzabile, e può capitare che un orsa, dato che un orso è un orso, in situazioni particolari, diventi un pericolo?  Ed è giusto, dato che un orso è un orso, e di conseguenza si comporta da orso, dare la colpa all’orso? E’ giusto “condannarlo a morte”? 

Nel frattempo che il Tar si pronunci, chi era responsabile della gestione del progetto Life Ursus e dei luoghi frequentati sia dalle persone che dagli animali?

Chi doveva monitorare il progetto? A chi era affidata la sorveglianza del ripopolamento degli orsi?

Catturata l'orsa Jj4: non va uccisa

 

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