Rugby Championship: All Blacks-Australia finisce 40-14

Ad Eden Park di Auckland si gioca il big match che vede la vittoria degli All Blacks ai danni dei cugini australiani.

Rugby Championship: All Blacks-Australia finisce 40-14


In campo neozelandese si gioca il derby chiam
ato “Bledisloe Cup”, il primo dopo la scomparsa della regina. Viene osservato, dunque, un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio del match per l’ex capo di stato di entrambe le nazioni.

Sempre prima del fischio d’inizio, durante la tradizionale danza maori neozelandese “Haka”, anche la nazionale australiana improvvisa in contemporanea una danza dettata dalle origini maori del paese, disponendosi a forma di boomerang: una vera novità mai vista prima per gli australiani.

La gara è bellissima, piena di contatti e ribaltamenti di fronte, tanto è vero che al secondo minuto l’Australia rimane in quattordici uomini per 10 minuti, a causa di una pulizia pericolosa in ruck che costa l’ammonizione a Holloway, seconda linea australiana, veterano di 34 anni richiamato in nazionale dopo tanto tempo.

Al ventesimo minuto ecco i primi punti della partita: calcio di punizione a favore degli All Blacks e piazzato tra i pali trasformato da Mo’unga, numero 10.

Al ventiduesimo minuto è un guizzo di Will Jordan, ala numero 14 della Nuova Zelanda, che regala la meta e altri 5 punti alla nazionale vestita di nero. Meta trasformata sempre da Mo’unga.

Al minuto 27 altra meta per i “Kiwi” ai quali viene assegnata una meta, poiché l’Australia ha fatto cadere illegalmente la maul.Altro cartellino giallo per la nazionale australiana a causa del fallo commesso.

Dopo quaranta minuti di gioco, il primo si chiude per 17-0 per gli All Blacks.

Il secondo tempo inizia subito con la meta ancora per la Nuova Zelanda al quarantaduesimo minuto. Meta assegnata al capitano di giornata Sam Whitelock, numero 4 e successivamente trasformata dal numero 10 per il 24-0.

Qualche minuto dopo punizione per i “tutti neri” e tre punti guadagnati dalla trasformazione dello specialista Mo’unga.

Al minuto 53 altra meta per gli All Blacks: maul costruita dopo una rimessa e meta da parte del numero 2 Codie Taylor, il quale conferisce il punto bonus in classifica per la sua nazionale.

Al cinquantottesimo minuto ecco che si sveglia l’Australia: l’appena entrato Folau Fainga’a con il numero 16 schiaccia in meta per i primi 5 punti australiani. Meta che viene poi trasformata dal numero 10 trentatreenne Bernard Foley per il parziale di 32-7.

Qualche minuto dopo ecco la risposta della Nuova Zelanda: rimessa laterale e maul che sfonda in meta secondo uno schema perfetto che porta i 5 punti da parte di Samisoni Taukeihao. Questo schema, che ha portato alla segnatura di quasi tutte le mete neozelandesi, è risultato devastante ai danni della difesa australiana che si è dimostrata davvero fragile.

A quattro minuti dalla fine della partita arrivano altri 3 punti su calcio di punizione per la nazionale neozelandese. A trasformare il calcio piazzato è il solito specialista Mo’unga, autore di una partita impeccabile.

La partita finisce al minuto numero 82 con la seconda meta da parte dell’Australia che con una reazione d’orgoglio segna allo scadere con Jordan Petaia e Reece Hodge che trasforma la marcatura per il definitivo 40-14.

Gli All Blacks vincono e convincono. L’Australia viene sovrastata, subendo un passivo sostanzioso. Sarà interessante vederla misurarsi contro la nazionale italiana a novembre allo stadio Artemio Franchi di Firenze.

 

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