A Cagliari europeo di Judo per ipovedenti e ciechi

Al PalaPirastu dal 2 al 4 settembre 2022 

A Cagliari europeo di Judo per ipovedenti e ciechi.

«È un’occasione per la città di Cagliari perché vogliamo dimostrare che sport, turismo e indotto possono viaggiare di pari passo. Inoltre, con atleti che arriveranno da 22 nazioni, confermiamo che il nostro capoluogo di regione è il palcoscenico ideale per ospitare grandi eventi sportivi».

Questo il commento di Andrea Floris, Assessore allo Sport del Comune di Cagliari che è intervenuto in videoconferenza alla presentazione del Campionato europeo di judo per atleti paralimpici, ipovedenti e ciechi che per la prima volta si svolge nel capoluogo sardo.

L’appuntamento con la manifestazione è dal 2 al 4 settembre 2022 al PalaPirastu di Cagliari, per un evento organizzato dall’IBSA (Internazionale Blind sport Association) con il supporto del Comune di Cagliari, della Regione Sardegna.

Saranno, come precisato dall’Assessore Floris, ben 22 le nazioni in gara con oltre 250 atleti iscritti, affiancati da circa 100 accompagnatori. Numeri importanti che porteranno, ancora una volta, il capoluogo sardo ad essere capitale, in questo caso europea, dello sport. Un palcoscenico che si presta a tante discipline e che permette alla città di mettersi in mostra.

Sport, quindi, ma integrazione sociale, rispetto per gli altri e spirito di squadra in una manifestazione che sarà fondamentale anche per la promozione turistica. Secondo alcune statistiche dell’organizzazione, l’80% di coloro che arrivano in città, visiteranno la Sardegna per la prima volta e tre su cinque potrebbero scegliere Cagliari come futura meta per le proprie vacanze.

«Il campionato europeo di judo servirà come punteggio per le Paralimpiadi 2024 – ha spiegato il presidente FISPIC e IBSA Sandro Di Girolamoattraverso questo evento inoltre noi vogliamo portare al centro la cultura dello sport paralimpico lanciando un messaggio soprattutto ai giovani. Invitiamo i ragazzi normodotati a capire che se ce la fanno i nostri atleti, possono farlo anche loro, si tratta quindi di un’esortazione a lasciare gli apparecchi elettronici, sempre più di moda, per trasferirsi nei campi sportivi».

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