Gli errori da evitare con una persona che soffre di Alzheimer

L’Alzheimer, come si può facilmente immaginare, è un disturbo che determina un impatto molto forte, sia dal punto di vista gestionale che a livello emotivo. Anche per questo motivo, coloro che si prendono cura degli ammalati – i cosiddetti caregiver – possono seguire e mettere in pratica delle semplici regole con le quali la malattia può essere gestita in maniera più efficace anche nella vita di tutti i giorni. Uno sbaglio che non deve essere mai commesso è quello di relazionarsi con la persona ammalata di Alzheimer basandosi unicamente sul ragionamento, e agendo su un piano solo razionale: si tratta, infatti, di un’abilità che chi ha l’Alzheimer non possiede. Tranquillizzare il paziente è, invece, il primo passo da compiere.

Come comportarsi con una persona malata

Non sempre il comportamento di una persona con l’Alzheimer può essere spiegato e, di conseguenza, ha un significato preciso che gli si può attribuire. Infatti, il cervello distribuisce e imposta le informazioni in maniera specifica in ogni persona; il paziente non è in grado di gestire la progressione della malattia e, soprattutto, non decide l’organizzazione delle informazioni nella sua mente. D’altra parte, un caregiver non deve mai commettere lo sbaglio di prendere qualunque questione sul personale nel caso in cui il soggetto malato mostri un atteggiamento offensivo o provocatorio. Un Alzheimer spesso è agitato solo perché è vittima di disorientamento e ha paura. Se un malato mostra degli atteggiamenti offensivi, non si può fargliene una colpa, anche perché egli non sta capendo che quella che ha di fronte è una persona che si prende cura di lui.

Le condotte da evitare

Non bisogna mai aumentare il tono di voce quando si dialoga con una persona che ha l’Alzheimer, perché di certo non è così che si riesce a trasmettere il messaggio che si intende comunicare. I modi devono essere sempre affettuosi e gentili. È sbagliato, inoltre, insistere in tutti i modi per far sì che il soggetto con l’Alzheimer compia una certa azione. Soprattutto se è agitato, il paziente non deve essere stressato, ma al contrario va distratto. Non ha senso imporgli l’esecuzione di compiti che in realtà non potrà svolgere, e ha ancora meno senso forzarne i tempi.

Come informarsi

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Le illusioni di un soggetto ammalato

Una persona ammalata ha spesso delle illusioni che non devono essere per alcun motivo contrastate. Per esempio, a mano a mano che la patologia progredisce, può capitare che il paziente dopo aver visto qualcosa in tv pensi che gli sia capitato direttamente. In termini clinici si parla di deliri, e in genere si tratta di situazioni non pericolose: è quel che si verifica nel momento in cui vengono meno i confini tra la realtà e la fantasia. Nel caso in cui si tenti di insistere, per la volontà di far tornare il paziente alla realtà, la sola conseguenza che scaturisce è uno stato di agitazione e confusione. Quindi, in presenza di un delirio non c’è altro da fare che attendere che il momento passi.

I ricordi

Come in molti sanno, la perdita di memoria è un tratto peculiare dell’essere Alzheimer. Anche se può essere frustrante una situazione del genere, un caregiver non deve avere la pretesa che l’ammalato si ricordi di attività svolte insieme o di eventi importanti. Perfino una nascita o un matrimonio, per chi soffre di Alzheimer, possono essere nascosti in chissà quale angolo della memoria e impossibili da esplorare. Può essere utile far vedere delle foto, a patto che si sia consapevoli che ciò potrebbe non essere sufficiente per rimediare.

Gli errori da evitare con una persona che soffre di Alzheimer

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