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Milano, firmato il primo patto di collaborazione fra pubblico e privato per la valorizzazione del volontariato aziendale

fra Nhood Services Italy S.p.A. e Cooperativa sociale Comin.

Milano, firmato il primo patto di collaborazione fra pubblico e privato per la valorizzazione del volontariato aziendale

Il Comune di Milano firma il primo Patto di Collaborazione per promuovere il volontariato aziendale, fra Nhood Services Italy S.p.A. e Cooperativa sociale Comin.

La sottoscrizione, avvenuta oggi presso la sede della società in Galleria Buenos Aires, ha visto la partecipazione di Gaia Romani assessora ai Servizi civici e Partecipazione, di Ethel Brezzo head of RFI (Resources & Fund Investment) di Nhood e di Emanuele Bana vicepresidente di Comin.

Milano, firmato il primo patto di collaborazione fra pubblico e privato per la valorizzazione del volontariato aziendale

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Il Patto, della durata di 18 mesi, prevede che l’azienda si impegni a proporre ai propri collaboratori, cosiddetti “Nhooders”, la possibilità di svolgere otto ore all’anno – già previste dalla Società – in attività di volontariato aziendale a sostegno dei progetti e laboratori proposti dalla Cooperativa Sociale Comin. Già nel corso del 2023, infatti, numerosi Nhooders hanno aderito dando concretezza all’impegno di Nhood di avvicinare la propria community ai temi dell’ambiente e del sociale, di creare maggior conoscenza e legame con le realtà dei territori in cui opera e promuovere azioni ad impatto diretto dal valore sociale.

Questa sigla avviene in coerenza sia con il Regolamento comunale sulla Partecipazione dei Cittadini Attivi alla Cura, alla Gestione Condivisa e alla Rigenerazione dei Beni Comuni Urbani – in questo caso valorizzando il volontariato aziendale intrapreso dalle aziende che decidono di supportare in modo partecipativo attività a sostegno delle comunità locali -, sia con gli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa sul territorio che Nhood Services Italy persegue in linea con la propria policy aziendale, e di cui il volontariato costituisce un esempio virtuoso.

“Siamo molto soddisfatti della firma di questo Patto di collaborazione, che ci auguriamo possa essere il primo di una lunga serie – afferma l’assessora Gaia Romani -. E soprattutto che possa ispirare altre realtà che vorranno ricalcare lo spirito di questo accordo, il quale mira a superare azioni di volontariato aziendale una tantum, con un progetto che punta proprio sulla continuità. Ringrazio Nhood che incoraggia e supporta la partecipazione dei propri dipendenti ad attività di volontariato in progetti dedicati a chi vive fragilità sociali e alla cura di beni condivisi, grazie al prezioso e quotidiano lavoro della cooperativa Comin. Un esempio davvero virtuoso di sinergia fra pubblico e privato, utile a promuovere la partecipazione di cittadini e cittadine alla vita delle comunità e a stimolare sviluppo e crescita di valori sani, quali inclusione, solidarietà e tolleranza”.

Volontarie e volontarie potranno, per esempio, dedicarsi ad attività in favore degli anziani della Casa del Tempo, dei minori del Filo di Arianna o dei giovani con lievi disabilità del Deltaplano o di Soundbeam Syndicate.

“Anche la sottoscrizione di questo patto – dichiara Ethel Brezzo, Head of RFI di Nhood – rientra nella volontà di Nhood di promuovere una responsabilità individuale e collettiva, e di supportare i nostri professionisti nella creazione di una coscienza civica misurata nel contesto urbano in cui si realizza il nostro business e in cui viviamo la vita d’azienda. L’impegno delle singole persone diventa così l’impegno di un’Azienda intera che, a fianco dell’Amministrazione Comunale e di realtà di territorio, quali la Cooperativa Sociale Comin, ha una possibilità in più di dare il proprio contributo concreto al contesto nel quale opera”.

Per Emanuele Bana, vicepresidente della Cooperativa Sociale Comin: “Qualsiasi azione parte dal concetto della corresponsabilità. Aprire i nostri servizi al territorio e alle persone significa potersi conoscere e collaborare tutti in misura diversa allo sviluppo di una comunità più coesa e più sensibile. Crediamo che anime e sguardi diversi collaborino per fornire sempre la migliore risposta al bisogno, possibilmente anche capendo che tutti siamo risorsa, e che tutti abbiamo bisogni che corrispondono alle nostre fragilità”.

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