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Elezioni Russia, Salvini: «Quando un popolo vota ha sempre ragione». Tajani: «Quel voto segnato dalla violenza»

Meloni: «Posizione del governo è chiara»

Elezioni Russia, Salvini: «Quando un popolo vota ha sempre ragione». Tajani: «Quel voto segnato dalla violenza».

Il voto russo, che ha incoronato di nuovo Vladimir Putin alla guida del Cremlino, irrompe nel dibattito politico italiano, dividendo la maggioranza di governo. Fanno discutere le parole del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha preso atto del responso delle urne sottolineando che «quando un popolo vota ha sempre ragione».

«Le elezioni – dichiara il ministro dei Trasporti – fanno sempre bene, sia quando uno le vince sia quando uno le perde. Io quando le perdo cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta». In una nota la Lega ha precisato: “In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra e il ritorno alla pace. Con una guerra in corso non c’è niente da festeggiare”.

«La posizione del governo è molto chiara, il centrodestra è una maggioranza molto coesa, come si dimostra nell’unico modo in cui si può dimostrare la coesione di una maggioranza, e cioè nella velocità di attuazione e nella chiarezza di attuazione della linea di un governo». Queste le parole della premier Giorgia Meloni in un’anticipazione dell’intervista ad Agorà che andrà in onda domattina alle 8.30 su Rai Tre, a proposito delle parole del ministro Salvini.

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Da Bruxelles il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia Antonio Tajani chiarisce: «La politica estera la fa il ministro degli Esteri». «Le posizioni di politica estera sono quelle del ministro degli Esteri», ribadisce il titolare della Farnesina.

Per Tajani le elezioni presidenziali in Russia «sono state caratterizzate da pressioni forti, anche violente. Alexei Navalny è stato escluso dalle elezioni con un omicidio. Non c’erano candidati avversari di Putin – rimarca ancora il leader di FIabbiamo visto soldati entrare dentro i seggi per vedere come votava la gente».

Le dichiarazioni del numero uno della Lega finiscono nel mirino delle opposizioni.

«Parole inaccettabili, si dimetta», tuona Azione, che con il suo leader Carlo Calenda invita il segretario della Lega a «ripassare le basi». Il Pd, attraverso il suo responsabile Esteri Peppe Provenzano arriva ad esprimere solidarietà a Tajani: «Non deve essere facile avere un omologo vicepremier Salvini, che non condanna i crimini di Putin e vede in queste elezioni russe una grande affermazione del popolo. Ma con queste posizioni il governo può mai essere credibile?».

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