Bari, “Condividiamo” primo progetto pubblico di co-housing

Il primo co-housing per anziani in Puglia finanziato dall'assessorato al Welfare

Bari, “Condividiamo” primo progetto pubblico di co-housing.

“Condiviviamo” è un progetto finanziato con 120 mila euro dall’assessorato comunale al Welfare ad esito dell’avviso pubblico “Vivere Insieme: co-housing per la terza età” in favore della cooperativa sociale Occupazione e Solidarietà.

Questo nuovo servizio, il primo a carattere pubblico in Puglia, mira a contrastare le povertà economiche e abitative informando le persone over 65 autosufficienti della possibilità di vivere la propria età in un contesto di coabitazione in cui creare nuove relazioni con dei coetanei con i quali pianificare la propria giornata in base a piccole cose condivise, evitando così il rischio di isolamento e solitudine con una serie di ricadute positive in termini di benessere fisico e psicologico e nello stesso tempo.

Al contempo il progetto intende contribuire alla costruzione di un nuovo sapere sociale attraverso campagne formative, informative e di sensibilizzazione in grado di diffondere le potenzialità di questa esperienza innovativa e di coinvolgere le persone interessate nella costruzione del modello di co-housing. Nel corso del progetto saranno prese in considerazione anche esperienze di convivenza tra persone di età differente (ad esempio anziani soli e studenti fuorisede che cercano un’abitazione in città).

L’iniziativa è stata presentata questa mattina in conferenza stampa, a Palazzo di Città, dall’assessora al Welfare Francesca Bottalico, dal presidente di Occupazione e Solidarietà Giuseppe Moretti e dalla sociologa Letizia Carrera, alla presenza degli operatori della cooperativa.

“Oggi abbiamo avviato una nuova importante progettualità a sostegno dell’invecchiamento attivo e per il contrasto alle solitudini e povertà abitative e relazionali, la prima esperienza pubblica in Puglia di co-housing tra persone anziane, che gode della supervisione scientifica dell’Università degli studi di Bari – ha esordito Francesca Bottalico –. Una buona pratica che, per lungimiranza e innovatività, certamente candideremo ai finanziamenti del Pnrr”.

“Con questo avviso, infatti, abbiamo pensato di strutturare una progettazione di innovazione sociale finalizzata a contrastare le solitudini e le povertà educative. In questo modo potremo favorire la coabitazione fra anziani soli, in condizioni di disagio economico o magari fra persone over 65 e giovani studenti fuorisede in cerca di un alloggio”.

“Dopo una prima fase dedicata all’analisi dei bisogni dei destinatari, partirà la raccolta di adesioni fra coloro che vorranno cominciare questo percorso e contestualmente daremo avvio alla ricerca di abitazioni da condividere. Per noi è un servizio fondamentale, un altro tassello del piano cittadino di contrasto alle povertà e di sostegno all’invecchiamento attivo che, di fatto, prosegue nel solco dell’esperienza dei condomini sociali”.

“È una sfida molto interessante che intende approcciarsiu in modo innovativo al tema e innovare la nostra stessa idea di convivenza. Condiviviamo potrà anche dialogare con l’Emporio sociale e servizio di prevenzione per la terza età, inaugurato qualche giorno fa. Infine, auspichiamo che, grazie a percorsi virtuosi tra pubblico, privato e comunità, possano essere aperte tante case sfitte e in disuso”.

“In Italia le persone con più di 65 anni costituiscono il 22% della popolazione e si stima che la metà di loro vive praticamente da sola, con tutto ciò che ne consegue – ha proseguito Giuseppe Moretti –. Così il Comune di Bari ha pensato bene di pubblicare un bando attraverso il quale diffondere la cultura del co-housing, che in altre parti d’Italia esiste già da qualche tempo, per provare a cambiare un po’ le nostre abitudini. Pertanto, abbiamo presentato questo progetto che si pone proprio l’obiettivo di far incontrare gli anziani per proporre loro un nuovo modello di vita che possa cambiare la loro quotidianità rendendoli più felici. Pensiamo che, vivendo insieme e dimenticando la solitudine che spesso caratterizza la loro vita, il loro approccio alla vita possa davvero modificarsi radicalmente”.

“Le città si stanno scoprendo sempre più anziane – ha concluso Letizia Carrera –. Al cambiamento quantitativo se ne lega uno qualitativo, e cioè stanno cambiando gli anziani che rivendicano una diversa qualità della vita come diritto e bisogno, ma in realtà rivendicano la necessità stessa di avere dei desideri. Il Comune di Bari raccoglie questa sfida importante: questo è un progetto certamente ambizioso perché deve fare i conti con una resistenza culturale dei nostri territori dove il co-housing viene ancora oggi percepito come esperienza sperimentale”.

“Nel progetto è centrale la povertà relazionale che, soprattutto dopo la pandemia, è aumentata notevolmente e le città, con tutte le risorse a loro disposizione, sono fondamentali per contrastarla. Questo progetto, quindi, proprio per aderire nel migliore dei modi alle esigenze dei destinatari, parte da un’indagine conoscitiva attraverso la somministrazione di un questionario strutturato a soggetti anziani e ai loro familiari, alle istituzioni e alle associazioni del territorio, così da evitare un gap tra le intenzioni e le rappresentazioni. Più avanti avvieremo un monitoraggio utile ad apportare dei correttivi, se necessari, e la valutazione di impatto finale. In questo modo intendiamo incidere sulla qualità della vita degli anziani, operazione che inciderà inevitabilmente sulla qualità della loro salute, ma anche rigenerare culturalmente il territorio rispetto all’idea di coabitazione affinché penetri nella quotidianità delle nostre vite”.

Bari, "Condividiamo" primo progetto pubblico di co-housing

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