CAMBIA LINGUA

Metal detector e unità cinofile davanti alle scuole: scatta la stretta sulla sicurezza a La Spezia dopo l’omicidio di Abanoub

Metal detector e controlli nelle scuole dopo l’omicidio di Abanoub: il caso La Spezia

Sono scattati questa mattina i primi controlli con metal detector portatili e unità cinofile davanti all’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia, teatro due settimane fa dell’omicidio del diciottenne Youssef Abanoub, accoltellato mortalmente da un compagno di scuola. Prima del suono della campanella, Carabinieri e polizia si sono posizionati all’esterno dell’edificio scolastico per procedere alle verifiche sugli studenti in ingresso, utilizzando dispositivi elettromagnetici per la scansione degli zaini e cani addestrati a supporto delle operazioni. Un dispiegamento visibile e mirato, che segna l’avvio concreto di una nuova fase di prevenzione dopo un episodio che ha profondamente scosso la comunità scolastica e cittadina.

La decisione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

L’introduzione dei controlli è il risultato di una decisione assunta nei giorni scorsi durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata in prefettura. Il tavolo istituzionale, presieduto dal prefetto, ha dato il via libera all’utilizzo dei metal detector portatili davanti agli istituti scolastici, ritenendo necessario un rafforzamento delle misure di sicurezza per scongiurare l’introduzione di coltelli e di altre armi bianche. La scelta nasce da una valutazione condivisa del rischio e dalla volontà di fornire una risposta immediata e tangibile al clima di allarme generato dall’omicidio dello studente.

Un presidio visibile per prevenire nuovi episodi di violenza

Le operazioni di controllo si sono svolte nei minuti precedenti all’inizio delle lezioni, con le forze dell’ordine impegnate in un’attività di prevenzione che ha avuto anche una forte valenza simbolica. I metal detector mobili hanno consentito ispezioni rapide e mirate, mentre le unità cinofile hanno affiancato gli agenti durante le verifiche. L’obiettivo dichiarato è duplice: intercettare eventuali oggetti pericolosi e, allo stesso tempo, lanciare un messaggio chiaro sulla presenza dello Stato e sull’attenzione riservata alla sicurezza degli ambienti scolastici.

La circolare dei ministri Valditara e Piantedosi

La stretta sui controlli nelle scuole trova fondamento anche nella recente circolare firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il documento, diffuso due giorni fa, individua nell’uso sempre più frequente dei coltelli tra i giovani una criticità da contrastare con strumenti di prevenzione condivisi. La circolare sottolinea come episodi di violenza grave, il rinvenimento di armi nei pressi delle scuole e la presenza di fenomeni di spaccio dimostrino che anche l’ambiente scolastico risente delle dinamiche di disagio e marginalità presenti nel tessuto sociale.

Prevenzione e sicurezza come strategia integrata

Nel testo ministeriale viene ribadito che le attività di presidio del territorio e di vigilanza rappresentano una condizione necessaria, ma non sufficiente, per contrastare l’illegalità. Per essere davvero efficaci, tali misure devono essere accompagnate da un rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso procedure condivise per la gestione delle segnalazioni, l’attivazione tempestiva delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità giovanile. La sicurezza, in questa prospettiva, diventa parte integrante di un approccio più ampio che mira a tutelare i ragazzi senza trasformare la scuola in un luogo militarizzato.

Contesti educativi sicuri e ruolo delle istituzioni

L’obiettivo dichiarato dalla circolare è la creazione di contesti educativi sicuri e regolati, nei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Le misure di controllo vengono descritte come un supporto alle iniziative di prevenzione sociale ed educativa, fondate sulla certezza delle regole e sulla capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza quando emergono situazioni di rischio. Solo così, si legge nel documento, è possibile evitare che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino.

Controlli anche a sorpresa nel rispetto dell’autonomia scolastica

La circolare apre inoltre alla possibilità di controlli anche a sorpresa, su richiesta dei dirigenti scolastici e nel pieno rispetto dell’autonomia delle scuole. In raccordo con prefetture e questure, sarà possibile decidere verifiche all’ingresso degli istituti o nelle aree immediatamente adiacenti, soprattutto in relazione al fenomeno crescente dell’utilizzo di coltelli tra i giovani. Resta fermo che, in presenza di ipotesi di reato o di indagini giudiziarie, le modalità di intervento potranno essere ulteriormente rafforzate.

La Spezia come banco di prova delle nuove misure

L’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia rappresenta il primo banco di prova di questa strategia. A due settimane dall’uccisione di Abanoub Youssef, la presenza di Carabinieri, polizia, metal detector e unità cinofile davanti alla scuola segna un cambio di passo nella gestione della sicurezza scolastica. Una risposta che punta a prevenire nuovi episodi drammatici e a restituire fiducia a studenti, famiglie e personale scolastico, riaffermando il ruolo della scuola come luogo di formazione sicuro e inclusivo.

Segui La Milano sul nostro canale Whatsapp

Riproduzione riservata © Copyright La Milano

×