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Verona, Giorno della Memoria: sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d’Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

Giorno della Memoria. Sindaco Tommasi: "Non dobbiamo voltare lo sguardo alla memoria e perderla, ma condividerla e tramandarla a ragazzi e ragazze attraverso nuovi linguaggi e nuove occasioni".

Verona, Giorno della Memoria: sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d’Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

Proposte rispetto al passato molte iniziative che coinvolgono le giovani generazioni con attività dedicate.

Per la prima volta è stata deposta dal sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d’Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

Coinvolte tutte le Istituzioni e Associazioni che compongono il Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Democratiche, con eventi e mostre fino a febbraio.

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Un mazzo di fiori e un piccolo ramoscello d’ulivo deposti al ‘Vagone della Memoria’, simbolo di quella deportazione che dal 1943 al 1945 decretò la morte nei campi di concentramento di milioni di civili. La sentita partecipazione dei cittadini veronesi, tanti, giunti questa mattina presto in piazza Bra per prendere parte alle celebrazioni e mantenere viva la memoria.

Verona, Giorno della Memoria: sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d'Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

In piazza anche molti giovani, in particolare ragazzi e ragazze delle scuole superiori, ai quali il Comune di Verona ha dedicato per la prima volta gran parte dell’ampio programma di appuntamenti – mostre, incontri, testimonianze, visite guidate, presentazioni – promosso in collaborazione con le Associazioni coinvolte. Una serie diversificata di workshop e di visite finalizzati ad accrescere il coinvolgimento, la partecipazione e il pensiero critico dei giovani sui drammatici fatti storici che hanno determinato una delle pagine più buie dell’umanità nel corso del ‘900. Fatti che hanno toccato anche la nostra città intera, ai quali è indispensabile tramandare memoria alle future generazioni.

Verona celebra oggi, venerdì 26 gennaio, il Giorno della Memoria, ricordando la Shoah e tutte le sue vittime. Quest’anno infatti il 27 gennaio, in cui ricorre e si ricorda in tutto il mondo la data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945, cade di sabato, giorno in cui le Comunità ebraiche osservano lo Shabbat. Per questo Verona, in linea con quanto stabilito con la Comunità ebraica in tutta Italia, ha anticipato le celebrazioni.

La commemorazione è iniziata in piazza Bra con la deposizione di una corona al monumento ai Deportati a cui hanno partecipato il sindaco Damiano Tommasi, il Prefetto Demetrio Martino, il Capo di Stato Maggiore del COMFOTER di Supporto Generale di Brigata Antonello De Sio e l’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo. Tante le autorità istituzionali, civili e militari presenti, insieme ai rappresentanti di scuole e di università cittadine.

Verona, Giorno della Memoria: sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d'Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

Le autorità si sono spostate poi in Gran Guardia, accompagnate dai labari delle Associazioni combattentistiche e d’arma e il gonfalone della Città, per gli interventi ufficiali del sindaco Tommasi, del Prefetto Martino, della Presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Verona Camilla Bardini, della Presidente del Consiglio degli Studenti di Verona Francesca Flori e dell’Oratore Ufficiale Dario Venegoni, presidente nazionale ANED. Presente anche l’assessore Buffolo.

Una comunità si regge e si costruisce sulla sua storia ha dichiarato il sindaco Damiano Tommasi –. Ringrazio tutti e tutte per essere oggi insieme in una giornata fissata dal calendario ma che, come Amministrazione, abbiamo voluto raccontare con diversi linguaggi affinché abbia la sua funzione e possa avere una maggiore presa sui giovani. Oggi indosso la fascia tricolore della città, Medaglia d’oro al valor militare anche per i fatti accaduti durante l’ultimo conflitto mondiale. Purtroppo però la parola ‘ultimo’ sembra non essere più utilizzabile, visto quello che sta accadendo. Per questo vale la pena investire sulla parola ‘Memoria’, che è viva, e deve essere parte di una comunità. In alcuni casi viviamo ancora oggi purtroppo con le stesse dinamiche, con la presenza di conflitti, e non voltarsi dall’altra parte diventa fondamentale.

Una comunità si costruisce infatti con due aspetti fondamentali. Uno è lo sguardo, perché non bisogna ignorare quanto accade, anche lontano da noi. Oggi ricordiamo i tanti uomini e le tante donne che non si sono girati dall’altra parte, e che ci permettono di raccontarci in un Paese democratico e di persone libere di esprimersi ed esprimere le proprie idee.

Poi c’è la Memoria, che costruisce una comunità. Perderla è purtroppo una terribile malattia che colpisce tante persone, sane nel corpo, ma prive del ricordo. Immaginare quello che accade ad una comunità che la possa perdere ci dice invece quanto sia importante farsi raccontare e continuare a ricordare le dinamiche e i fatti che hanno portato all’ultima guerra del secolo scorso.
Quello che raccontano i testimoni, ciò che hanno vissuto, ci aiuta a superare quei momenti. E’ importante narrarli, riviverli, ricordare l’orrore, ma anche sapere che siamo qui perché ha vinto la parte migliore di quella parentesi di storia.

Dobbiamo tenere alta l’attenzione e vivo lo sguardo delle nostre comunità. La memoria degli eroi e delle eroine, di quello che hanno subìto nonostante tutto, dimostra come la comunità abbia gli antidoti, la forza e l’energia per essere sempre più forti dell’odio e della violenza.
Tutte le persone di una comunità contribuiscono a costruire quella comunità.

Quest’anno sarà importante per Verona, a maggio avremo l’evento ‘Arena di pace’, e dobbiamo tutti avere una piccola responsabilità, che si fa nella quotidianità. C’è infatti un’altra violenza, un’altra dinamica terribile, che non è sotto i nostri occhi ma talvolta accade dentro le nostre case. Tutti piccoli e grandi segnali ai quali non bisogna distogliere l’attenzione.
Serve uno sguardo clinico rispetto alle dinamiche relazionali attorno a noi.

L’antidoto migliore sono il dialogo e la conoscenza, con una visione e una prospettiva che sia quella di raggiungere il ‘cessate il fuoco’ e la pace. Questo la nostra città lo vivrà insieme al Santo Padre, un grande momento e un grande monito per essere davvero un luogo di dialogo e di incontro che è connaturata in Verona per la sua posizione geografica e la sua storia.
Oggi mi auguro che possa essere per tutti noi non solo il ricordo di un dramma ma, una pagina di storia da girare senza però dimenticarla o strapparla.

Penso soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, avendo dei figli della vostra età. Dobbiamo essere capaci di trovare nuovi linguaggi e nuove occasioni per fornire gli antidoti che sono davvero la nostra forza e il nostro orgoglio necessari e obbligatori per non perdere la memoria. Questo si può fare grazie a tutte le istituzioni e le associazioni presenti oggi e che quotidianamente sono attivi sul territorio”.

Insigniti, con la consegna da parte del Prefetto Martino e del sindaco Tommasi della medaglia d’onore concessa dal Capo dello Stato, anche i veronesi Bernardo Sterzi, unico ancora vivente, Alessandro Bazzica, Luigi Beccalossi, Ermenegildo Bertolaso, Ferdinando De Guidi. Giovanni Fasoli, Giuseppe Favaro, Narciso Giberti, Mario Smacchia, Pietro Tumicelli e Carlo Vignola. A ritirare le medaglie i familiari.

Al termine delle celebrazioni in Gran Guardia, il sindaco Tommasi e il Prefetto Martino si sono recati in via Duomo e in vicolo Stella per deporre una rosa rossa sulle ‘Pietre d’Inciampo’ posizionate dal Comune di Verona, le piastre di ottone che riportano il nome delle vittime naziste per religione, etnia e idee. Oltre al nome, è riportato anche l’anno e il giorno della deportazione e, se conosciuta, la data della morte.

Le due pietre d’Inciampo sono dedicate a Gilda Forti, in via Duomo, e Tullio Basevi, in vicolo Stella.

E’ poi seguito un momento di raccoglimento davanti alla Sinagoga. Presenti il sindaco Damiano Tommasi e l’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo.

Le Pietre d’Inciampo ricordano e testimoniano la vita che c’è stata in questa cittàha dichiarato il Prefetto Demetrio Martino –. C’è un collegamento tra quello che è il dato storico e quello che è l’esperienza di persone che, purtroppo, oggi non ci sono più. È anche un modo per ricordare a tutta la cittadinanza che questi simboli devono essere custoditi affinchè non siano mai vilipesi, ma sempre ricordati per orientare anche i nostri comportamenti quotidiani verso quell’impegno che è stato assunto da coloro che sono venuti prima di noi, che dobbiamo mantenere e trasferire alle future generazioni”.

“È un momento molto importante perché viviamo in una città ricca di spazi della memoria legati alla deportazione e alla storia della Verona del 900 – ha ricordato l’assessore Jacopo Buffolo –. Andare a posare dei fiori alle Pietre d’Inciampo in memoria di Tullio Basevi e Giulia Forti è una valorizzazione dei luoghi da cui sono stati portati via per la deportazione verso i lager nazisti.
Il lavoro costruito quest’anno è la prima tappa di un percorso di valorizzazione della nostra città e dei tanti luoghi di detenzione della Repubblica Sociale. Dalle nostre stazioni passavano i treni diretti ai campi di sterminio della Germania e dell’Europa Centrale. Valorizzare la nostra storia ci deve aiutare a ragionare su chi, a quel tempo, è stato connivente con questo sistema di detenzione, di deportazione e di sterminio, e chi invece, dall’altro lato, si è battuto per costruire una città più giusta, più libera, democratica e repubblicana come quella che abbiamo la fortuna di vivere oggi.

Per la prima volta sono stati proposti workshop, per rendere più partecipi gli studenti e le studentesse presenti alla cerimonia ufficiale. Un’occasione pensata per dare loro momenti di riflessione, di ragionamento, di stimolo, perché in questo giorno siano protagonisti attivi.
Sono stati realizzati nove appuntamenti, un gruppo di studenti è andato all’ex Campo di smistamento di Montorio, altri in piazza Bra hanno visitato la mostra, il vagone e partecipato ai laboratori. Inoltre abbiamo anche allestito la mostra sulla storia del ghetto di Verona in Biblioteca Civica”.

Il programma del Giorno della Memoria ha coinvolto in maniera corale, con una nuova modalità di lavoro avviata per la prima volta lo scorso anno dall’Amministrazione, istituti scolastici, Università di Verona, Archivio di Stato e tutte le istituzioni e associazioni che fanno parte del Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni, tra cui i Figli della Shoah, la Comunità ebraica, l’ANED e l’ANPI di Verona e l’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Alle 14.30 l’assessore Buffolo ha partecipato alla cerimonia di deposizione di una corona di alloro al Cimitero Ebraico di via Badile. A seguire, alle 15.15, al Sacrario del Cimitero Monumentale.

Tutti gli appuntamenti, che proseguiranno fino a febbraio, sul sito del Comune di Verona.

Verona, Giorno della Memoria: sindaco Damiano Tommasi e dal Prefetto Demetrio Martino una rosa rossa sulle Pietre d'Inciampo in via Duomo e vicolo Stella.

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