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Strage di Cutro: “Basta morti in mare”. Ad un anno di distanza anche il sindaco Tommasi scende in campo per non dimenticare

Tre giorni di musica, sport e incontri si sono aperti questa mattina alle 10.30

Strage di Cutro: “Basta morti in mare”. Ad un anno di distanza anche il sindaco Tommasi scende in campo per non dimenticare.

Basta morti in mare“. È questo il forte monito lanciato ad un anno dalla tragedia di Cutro dalla tre giorni di eventi organizzata, da oggi a lunedì, dalla ‘Rete 26 febbraio’, realtà che raggruppa oltre 400 enti e associazioni del terzo settore. Protagonisti dell’evento saranno i superstiti ed i familiari delle vittime del tragico naufragio avvenuto a Steccato di Cutro, nel quale persero la vita 94 migranti, 35 dei quali erano minori, a cui si aggiungono almeno una decina dispersi.

Tre giorni di musica, sport e incontri che si sono aperti questa mattina alle 10.30 con una partita di calcio allo stadio Ezio Scida di Crotone, a cura di ResQ, associazione nata per soccorrere persone e salvare diritti. In campo i familiari delle vittime, superstiti, migranti, giovani, operatori delle associazioni e anche il sindaco Damiano Tommasi.

 Ritrovarsi ad un anno di distanza dalla strage di Cutro su un campo di calcio è molto significativo – ha commentato il sindaco Damiano Tommasi ai microfoni di Rai Radio 2 Caterpillar che lo ha intervistato per l’occasione -. Spesso lo sport e un pallone sono un primo gesto di accoglienza, un dialogo universale, ma soprattutto ricordare quello che è stato, e che ha colpito emotivamente parecchie persone, ed è doveroso per noi che eravamo lontani. Deve essere di stimolo, per attivarsi quotidianamente nell’essere inclusivi anche attraverso lo sport. Oggi lo facciamo con una partita di calcio, che è un canale di comunicazione universale, a cui si aggiungeranno altre iniziative e tante persone sensibilizzate a questo tema ed essere parte attiva di questa tre giorni. Avendo avuto un’esperienza calcistica nella mia vita, sono spesso coinvolto in questi eventi, un modo alternativo per ricordare quello che non dobbiamo mai dimenticare. Un momento importante, dove non conta il risultato, ma ritrovarsi, presidiare e vivere anche fisicamente luoghi che sono purtroppo diventati un simbolo a causa di fatti tragici“.

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