FOLCO ORSELLI RACCONTA MILANO ATTRAVERSO LA MUSICA

È stata una quarantena passata tra le Parole, quella di Folco Orselli. Accompagnata da una generale tristezza per non poter fare ciò per cui è chiamato cantautore: celebrare le sua musica davanti alle persone. Un po’ come se fosse una funzione religiosa (al contrario consentita): il palco, l’altare, e un prete che cura le anime dei più bisognosi attraverso la religione della Musica.
È proprio riflettendo sulla difficile condizione che lui e i suoi colleghi artisti si trovano ad affrontare in questo periodo senza certezze che, insieme alla collaborazione di Flavio Pirini e Federico Sirianni, è uscito il nuovo pezzo “Il diavolo nella bottiglia”: precedentemente registrato per il suo album e poi ripreso, sfruttando il lockdown, attraverso una rimpatriata virtuale della banda.

«Ho deciso di regalare questa canzone alla rete dedicandola a tutti i colleghi musicisti, ma anche attori e artisti di ogni genere, per sensibilizzare il governo e gli enti preposti allo spettacolo, verso la nostra categoria, sottolineando come, quando in passato c’è stato bisogno di noi, ci siamo sempre stati, e ora che siamo tra i più colpiti a livello lavorativo, gradiremmo un po’ più di attenzione e chiarezza sul nostro futuro. – commenta Folco Orselli – Io, Federico Sirianni e Flavio Pirini, vogliamo augurare a tutti una buona estate, per quel che è possibile, con la speranza di rivederci presto a condividere le gioie che solo l’arte, e in particolare modo l’arte dal vivo, sanno trasmettere.»

 

Un auspicio quindi, a tornare sul palco, sperando di poterlo fare seriamente, per colmare un bisogno comune: l’emozione che solo la musica è in grado di dare, attraverso chi la fa e chi l’ascolta.

 

Folco non sta comunque perdendo tempo in questo periodo così strano: sta infatti scrivendo un libro e realizzando un progetto artistico che intende raccontare attraverso la musica (unico modo per evitare pregiudizi), le periferie di Milano, la città che tanto ama raccontare.
Il racconto però questa volta, vuole andare nella città che spesso non viene considerata e che invece può illuminarsi e allo stesso tempo raccontarsi, meglio di qualunque altra.
Il progetto “Blues in Mi” prevede cinque grandi eventi  che saranno ripresi in cinque corti e che “esploreranno le periferie milanesi attraverso la musica.”

È proprio con il “sentimento del Blues” che Folco Orselli si è formato in quanto artista, ed è proprio attraverso di esso che vuole raccontare: “Sarà un percorso filmato di eventi, performance e concerti, ‘illumineremo’ tutte le circoscrizioni della periferia milanese. Coinvolgeremo le differenti culture che abitano Milano attraverso il blues, che non è solo un genere musicale nato come affrancamento dalla schiavitù ma una sorta di esperanto dell’anima, un filo che unisce, dai ghiacci della Norvegia alle sabbie dei deserti africani; un linguaggio nato con l’urgenza di manifestare attraverso musica e parole l’interiorità delle persone, il loro desiderio di libertà.

Il primo episodio si intitolerà “Blues Contest: Hip Hop, Rap, Trap“: sarà realizzato con tre ragazzi della periferia ovest di Milano, quella del Giambellino, Bonola, QT8 e Baggio, insieme al rapper Ernia.

Un’esplorazione anche, di generi musicali spesso amati da molti ma anche odiati da altrettanti, i quali però derivano tutti dalla stessa esigenza comune: esprimersi attraverso la parola


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