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Festa della Toscana: solidarietà e dialogo, nel segno di don Milani.

'I CARE, la Toscana dei valori umani e della lotta alle disuguaglianze', questo il tema dell'edizione 2023.

Festa della Toscana: solidarietà e dialogo, nel segno di don Milani.

“Abbiamo voluto celebrare la Festa della Toscana 2023 nel segno di un grande toscano, don Lorenzo Milani, nel centenario della nascita. Solidarietà e dialogo si tengono insieme. In quel motto, ‘I care’, che abbiamo voluto all’ingresso della nostra Aula consiliare c’è tutto e lo dedichiamo a tutti coloro i quali si prendono cura degli altri”. Il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, presenta la ventiquattresima edizione della Festa della Toscana, “I CARE, la Toscana dei valori umani e della lotta alle disuguaglianze”.

Le iniziative promosse dal Consiglio regionale sono state presentate questa mattina, venerdì 24 novembre, a palazzo del Pegaso. Hanno preso parte all’iniziativa il presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mazzeo, il consigliere segretario questore dell’Ufficio di presidenza Francesco Gazzetti, “in rappresentanza degli altri membri dell’Ufficio di presidenza che oggi non possono essere presenti”.

“La nostra regione – aggiunge Mazzeo –, dal 1786, è sempre stata avanguardia sul tema dei diritti e della libertà. In questa legislatura abbiamo deciso di fare un passo in più: unire al ricordo della scelta rivoluzionaria operata da Pietro Leopoldo, l’attenzione su aspetti del nostro presente e del nostro futuro. Don Milani – spiega il presidente dell’Assemblea legislativa –, per me, è sempre stato un punto di riferimento, dove lui fu non solo un sacerdote, ma per tante ragazze e tanti ragazzi un maestro, un esempio di vita, sempre attento agli altri”. La sua idea “era creare una scuola inclusiva a tempo pieno per tutti, anche coloro che, per mancanza di mezzi, non avrebbero mai raggiunto un livello d’istruzione dignitoso. ‘Sortirne tutti insieme è l’unica strada, perché quella è la politica’, diceva don Milani”.

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Il presidente ha quindi illustrato le iniziative che caratterizzeranno questa edizione della Festa della Toscana. “Momento centrale sarà la seduta solenne”, che si terrà giovedì 30 novembre alle 10, al Teatro della Compagnia di Firenze, “insieme ai sindaci della nostra regione, ai tanti labari dei nostri Comuni, a ragazzi e ragazze, studenti e studentesse, avremo un momento di altissimo livello istituzionale, una giornata di dialogo che vedrà gli interventi della presidente emerita della Corte costituzionale, Silvana Sciarra, dell’onorevole Rosy Bindi, presidente del Comitato delle celebrazioni per il centenario di don Milani. Non è ancora accaduto, dall’inizio di questa terribile guerra che sconvolge i territori della Palestina e di Israele, che riuscissimo a mettere insieme, l’Arcivescovo di Firenze, sua eminenza il cardinale Giuseppe Betori, il rabbino capo della comunità ebraica di Firenze, Gad Piperno, e l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, in rappresentanza della comunità islamica fiorentina e Toscana. Abbiamo chiesto loro un saluto. Penso che la Toscana è sempre stata una terra molto più avanti delle altre sul dialogo interreligioso e che in questo momento ci sia bisogno del dialogo interreligioso”.

Il 1° dicembre invece presenteremo in Consiglio regionale il libro di Francesco Niccolini “La scuola più bella che c’è. Don Milani, Barbiana e i suoi ragazzi”, con Luigi d’Elia e Sandra Gesualdi, figlia di Michele Gesualdi, allievo di don Milani a Barbiana. Accanto a questo, ma la data è ancora da definire, presenteremo poi anche il libro di Mario Lancisi, “Don Milani, vita di un profeta disobbediente”.

Il 12 e 13 dicembre, al teatro Aurora di Scandicci, andrà infine in scena il racconto teatrale “Cammelli a Barbiana”, il 12 sera aperto al pubblico e gratuito, mentre il 13 mattina sarà riservato alle scuole. “Anche in questo caso, l’attenzione alle ragazze e i ragazzi più giovani, alle scuole come luogo di formazione e di dialogo”, spiega il presidente. “Abbiamo fatto un bando anche quest’anno, le domande di partecipazione dei Comuni della Toscana sono più di centocinquanta e questo ci dice la vitalità dei nostri Comuni e delle nostre associazioni. Ovunque c’è voglia di confrontarsi su questi temi. Illumineremo di nuovo di rosso e di bianco, i colori della nostra Regione, i principali monumenti, una cartolina della bellezza della Toscana”.

L’Ufficio di presidenza ha inoltre “deciso di fare una scelta – dice Mazzeo –: non svolgere un concerto per i ragazzi, ma di utilizzare quelle risorse per sostenere l’iniziativa di raccolta fondi ‘Toscana & Friends ripartiamo‘, promossa da Stefano Massini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia che si terrà il 3 gennaio 2024 al Tuscany Hall, alla presenza di tanti tra i principali nomi del panorama musicale e artistico del nostro Paese: pagheremo i costi dell’iniziativa, così tutto il ricavato andrà alle popolazioni che proprio all’inizio del mese di novembre sono state devastate dal maltempo e dalle alluvioni. E realizzeremo, sempre come Consiglio regionale, una campagna di sensibilizzazione volta a non dimenticare e a proseguire negli aiuti e nella raccolta di fondi destinati alle popolazioni colpite dall’alluvione”.

La Festa della Toscana ricorda anche Sergio Staino, “che ci ha lasciato poche settimane fa Sergio ci regalò una vignetta bellissima, un regalo alla Toscana: lì c’è tutto il simbolo della nostra Festa”.

Il consigliere Francesco Gazzetti rivolge un ringraziamento al “presidente Mazzeo, perché la proposta di dedicare questa edizione alla figura di don Milani, avanzata all’Ufficio di presidenza e da tutti condivisa, ha permesso di mettere insieme le varie sensibilità” e sottolinea il rilievo della seduta solenne del 30 novembre: “Sarà un passeggio davvero molto significativo. Grazie anche alla riflessione del collega Diego Petrucci (consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, ndr), siamo arrivati alla proposta di questo incontro che sarà il momento istituzionalmente più rilevante, con presenze che danno il senso della volontà di costruire opportunità di dialogo, reciproca conoscenza e di pace. Possiamo dire che c’è bisogno di ancora più Toscana. La nostra regione, grazie ai lasciti di donne e uomini che ci hanno preceduto rappresenta un valore di pace e di fratellanza per l’umanità intera”.

Festa della Toscana: solidarietà e dialogo, nel segno di don Milani.

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