Cremona, 5° Rating dei menu scolastici di Foodinsider: primo posto per la qualità

Cremona, 12 novembre 2020 – Per la terza volta in questi cinque anni Cremona, con il suo doppio menu e ricette sane e sfiziose, si posiziona al primo posto del quinto Rating dei menù scolastici e dell’indagine sulla mensa post lockdown condotti dall’Osservatorio delle mense scolastiche Foodinsider e presentato in collaborazione con Slow Food. Dopo la nostra città si posizionano Fano, Jesi, Trento, Rimini Bergamo e Mantova.
L’Osservatorio quest’anno ha analizzato la situazione delle mense scolastiche in Italia pre e post-lockdown. L’indagine ha preso in considerazione l’andamento della ristorazione scolastica fino a febbraio e la ripartenza nel mese di settembre. L’analisi ha evidenziato che la ristorazione scolastica post lockdown si trova ad affrontare sfide importanti a livello nazionale: si pensi solo che il 12% dei minori in condizione di povertà assoluta consuma un pasto bilanciato solo a scuola (ISTAT 2019), dato purtroppo destinato ad aumentare. Fortunatamente poche realtà hanno dovuto rinunciare ad un servizio che si conferma fondamentale sotto diversi aspetti.
“La notizia del posizionamento di Cremona è motivo di grande soddisfazione e mi offre l’occasione per confermare l’impegno del Settore Politiche Educative a proseguire il percorso intrapreso rispetto alle grandi e complesse tematiche legate al cibo e all’alimentazione”, dichiara l’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri, che aggiunge: “Questo impegno si concretizza quotidianamente attraverso la proposta di menù preparati con grande passione da professionisti e la volontà di coinvolgere sempre di più, in prospettiva, insegnanti, cuochi, genitori e bambini in percorsi di approfondimento e riflessione sulle tematiche legate alla valorizzazione e all’impatto che le scelte alimentari hanno nella vita di tutti”. È importante infatti tenere ben presente – conclude l’Assessore – che il cibo può essere un formidabile strumento per supportare il benessere psicofisico, la salute nel suo complesso anche e soprattutto in questo particolare momento, ma può essere anche un valido strumento per sostenere l’ambiente, optando per scelte sempre più consapevoli e responsabili.”
Durante l’estate si è spesso sentito parlare di monoporzioni termosigillate come unica modalità per garantire il rispetto delle norme anti-Covid, ipotesi scongiurata anche grazie a campagne di informazione promosse dalla società civile e dall’ANCI. Il report dell’ ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control – Agenzia europea per il controllo delle malattie) su Covid e scuola, i documenti dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’Istituto Superiore di Sanità sempre sul tema Covid-19 e sicurezza alimentare hanno evidenziato i rischi di questa opzione: aumento dei rifiuti, perdita di fragranza e impoverimento del potere nutrizionale dei cibi. Per garantire la sicurezza nelle mense sono necessari più igiene, aerazione e distanziamento: dove possibile, è stato introdotto il doppio turno, oppure si è scelto di consumare il pasto in classe. Queste decisioni hanno ricadute sul menu che spesso viene semplificato, riducendo brodi e minestre a favore di pietanze da consumare più velocemente.
“Nonostante i limiti imposti dalle norme anti Covid abbiamo fatto ogni sforzo, grazie alla collaborazione del gestore e dei nostri cuochi, per evitare questi rischi e mantenere inalterata la varietà e la qualità dei menu proposti. Un impegno frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto anche le scuole e gli insegnanti referenti della ristorazione. Un impegno che è stato ancora una volta riconosciuto e che rappresenta un importante stimolo per apportare ulteriori migliorie”, è il commento di Silvia Bardelli, responsabile del Servizio Politiche Educative del Comune.
D’altra parte, come afferma Foodinsider, “In epoca di pandemia le cucine e i cuochi stanno alla qualità come gli ospedali e i bravi medici stanno alla salute: più sono diffuse le cucine sul territorio e i cuochi sono formati e più è facile ‘curare’ l’alimentazione che, in attesa di vaccini, è la migliore arma che abbiamo, insieme a mascherine e distanziamento, per proteggere la salute”.


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