Bari, QM San Paolo: domenica l’apertura del museo a cielo aperto con 10 artisti e 10 murales

Nell’ambito di QM San Paolo – Quartiere Museale San Paolo, domenica 24 ottobre, a partire dalle ore 10, in via Saverio Altamura, si terrà la festa conclusiva del progetto artistico realizzato dalla fondazione Mecenate 90 che ha coinvolto artisti del panorama locale, nazionale e internazionale nell’esecuzione di dieci opere murali sulle facciate di edifici di proprietà di Arca Puglia Centrale, con l’obiettivo di trasformare il quartiere San Paolo in un museo a cielo aperto.

Il progetto di museoformazione urbana del San Paolo, basato sugli esiti dello studio condotto dai ricercatori di Mecenate 90 coordinati dalla professoressa Mariella Pacifico, è sostenuto dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia con l’intento di avviare un percorso di rigenerazione attraverso l’arte urbana intesa come strumento di bellezza in grado di migliorare il contesto fisico e sociale stimolando un maggior senso di appartenenza della comunità.

“Con questo intervento abbiamo voluto accendere un faro di bellezza e di arte su un quartiere della città da sempre considerato periferia – sottolinea il sindaco Antonio Decaro – coinvolgendo i residenti e le associazioni, le scuole e le realtà attive sul territorio con l’obiettivo di far crescere lo spirito di comunità e favorire l’espressione delle potenzialità esistenti. Le opere d’arte realizzate sulle facciate dei palazzi hanno già cambiato il volto di quella strada, che oggi è una sorta di museo a cielo aperto che ci parla del vissuto e delle aspettative delle persone che vivono al San Paolo. La festa di domenica sarà l’occasione per tornare a incontrarsi, per parlare del futuro e per immaginare insieme i prossimi passi di questo percorso”.

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“Nel concepire la collezione del QM San Paolo abbiamo voluto portare al San Paolo molti dei mestieri che l’arte ha intrapreso nel corso della storia, contestualizzandoli e confrontandoli con i cittadini residenti – dichiara il segretario generale di Mecenate 90 Ledo Prato -. Ed è grazie a questo processo partecipativo di co-creazione che gli artisti sono riusciti a interpretare sogni, bisogni, ricordi, emozioni, storie, denunce, delusioni ma anche il desiderio di bellezza, di colore, di una diversa reputazione del quartiere”.

“L’arte che celebra di C215, l’arte che afferma di Manu Invisible, l’arte che testimonia di Chekos, l’arte che simbolizza di Davide DPA, l’arte che astrae di Awer, l’arte che rappresenta di Rizek, l’arte che rallegra e seduce di David Pompili, l’arte che rassicura di Reka, l’arte che disturba di Hogre e l’arte che sfida la percezione di Skolp, che smonta l’architettura-ripetizione di cui è fatto il periurbano. Il nostro lavoro come curatori – commentano Stefano Antonelli e Gianluca Marziani – ha un solo scopo, accendere la macchina rigeneratrice umana, prima che urbana, del divenire museo di questo quartiere trascurato dalla storia, un divenire che lo trasformi in luogo d’ispirazione per le generazioni”.

Grazie a un ampio coinvolgimento delle principali realtà associative ed educative del quartiere, tra cui I.C. Don Milani, I.C. Grimaldi Lombardi, I.I.S.S. Majorana, La Paranza, scuola di ciclismo Franco Ballerini, Aps Cellule Creative, Un Clown per amico, fondazione Giovanni Paolo II onlus, Retake Bari, Generazione San Paolo, Rete Civica Urbana San Paolo – Stanic – Villaggio del Lavoratore, delegazione FAI Bari e I bambini di Truffaut, la giornata di domenica sarà scandita da una serie di attività gratuite e aperte a tutti.

La festa è organizzata in due sessioni: l’evento della mattina, alla presenza del presidente del Municipio III Nicola Schingaro e dell’assessora alle Culture Ines Pierucci, si rivolge prevalentemente al pubblico di famiglie, docenti e genitori delle scuole, ragazzi e bambini e prevede una biciclettata tra le opere d’arte a cura della scuola di ciclismo Franco Ballerini, con l’introduzione alle opere affidata agli esperti di Mecenate 90.

A seguire sono previste l’inaugurazione della mostra dei disegni realizzati dai bambini della scuola Don Milani, presentata da Claudio Gnessi che ha coordinato le attività laboratoriali nella scuola, e l’esibizione degli studenti della scuola media Lombardi impegnati in una performance rap.

Nel corso della mattinata, inoltre, sull’area verde di pertinenza degli edifici ARCA interessati dal progetto, i volontari di Retake Bari e Generazione San Paolo saranno impegnati in un’azione di attivismo civico, ripulendo l’area e il muro dell’edificio che ospita uno dei murales, mentre i giocolieri di Un Clown per amico proporranno una performance circense per strada.

Intorno alle 12.30 si terrà il concerto della street band La Bandita con un piccolo rinfresco finale.

A partire dalle ore 16.30, invece, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Bray, dell’amministratore unico di Arca Puglia centrale Piero de Nicolo, della consigliera delegata del sindaco alla promozione del patrimonio culturale della città Micaela Paparella e del segretario generale di Mecenate 90 Ledo Prato, i curatori di Mecenate 90, in collaborazione con il FAI Bari, illustreranno le opere degli artisti che coinvolti nel progetto, mentre il noto artista francese C215 lavorerà sulla sua opera in modalità live painting.

Il programma prevede inoltre la riflessione murale collettiva “Before I die” sulle aspirazioni dei residenti del San Paolo, secondo il format del progetto globale di arte pubblica che invita le persone a riflettere sulle proprie vite, sulla propria mortalità e a condividere i propri desideri, che diventano così l’espressione più nuda delle loro speranze.

La giornata, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare la cittadinanza e i residenti del San Paolo sul valore di un’iniziativa che propone un dialogo tra arte pubblica e città, operando una riflessione site specific sui luoghi del quartiere, si chiuderà con un piccolo rinfresco a cura dell’istituto alberghiero Majorana.

La festa di quartiere del 24 ottobre celebra non solo la conclusione degli interventi artistici ma anche l’inizio di un percorso che nei prossimi mesi vedrà la creazione di un’associazione impegnata a valorizzare questo nuovo patrimonio artistico a cielo aperto perché diventi un attrattore turistico-culturale per il quartiere San Paolo.

Gli artisti e le opere

DAVIDE PDA

2021, acrilici su intonaco, 8x15mt

Il ritratto di una ragazza in tuta con l’orecchino: un gioco alla Vermeer per codificare il valore morale di un ritratto archetipico, catapultato nel cuore urbano del presente generazionale. Lei sembra l’emanazione universale di una tipicità allargata e inclusiva, la giusta interprete del sentimento antagonista che rende i ragazzi una risorsa necessaria e sobillante. L’artista ha colto la forza umana, la dignità ancestrale, il valore emotivo di chi propone nuove risposte per un altro presente, pensato a misura di ribellione civile e voce indipendente. Se vogliamo città più democratiche, dobbiamo ripartire idealmente da questa donna, lasciando che sia Lei a guidare la rivoluzione delle idee e l’ingaggio comunitario delle azioni vive.

CHEKOS, MARIA

2021, acrilici e spray su intonaco, 8x15mt

Complesse trame compositive per aprire varchi di empatia sul territorio abitato. Un volto femminile osserva e vigila come fosse una giovane madre comunitaria, sorta di coscienza laica che porta nel presente l’immaginario secolare di un matriarcato necessario e risolutivo. Chekos omaggia la seduzione dello sguardo circolare, la linea ottica che l’opera crea nel quartiere, irradiando gli aspetti emotivi che rendono l’arte urbana una nuova cultura del popolo reale. Il volto diviene una mappa eterogenea che amalgama ogni differenza, emanando un messaggio chiaro e inclusivo: dove esistono diversità nasce la possibilità di un futuro meticcio e coraggioso, seminale e irradiante. Un futuro dove le madri indicano l’orizzonte ai figli della comunità.

AWER, DISSE LA GOCCIA ALLA ROCCIA

2021, acrilici e spray su intonaco, 8x15mt

L’immaginazione biologica incontra il linguaggio delle città mutanti, aderendo al principio molecolare di un trasformarsi tracciante delle persone che abitano quei luoghi. Awer ha costruito un corpus metabolico che osserva l’invisibile dietro il degrado, imponendo un focus gigante su una geografia inaspettata, spasmodica e molle come le emozioni che diventano liquide e inclusive, aggreganti e sensoriali. Un impianto iconografico che spiazza la tipica natura dell’arte urbana, spostando l’attenzione su un’endoscopia dell’invisibile, di una forma non sospetta ma imprevista, scivolosa come la ciclicità del paesaggio stagionale, sorta di uragano organico che produce energia, luce, rinnovamento, ipotesi di nuova civiltà.

RIZEK, AL DI LÀ DELLE APPARENZE

2021, acrilici e spray su intonaco, 8x15mt

L’angelo attorno a noi, le ali inaspettate che si stagliano sulla nuvola di cemento della facciata. Un giovane ragazzo alato osserva e vigila sul luogo, ad un passo dal cielo ma con la prosa del rito stradale, rimanendo parte sensibile di una comunità che non ha bisogno di giudizi morali ma di evidenze quotidiane. La periferia di Rizek non chiede processi e colpevoli, preferendo orizzonti futuri e promesse di luce; le stesse visuali che l’angelo amico imprime al suo rito di appartenenza comunitaria, al suo momento di attesa prima di una nuova tag identitaria. Rizek ha immaginato una sentinella silenziosa che tagga il cielo sopra il muro, un angelo che non si nasconde ma che ha voglia di farsi sentire, usando i giusti toni e le giuste parole da condividere.

SKOLP, PROVVISORIAMENTE SENZA TITOLO

2021, acrilici e spray su intonaco, 8x15mt

La dimensione verticale dei volumi geometrici si innesta sul riquadro grigio del palazzo. Skolp inventa un testo polmonare che ricrea la metafora di una respirazione sociale del luogo, un principio di rinata ossigenazione per spostare lo sguardo verso l’allargamento etico del contesto civico. I volumi solidi diventano energia necessaria con cui atomizzare lo spazio pubblico, affinché il corpus urbano sposti l’occhio verso la necessità di un rigore colorato, una miscela di nuova civiltà (rigore) e bellezza da conquistare (colore). Skolp metabolizza il minimalismo storico, lungo geometrie di natura digitale connesse ai playground generazionali. È un mondo che riparte dalla sua sintesi, per riscrivere limpidamente le storie attorno a noi.

MANU INVISIBLE, METAMORFOSI

2021, acrilici e spray su intonaco, 9x16mt

Scegliere una parola ad alta caratura metaforica, isolarla nello spazio, lavorarla come una scultura da plasmare in un contesto. Manu Invisible agisce sul modello letterale che (ri)scrive il contenuto del mondo, definendo l’immaginario di un testo eminente e prominente, una parola a rilascio prolungato che produce l’immagine debordante di sé, un’identità plastica in un mondo che spesso disperde il contenuto etico dentro il testo. “Metamorfosi” è la parola scelta per il San Paolo: una promessa che è rinnovamento comunitario, una nuova aggregazione senza dispersione, fissata sotto il cielo come l’inizio quotidiano di un nuovo viaggio, dove la forma del testo conduce nel tempo al contenuto del contesto.

DAVID POMPILI, [email protected]

2021, acrilici e spray su intonaco, 10x14mt

La cultura figurativa del martirio incontra l’iconografia di un ragazzino in canottiera: doppia tesi simbolica per una prosa pittorica che ha metabolizzato Pier Paolo Pasolini e Larry Clark. David Pompili legge il territorio nel suo rinnovamento generazionale, sfidando le deposizioni cicliche del passato attraverso un gesto, la mano sul cerchio blu, che porta energia al ragazzino, così regale sopra quel cielo giallo che è valore solare e morale. Lo sguardo del protagonista parla in modo stereofonico, senza gridare, senza chiudere gli occhi davanti al vero. E’ una guida con cui superare il dramma della Storia, lasciando viva la memoria – il martirio di San Paolo firmato Mattia Preti – mentre il mondo costruisce la sua forma al presente.

REKA, NATURA MORTA

2021, acrilici e spray su intonaco, 10x14mt

Un intervento necessario nell’organigramma dei temi che il progetto affronta. Reka aggiunge la morbidezza semantica di un tappeto verticale, una visione onirica che avvolge gli sguardi quotidiani e le derive oniriche. Il suo lavoro formula sintesi antropomorfe attraverso pattern a contrasto di colori sensoriali, mostrando quel limbo resiliente che unisce la figurazione del mondo al suo doppio simbolico, fatto di astrazioni apparenti e spunti da universo al microscopio. Un’opera che rigenera lo spazio delle emozioni, integrando lo sguardo computazionale al modello metafisico dell’occhio generativo. Ci sono molte strade che l’opera intraprende, inventando spazi cognitivi in cui le persone troveranno la loro personale idea di varco salvifico.

HOGRE, WIKIPEDIA UNUSUAL ARTICLES

2021, acrilici e spray su intonaco, 10x14mt

Partire da Wikipedia col suo aggregato enciclopedico di sapere globale. Tracciare una forma che definisca la complessità della memoria collettiva, gratuitamente disponibile, pericolosa come tutte le soluzioni senza istruzioni. Hogre compone uno spazio di conoscenza laterale e antagonista, un vocabolario surreale che ci mette in guardia sul destino delle informazioni, sulle ambiguità dei media digitali, sul posizionamento dei poteri nella mappa delle città contemporanee. Il mosaico accosta il poco plausibile e l’impensabile, creando uno spiazzamento semantico da ricostruire nel tempo, captando il valore virtuoso della complessità. Non dimentichiamolo mai: l’assurdo genera risposte dove non vedevi soluzioni.

C215, SAN NICOLA

2021, spray su intonaco, 10x14mt

San Nicola attraverso lo schema cognitivo di C215, considerato a ragione un maestro nella ritrattistica su formati urbani. Cresciuto tra codici street e modelli tecnologici, l’artista francese porta la pittura in un mondo ibrido tra percezione ottica e schemi rinascimentali. Le sue sintesi figurative colgono le vertigini comunicative della cultura su larga scala, mostrando un substrato persistente che rende i suoi volti una metafisica iconica del continuo presente. Qui a Bari prende in mano il Santo con un rispetto da pittore umbro del Quattrocento, cogliendo l’umanità dello sguardo, la natura amorevole ma anche determinata di chi protegge e guida le genti. Il suo San Nicola fonde il futuro figurativo nelle radici italiche di un’alchimia che bacia gli sguardi.


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